Plusdotazione e inclusione: all’IIS San Benedetto una formazione che guarda a tutti gli studenti

Scuola e Università - Relatrice dell’incontro è stata la dottoressa Anna La Prova, da anni impegnata nella formazione degli insegnanti su strategie inclusive per alunni con BES. La dirigente scolastica Maria Venuti: “Formare i docenti significa investire sul futuro dei nostri ragazzi e sulla qualità dell’esperienza scolastica"

Plusdotazione e inclusione: all’IIS San Benedetto una formazione che guarda a tutti gli studenti
di autore Francesca Messina - Pubblicato: 04-03-2026 16:09 - Tempo di lettura 2 minuti

Nei giorni scorsi l’IIS San Benedetto di Cassino, attraverso la rete di scopo “La forza dell’inclusione”, ha ospitato un importante corso di formazione dedicato alla gestione e valorizzazione degli alunni plusdotati nella Scuola Secondaria di Secondo Grado, aperto a tutti gli istituti dell’Ambito 20. L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione, coinvolgendo 181 docenti provenienti da numerose scuole del territorio, a conferma di un interesse crescente verso una didattica capace di riconoscere e accogliere tutte le forme di bisogno educativo.

Il corso rappresenta un passo significativo verso una scuola capace di coniugare equità e valorizzazione delle eccellenze, superando stereotipi e semplificazioni. Un segnale chiaro di attenzione a una didattica che non lascia indietro nessuno e che riconosce, in ogni differenza, una risorsa per la crescita collettiva.

Relatrice dell’incontro è stata la dottoressa Anna La Prova, psicologa e psicoterapeuta, da anni impegnata nella formazione degli insegnanti su strategie inclusive per alunni con Bisogni Educativi Speciali. Collaboratrice del Centro Studi Erickson di Trento come formatrice e autrice, nel 2012 ha fondato a Roma il Centro Studi Forepsy, nato con l’obiettivo di diffondere una cultura dell’inclusione attraverso la formazione e la consulenza alle scuole di ogni ordine e grado.

Durante il corso, la dottoressa La Prova ha guidato i docenti nella comprensione della plusdotazione, una condizione che riguarda studenti con elevate potenzialità cognitive, creative o di pensiero divergente, spesso accompagnate da una particolare sensibilità emotiva. Gli alunni plusdotati, ha spiegato la relatrice, non sono semplicemente “bravi studenti”, ma ragazzi che possono vivere difficoltà significative se non riconosciuti: noia, disinvestimento scolastico, isolamento, incomprensioni relazionali e, in alcuni casi, disagio emotivo. Per questo motivo la plusdotazione rientra a pieno titolo nell’area dei BES, pur restando ancora poco conosciuta e talvolta sottovalutata.

Il percorso formativo ha offerto strumenti operativi e strategie didattiche innovative per valorizzare i gifted senza creare élite, ma trasformando la classe in un ambiente dinamico e stimolante per tutti. L’obiettivo condiviso è quello di costruire classi come laboratori di pensiero critico, in cui ciascuno studente – dal più fragile al più capace – possa trovare spazio per esprimere il proprio potenziale, sentirsi riconosciuto e sviluppare competenze autentiche.

Il feedback dei docenti partecipanti è stato estremamente positivo. Molti insegnanti hanno sottolineato come il corso abbia permesso di “rileggere situazioni quotidiane di aula con uno sguardo nuovo”, offrendo chiavi di interpretazione utili per comprendere comportamenti spesso etichettati come disinteresse o oppositività. Particolarmente apprezzato è stato il taglio pratico della formazione, che ha fornito esempi concreti di progettazione didattica flessibile, differenziata e realmente inclusiva. Diversi partecipanti hanno evidenziato come il corso abbia rafforzato la consapevolezza che inclusione non significa semplificazione, ma arricchimento dell’esperienza educativa per l’intero gruppo classe.

La formazione si inserisce all’interno delle azioni promosse dalla rete di scopo “La forza dell’inclusione”, che coinvolge l’IIS San Benedetto, l’I.C. Cassino 2 e l’I.C. di Aquino, con l’obiettivo di condividere buone pratiche e promuovere una cultura scolastica attenta alla complessità dei bisogni educativi. Un ruolo centrale è stato svolto dal team per l’inclusione, che ha sensibilizzato la dirigente scolastica sull’importanza di affrontare anche il tema della plusdotazione, spesso meno visibile rispetto ad altre forme di bisogno.

Il corso è stato progettato e proposto dalle docenti Emanuela Pelagalli, Funzione Strumentale area Inclusione, e Gabriella Latempa, Funzione Strumentale Coordinamento e sostegno al lavoro dei docenti e alle attività formative, che hanno sottolineato come “occuparsi di plusdotazione significhi prendersi cura di tutti gli studenti, promuovendo una scuola capace di riconoscere il talento senza perdere di vista la dimensione emotiva e relazionale”.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è intervenuta anche la dirigente scolastica, Maria Venuti, che ha evidenziato l’importanza di una formazione continua dei docenti su temi emergenti e complessi: “Una scuola davvero inclusiva è una scuola che sa interrogarsi, che non dà nulla per scontato e che si assume la responsabilità di guardare ogni studente nella sua unicità. La plusdotazione ci ricorda che il bisogno educativo non riguarda solo la fragilità, ma anche il talento, che va riconosciuto, accompagnato e orientato”.

La Preside ha inoltre sottolineato come iniziative di questo tipo rafforzino il ruolo della scuola come comunità educante: “Formare i docenti significa investire sul futuro dei nostri ragazzi e sulla qualità dell’esperienza scolastica. Il successo di questa iniziativa dimostra quanto sia forte il desiderio di confronto e crescita professionale nel nostro territorio”.


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