Racconti e Poesie - Oggi Francesca Messina ospita il racconto di Mafalda Miconi di Cassino
La notte nel cuore!
Non dimenticherò mai quel giorno quando incontrai per la prima volta il tuo sguardo, i tuoi occhi blu profondi come il mare mi scrutavano come fossi un alieno, malgrado volevi fare il duro guardandoti bene percepii un pò di malinconia, almeno credevo fosse così. Con passo deciso mi allontanai, qualcosa mi spingeva a farlo, una sensazione strana mi turbava, non riuscii a capire il perché. In quel momento la mia mamma mi chiamò per ricordarmi di prendere il latte per il mio fratellino più piccolo, occhi blu si soffermò un attimo e subito dopo riprese il suo cammino come niente fosse. Tornai a casa una sensazione strana mi turbava. Dopo aver fatto tutti i miei doveri stanca andai a coricarmi, dalla stanchezza caddi in un sonno profondo, verso la mezzanotte mi svegliò lo squillo del telefono, assonnata risposi, una voce pacata mi salutava e chiedendomi scusa per l'ora mi disse che era occhi blu. Mi raccontava come era riuscito a trovare il mio numero di telefono, colpa della mia mamma che mi aveva chiamata e in quel quartiere di nome strano come il mio c'era solo il mio. Gli dissi freddamente: capisco ma cosa vuole? Lui mi rispose che voleva conoscermi, riattaccai molto arrabbiata. Come poteva disturbare quando si dorme? Riuscii a riprendere sonno e il giorno dopo avevo tante cose da fare che non pensai per nulla all'accaduto, ma verso sera appena rientrai dal lavoro di nuovo il telefono squillava. Dissi a mia sorella di rispondere, ma lei doveva andare a cena con il suo fidanzato e nemmeno mi ascoltò, continuò a chiamare finché risposi, sgarbatamente gli dissi di smetterla e riattaccai . Il giorno seguente quando uscii dal lavoro me lo trovai davanti con un mazzo di rose in mano, scusandosi per la sua insistenza. Fu così che iniziai ad ascoltarlo era colto bello e anche spassoso, sapeva come conquistare una donna, passarono mesi belli aveva tante cose da raccontarmi. Il tempo scorreva veloce quando stavamo insieme, una sera si presentò in casa per chiedere ai miei genitori di potermi sposare, il mio babbo aveva già preso informazioni sapeva che era un bravo ragazzo e di buona famiglia, accettò subito cosa che mi lasciò interdetta. Mai mi sarei aspettata che accettasse, ma detto da lui era più che sicuro di dare sua figlia ad un uomo affidabile al cento per cento. Fu un bel matrimonio tutto filava liscio, dopo pochi mesi rimasi incinta. La nostra felicità nel sentire il battito del suo cuoricino, tornavamo a casa cosi felici che ad una curva lui si abbassò per darmi un bacio a stampo un attimo e tutta la nostra gioia si trasformò in un incubo. Non si accorse di un camion che veniva di fronte. Io finii in ospedale in coma per ben due mesi. Il mio dolce bambino invece volò in cielo insieme al suo papà. Tutto mi è stato raccontato da mia suocera io non ho più nulla, ho solo il dolce ricordo di quel battito, di un cuoricino che non potrò più ascoltare. Ho solo la morte nel cuore nulla più!
Mafalda Miconi (Cassino)