Racconti e Poesie del weekend "Vivere"

Racconti e Poesie - Oggi Francesca Messina ospita il racconto di Mafalda Miconi di Cassino

Racconti e Poesie del weekend "Vivere"
di autore Francesca Messina - Pubblicato: 26-10-2025 11:50 - Tempo di lettura 2 minuti

Vivere!

Hei mi apostrofò un giovane che era poggiato sulla fontana vicino alla mia casa in campagna, mi girai e con mia sorpresa era un bellissimo ragazzo, dai suoi modi rudi non me lo aspettavo, gli chiesi cosa volesse e con aria strafottente mi rispose: nulla , ci rimasi male, pensai "è  bello ma è  un gran cafone". Presi il secchio con l'acqua  e tornai a casa delusa, ma in casa c'era tanto da fare che passò in un attimo il nervoso che mi aveva scatenato quel figlio di buona madre. Avevo i nonni che non stavano bene, la mia mamma nel letto con il femore rotto, galline polli, da dar da mangiare al maiale che era sempre affamato, e poi un piccolo Poni che mi faceva tenerezza. Non dava nessun fastidio e quando gli davo il cibo sembrava ti ringraziasse, aveva sempre uno sguardo così triste che contribuiva a rattristarmi più di quando lo fossi. Mi coricai dopo aver fatto tutto per gli animali, per i nonni e la mia mamma e per la casa. Ero così stanca che non riuscivo a prendere sonno. Quella notte mi rigirai nel letto per molte ore,  dovevo alzami presto ma niente, riuscii a dormire un pochino dalle cinque fino alle sei quando la sveglia iniziò a suonare. £ro così stanca e stordita che non riuscivo neanche a trovare qualcosa da mettere addosso. Scesi in cucina e iniziai col farmi un caffè, l'odore forte svegliò  la mamma che con il suo fare lamentoso mi chiese di portarle una tazza, misi subito la legna nel camino e iniziai a preparare  il pranzo per tutti , purtroppo uno diverso dall'altro. Verso le dieci mi cambiai e uscii per fare la spesa, quel giorno in paese c'era il mercatino ed era una bella giornata di sole, fredda ma  piacevole  per una passeggiata. Si aspettava il martedì di ogni settimana per   fare un giro tra le bancarelle, non c'era altro da fare in quel paesino sperduto tra le montagne.  Stavo guardando un vestitino che mi piaceva tanto, sapevo di non poterlo prendere ma guardarlo mi faceva sognare, quando ad un tratto sentii di nuovo… Hei ! Pensai ancora?? Era accanto a me il solito ragazzo ma non aveva più quell'aria strafottente era più dolce, mi chiese ti piace ?Gli risposi di no e lui di rimando disse sicuramente  ti sta bene il rosso ad una morettina carina come te risalterebbe la figura. Io arrossii e di fretta andai a casa. La mamma mi chiese perché ero così rossa in viso e io le risposi che fuori il sole picchiava. Dopo aver accudito tutti andai alla stalla il mio Poni era fuori dovevo farlo rientrare perché minacciava pioggia. Quando arrivai vidi poggiato su di lui un pacchetto curiosa lo aprii e dentro c'era l'abito che io avevo ammirato la mattina, tremavo tutta mi accorsi dopo che c'era un biglietto caduto per terra, lo raccolsi e diceva indossa il vestito domenica per andare a messa voglio vedere come sei bella ..buona giornata!  Non sapevo cosa fare avevo paura della mamma, non potevo darlo indietro perché non sapevo neanche dove abitasse, e poi con quali soldi  avrei potuto acquistare l'abito? Ci pensai per il resto dei giorni e la domenica decisi di metterlo di nascosto, mi stava benissimo, ma avevo vergogna. Perché mi aveva regalato il vestito? Mille pensieri affollavano la mente, ma qualcosa mi spingeva a smetterla di vivere in quel modo miserabile, mai una pizza,  mai un ballo, un cinema nulla la mia gioventù era sprecata, mai nessuno mi aveva fatto un regalo. Andai a messa con l'abito nuovo mi sentivo una regina e lo percepivo dagli sguardi dei ragazzi, insomma dentro di me si stava scatenando una rivolta, ero stanca di vivere così.. Quando uscii dalla messa Adriano mi stava aspettando seppi il suo nome in quel momento, mi disse: quanto sei bella io arrossii  mentre gli chiesi perché? Lui con voce pacata mi rispose: perché da oggi tu sarai la mia fidanzata e tra qualche giorno verrò a casa per chiedere la tua mano. Mille pensieri contrastanti affollavano la mia mente , come potevo sposarmi con i nonni malati, la mia mamma allettata e poi lo conoscevo appena, come potevo?  Adriano non solo era bello ma aveva dei modi così educati che conquistò  tutti in pochissimo tempo. Una sera venne a cena da noi e con la sua pacatezza spiegò  a mia mamma che non potevo vivere solo occupandomi di loro, che anch'io dovevo vivere la mia vita, avevo già ventotto anni, come se Dio avesse accolto i miei pensieri, i nonni  lasciarono questa terra dopo poche settimane, alla mamma lui le trovò  una badante finché non si rimettesse e io finalmente  ho iniziato a vivere!

Mafalda Miconi (Cassino)





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