Sebastianelli replica a Galasso: “Prima di accusare gli altri guardi cosa accade in città”

Politica - Botta e risposta tra maggioranza e opposizione. Il consigliere comunale Giuseppe Sebastianelli replica alla consigliera Galasso: “Prima di accusare gli altri, dovrebbe guardare ciò che accade sotto i suoi occhi”. Al centro della polemica l’uso della parola “sordo” come offesa politica, lo stato del monumento a Nicholas Green e le condizioni delle scalinate del Teatro Romano. “30 anni di impegno, non 20. E il monumento a Nicholas Green è oggi lasciato in stato indecoroso”

Sebastianelli replica a Galasso: “Prima di accusare gli altri guardi cosa accade in città”
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 05-09-2026 14:56 - Tempo di lettura 4 minuti

"Voglio innanzitutto ringraziare la consigliera Galasso per la determinazione con cui replica a un consigliere di minoranza. È certamente un segnale di libertà, autonomia e, almeno nelle intenzioni, di saggezza politica. Peccato che, nelle sue esternazioni, dimostri di non riuscire a distinguere una manifestazione sportiva dalla realizzazione di un’opera muraria realizzata dalla stessa associazione".

 

A parlare è il consigliere comunale di opposizione, Giuseppe Sebastianelli, che spiega: "La consigliera Galasso mi definisce, con tono polemico, “sordo”. Anche su questo credo sia necessario fare una precisazione.

Essere sordi non è un’offesa, né può diventare un termine da utilizzare per denigrare politicamente o personalmente qualcuno. La sordità è una condizione reale vissuta quotidianamente da tante persone e dalle loro famiglie, e merita rispetto, sensibilità e attenzione.

Per questo trovo particolarmente infelice che una consigliera comunale utilizzi la parola “sordo” come sinonimo di chi non ascolta o non comprende. È proprio qui che dovrebbe intervenire la sensibilità di chi ricopre un ruolo istituzionale.

Io non ho alcun problema ad ascoltare le critiche e non mi sono mai sottratto al confronto. Ma trasformare una condizione personale in un’offesa politica è un’altra cosa.

E allora, consigliera Galasso, prima di accusare me di essere “sordo”, sarebbe opportuno ricordare che ci sono persone che la sordità la vivono davvero e che non meritano di vedere la propria condizione trasformata in un insulto o in una battuta politica.

Quanto a me, continuerò ad ascoltare, a vedere e soprattutto a parlare quando riterrò che qualcosa non vada nella nostra città. Questo è il compito di un consigliere comunale di opposizione.

E aggiungo: se fossi davvero soltanto “sordo”, come lei sostiene, sarei comunque molto fortunato. Perché il problema non è non sentire: è vedere ciò che accade e scegliere di non intervenire.

La consigliera sostiene inoltre che sarei in politica da “vent’anni”. Anche qui è necessario correggere: non sono vent’anni, ma circa trent’anni di impegno politico e amministrativo. Per questo credo sia necessario fare alla consigliera Galasso un piccolo ripasso della storia della nostra città.

Quando si siede in prima fila al Teatro Manzoni, quando visita l’Historiale o il Teatro Romano, quando si reca nelle famiglie di Caira, Sant’Angelo o San Nicola – Folcara e trova servizi essenziali come il gas metano, sappia che molte di quelle opere sono state realizzate dalle amministrazioni di centrodestra nelle quali il sottoscritto è stato tra i consiglieri più votati della coalizione, nel periodo compreso tra il 1997 e il 2010.

Sono fatti, non opinioni. È vero: quelle amministrazioni hanno anche dismesso il mercato coperto, dopo che la struttura era stata dichiarata inagibile sia sotto il profilo strutturale sia sotto quello igienico-sanitario. Non ho difficoltà a ricordarlo.

Ma se c’è un’opera della quale sono particolarmente orgoglioso, è il monumento dedicato a Nicholas Green, nella piazza che porta il suo nome. E qui sarebbe opportuno che la consigliera Galasso si fermasse un momento a riflettere.

