Altro che Frecciarossa, ora ad Alta Velocità viaggiano solo le polemiche

Altro che Frecciarossa, ora ad Alta Velocità viaggiano solo le polemiche
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 17-11-2020 12:00

CASSINO - Dopo la notizia svelta ieri in anteprima dal nostro giornale sulla sospensione e possibile soppressione delle fermate del treno in Ciociaria, si scatena il fuoco di fila dell'opposizione. Fontana: "Il sindaco è diventato imbarazzante". Abbruzzese: "Maggioranza incapace". Evangelista: "L'unica inaugurazione buona che hanno fatto è stata quella della macelleria". Parole dure anche da parte di Petrarcone, Fardelli, Mignanelli e Ciacciarelli. Ecco tutti gli interventi

Zingaretti e Salera all'inaugurazione del Frecciarossa lo scorso 14 giugno a Cassino

Il Frecciarossa non ferma più in Ciociaria. A causa dei pochi passeggeri Trenitalia ha soppresso temporaneamente alcune tratte dell'Alta Velocità, tra cui anche quella che faceva tappa in Ciociaria con le fermate a Cassino e a Frosinone. La notizia, svelata ieri in anteprima dal nostro giornale (LEGGI QUI: Ecco gli effetti del Covid: Cassino “saluta” il Frecciarossa), e fino a quel momento sconosciuta anche al sindaco di Cassino Enzo Salera (LEGGI QUI: Soppressa la fermata del Frecciarossa, parla il sindaco Salera ) ha inevitabilmente creato un certo dibattito in quanto, la linea veloce a Cassino, era stata inaugurata solo 5 mesi fa, lo scorso 14 giugno.

La pandemia è la seconda ondata dell'emergenza sono state probabilmente le cause principali che hanno portato a questa scelta. Sospensione temporanea? O, invece, potrebbe essere una scelta definitiva? Questo al momento non si sa. Il primo cittadino di Cassino, ieri, sempre dalle nostre colonne, ha annunciato che già oggi si attiverà con Trenitalia. Intanto deve fronteggiare anche l'offensiva dell'opposizione. Dai consiglieri comunali a quelli regionali, sul sindaco e sull'amministrazione si scatenano dure critiche. Ecco, di seguito, tutti gli interventi.

MARIO ABBRUZZESE (CAMBIAMO)

"La sospensione del treni Frecciarossa ad Alta Velocità diretti a Napoli e Milano rappresentano l’ennesimo danno non solo ai viaggiatori ma a tutti i cittadini del Lazio Meridionale. Ennesimo sbaglio del Sindaco di Cassino Salera e della sua amministrazione. Ho provato, tempo fa a tracciare loro, un percorso improntato alla crescita e allo sviluppo del Cassinate ma questa è una maggioranza incapace e priva di visione strategica per il futuro. Un’amministrazione che ha sbagliato sin dall’inizio, dal momento in cui nei mesi precedenti non ha preteso la Stazione Tav nella nostra città accontentandosi “semplicemente” di una fermata, che oggi, fra le tante cose, non esiste più! Spero che questa soppressione sia solo una scelta temporanea e non definitiva effettuata da Ferrovie dello Stato. Tutto questo però dipende fortemente dalla volontà del Sindaco Salera, è lui che nelle prossime settimane dovrà attivarsi presso il Ministero dei Trasporti e pretedere un incontro con RFI al fine di evitare questo ulteriore danno a tutti noi cittadini!"

FRANCO EVANGELISTA (LEGA)

"Vorrei venissero a Cassino Zingaretti e Buschini a spiegare se è stata una presa in giro alla Ciociaria e Cassino, visto che il sindaco candidamente ammette non ne sa niente, l'unica cosa positiva che hanno inaugurato è stata la "macelleria Sellone". Tutto il resto, solo propaganda, e si sa, le bugie hanno le gambe corte, a destra molti ne sanno qualcosa!"

SALVATORE FONTANA (ITALIA VIVA)

"Era tutto prevedibile. La fermata TAV non aveva possibilità di rimanere perché anti economica, non c’entra nulla il covid , si è solo voluto prendere in giro i cittadini di Cassino. Ma sono cose che io ho detto nell’immediatezza di quella commedia. Per me è semplicemente la riprova della svendita di Cassino ad interessi superiori, è l’ennesima dimostrazione di quanto conti questo sindaco diventato imbarazzante".

