Verso le elezioni del 2024, la politica di Cassino si fa in... tre

Verso le elezioni del 2024, la politica di Cassino si fa in... tre
di autore Redazione - Pubblicato: 24-05-2023 00:00

OPINIONI - La scelta non sembra di grande difficoltà: o il centrodestra si chiude in sé stesso rivendicando una appartenenza politica ed intraprendendo una battaglia identitaria, o pone le condizioni per dare una rappresentanza anche a quei centristi che vengono dal centro del centrosinistra

di Lello Valente

Il sistema maggioritario ha portato con sé molte cose buone ma anche molte distorsioni. Un dato positivo è che il Sindaco che vince, ha una solida maggioranza; il lato negativo è che spesso non si vince per propri meriti ma perché diventa sempre più forte il voto contrario. L’abilità di chi vince esclusivamente grazie al voto contrario sta nel saper fare politica aggregando intorno a sé un consenso più largo perché il rischio è che mancando il voto contrario si possa perdere perché manca il voto a favore.

Basterebbe che si sottragga al giudizio degli elettori chi ha alimentato il voto contrario per ribaltare  un risultato elettorale.

Cassino, come sempre, sembra il campo scuola della politica nazionale, dove tutte le situazioni si sono generate e verificate. L’intelligenza dovrebbe stare nel capire gli errori commessi e fare uno sforzo nel non ripeterli. Chi sarà così bravo e modesto vincerà le prossime elezioni.

I campi politici conoscono una forma di delimitazione solo a livello nazionale, a livello locale i recinti delle coalizioni non rappresentano più un vicolo assoluto, sono, però, un punto di partenza dal quale partire per costruire una alleanza vincente.

A Cassino ci sono al momento tre schieramenti rilevanti che sembrano intravedersi all’orizzonte: il centrodestra, la sinistra che governa il Comune, ed una parte del centrosinistra che non ha trovato una giusta sintonia con l’attuale amministrazione comunale.

La scelta non sembra di grande difficoltà, o il centrodestra si chiude in sé stesso rivendicando una appartenenza politica ed intraprendendo una battaglia identitaria, o pone le condizioni per dare una rappresentanza anche a quei centristi che vengono dal centro del centrosinistra.

E’ una visione politica che si scontra con le ambizioni personali, con le legittime aspirazioni di chi pensa che  in una battaglia identitaria possa trovare più spazio. Lo sforzo è quello  di saper privilegiare un progetto politico/amministrativo alle singola, se pur legittima, aspirazione.

I maestri della politica, quelli della Prima Repubblica mi hanno insegnato che un buon politico deve essere conscio  che l’avversario di oggi può essere l’alleato di domani e per questo motivo bisogna avere la memoria molto corta, che presuppone anche l’assenza di rancori mal sopiti e desideri di rivalsa che si perdono nelle irrazionali sconfitte.

I totem ideologici sono scomparsi, solo chi non ha idee si rifugia dietro il totem, le idee chiedono confronto con chiunque, gli steccati  sono caduti sotto il peso del disinteresse degli elettori.

Gli estremi vanno sempre di più verso il centro, a livello europeo sono scomparsi i  comunisti , ci sono a rappresentare le visioni di sx i  socialdemocratici ed i  socialisti, tranne la Le Pen mi sembra che gli altri di destra siano tutti nel partito Conservatore, le ali vanno sempre di più verso una reale emarginazione. Il PD  che si sta spostando a sx sembra di capire che  perderà il consenso di quegli  elettori  che transitavano per  l’ex PPI, poi Margherita poi PD .

Per costruire una coalizione bisogna capire le sensibilità di ciascuno per poterne fare una sintesi vincente, ricordandosi sempre che con questo sistema elettorale si vince anche per il voto “contro”.





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