Quel monumento non è stato pagato dal Comune: è stato realizzato a spese della famiglia Sebastianelli e successivamente donato dalla famiglia Green (presente all’inaugurazione) al Comune di Cassino. Un gesto di amore e di memoria, legato a una vicenda, quella di Nicholas Green, che ha avuto un impatto straordinario sulla cultura della donazione degli organi in Italia e nel mondo.

Oggi, invece, basta guardare in quali condizioni versa quel monumento. Il luogo che dovrebbe rappresentare memoria, rispetto e riconoscenza viene lasciato in uno stato che considero indecoroso. E arriviamo persino al punto che, il sabato, sul monumento vengono appoggiate casse di frutta e verdura.

Questa non è una questione di destra o di sinistra. È una questione di rispetto.

Rispetto per Nicholas Green, per la sua famiglia, per chi ha realizzato e donato quell’opera alla città e, soprattutto, per il valore universale che quel nome rappresenta.

E allora, prima di chiedere a un consigliere di minoranza cosa abbia fatto in trent’anni, sarebbe forse opportuno chiedersi che cosa stia accadendo oggi sotto gli occhi dell’amministrazione.

La consigliera Galasso, che evidentemente non è sorda ed è anche vedente, dovrebbe ricordare anche un altro episodio: ha presentato una mozione in Consiglio comunale che è stata poi costretta a ritirare e che, per le modalità con cui è stata trattata, non ha potuto essere ripresentata.

Nonostante questo, la sua maggioranza le ha lasciato la possibilità di replicare arrivando anche sul terreno delle offese personali nei confronti dei consiglieri di minoranza.

Ricordo alla consigliera Galasso che in Consiglio comunale siamo soltanto tre consiglieri di opposizione. Per fortuna per voi, ma anche per noi. Perché rappresentare la democrazia è un privilegio e una responsabilità che nessuna offesa personale può cancellare.

Ciò che però trovo particolarmente grave è l’atteggiamento dimostrato nei confronti di un collega consigliere che, anche per la sua età e per la lunga esperienza amministrativa, meriterebbe rispetto.

Non considero politica la continua ricerca dello scontro personale. E non considero saggezza amministrativa rispondere in maniera impertinente a chi ha il diritto, come ogni consigliere comunale, di esprimere liberamente le proprie critiche.

Prima di dare dell’ignorante agli altri, sarebbe molto più utile avere la disponibilità a conoscere i fatti, verificarli e, soprattutto, fare un esame di coscienza.

E proprio ieri sera abbiamo avuto un’altra dimostrazione di questa distanza tra la vetrina e la realtà.

La consigliera Galasso era ospite al Teatro Romano, per un evento elegante e certamente bello. Nulla da dire sull’iniziativa.

Peccato che, mentre si godeva quella serata, avrebbe potuto osservare anche ciò che accadeva intorno a lei. O meglio ciò che accade dall’inizio della stagione estiva e quindi ogni sera.

I bordi laterali delle scalinate che conducono alla parte superiore del Teatro Romano sono inagibili e, per evitare che qualcuno possa farsi male, è stato necessario garantire la presenza dei volontari della Protezione Civile, costretti per tutta la serata a invitare le persone a non appoggiarsi e a prestare attenzione al rischio di inciampare o cadere oltre le barriere.

Anche questo fa parte della città. Non basta partecipare agli eventi e sedersi in prima fila. Un amministratore deve avere la capacità di vedere anche ciò che non funziona, di ascoltare le critiche e di assumersi le proprie responsabilità.

Per questo dico alla consigliera Galasso: prima di parlare, prima di giudicare e soprattutto prima di accusare gli altri di ignoranza, sarebbe opportuno guardare ciò che accade nella città che oggi siete chiamati ad amministrare.

Io continuerò a fare il consigliere di opposizione con la stessa libertà con cui ho fatto politica per trent’anni. E continuerò a ricordare ciò che è stato fatto, ciò che non è stato fatto e, soprattutto, ciò che oggi non viene tutelato.Perché la memoria di una città non si difende con le parole, ma con i fatti" 





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