GIUSEPPE GOLINI PETRARCONE (ITALIA VIVA)

"Come è noto a chi è attento alla politica locale, ho mostrato dal primo momento grandi perplessità sulla "fermatina" della TAV nella nostra stazione.
Non sto a ripeterne le critiche di ordine tecnico e sulla sua sostenibilità, anzi antieconomicita'.
Quello che balzava dall'inizio in evidenza era stato anche il periodo prescelto per una inaugurazione in pompa magna, in un periodo in cui la nostra nazione e quindi anche la nostra zona soffriva pesantemente degli effetti della pandemia.
Ancora non ho condiviso il ruolo della attuale amministrazione comunale nella genesi di quella scelta. Ricordo le dichiarazioni contraddittorie del sindaco a poche ore di distanza sul coinvolgimento della amministrazione sul progetto.
Non ho condiviso lo sfarzo con cui si tagliava il nastro. Decisi di non partecipare pertanto a quell'evento e fui apostrofato da molti per disfattista e critico oltre misura. I fatti, purtroppo, mi hanno dato ragione. Quel treno era una"boutade". E non si può giustificare la sua soppressione addebitandola al Covid19, perché se così fosse, si sarebbero dovuti cancellare o limitare tutti i treni regionali che, per fortuna, ancora partono ed arrivano nella nostra stazione.
Cosa fare ora? Beh, se l'attuale amministrazione ha davvero un filo diretto con le stanze dei bottoni dovrebbe chiedere spiegazioni e pretendere quantomeno un ripristino parziale di quelle corse".

MASSIMILIANO MIGNANELLI (CASSINO NEL CUORE)

"Purtroppo siamo stati presi in giro per la ennesima volta. Prima la stazione poi la fermata poi sono venute le massime autorità in pompa magna facendo credere al nostro territorio che con la semplice fermata avrebbe ottenuto un risultato importante. Tutte prese in giro che noi all’epoca dei fatti abbiamo contestato e per questo non siamo andati a farci prendere in giro. Cassino doveva avere sin da subito un ruolo importante quello della Stazione e non della fermata ( poi quest’ultima un bluff).
Noi riteniamo anche se necessario prendere una posizione forte facendo anche un consiglio ad hoc coinvolgendo tutti i sindaci del territorio perché è un problema non solo di Cassino ma del territorio. Non facciamoci prendere in giro dalla regione. Non siamo secondi a nessuno".

LUCA FARDELLI (BENE COMUNE)

"L’Alta Velocità per Cassino è sempre stata un sogno e come tutti i sogni a volte si avverano ma spesso al risveglio ti riportano alla cruda realtà.
La realtà a Cassino la vivono personalmente le centinaia di pendolari che dalle cinque di mattina vanno alla stazione e dal pomeriggio corrono al binario 21bis per non perdere il treno e magari riuscire anche ad occupare un posto a sedere. Per questo io ho scritto più volte a Trenitalia sollecitando migliori servizi sui treni e chiedendo un efficientamento della linea FL6 in modo da ridurre i tempi di percorrenza.
Ben venga il TAV ma non ho mai creduto che due, tre o quattro treni al giorno potessero incidere significativamente sullo sviluppo del nostro territorio.
Un Amministratore può e deve sognare un futuro migliore ma senza perdere di vista la realtà e io in questo momento mi accontenterei anche di una semplice “normalità”.
Normale dovrebbe essere, ad esempio, che un disabile potesse prendere autonomamente e in sicurezza un treno alla stazione di Cassino.
E allora prima ancora di sperare che i sogni si avverino pensiamo a sollecitare i lavori di adeguamento della stazione di Cassino per fare in modo che diventi una normale stazione al passo con i tempi e con le esigenze dei cittadini evitando almeno gli incubi a qualcuno di loro".

PASQUALE CIACCIARELLI (LEGA)

"La città di Cassino sempre più nelle retrovie all’interno dello scacchiere provinciale. La soppressione del treno freccia rossa ne è una drammatica conferma. La cosa ancor più grave, a mio avviso, è il vergognoso immobilismo del sindaco Salera e della sua amministrazione. Stanno collezionando un flop dopo l’altro. Come non ho mai nascosto l’idea di relegare Cassino ad una sola fermata, quando nell’area nord si farà una vera e propria nuova stazione era già una sconfitta per la città dei martiri, ora con la soppressione anche della fermata, oltre al danno anche la beffa. Se fossi nel sindaco batterei i pugni. Questa città ha bisogno di rivendicare un po’ d’orgoglio".





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