I "bagni di folla", "i pieni"... e il voto disgiunto chiesto da D'Amato al M5S temuto dalla destra

I "bagni di folla", "i pieni"... e il voto disgiunto chiesto da D'Amato al M5S temuto dalla destra
di autore Mario Costa - Pubblicato: 26-01-2023 00:00

OPINIONI - Oltre al grido di battaglia “vinceremooo!” di mussoliniana memoria ricorrente in qualcuno, sì, la prima cosa che colpisce di questa campagna elettorale nella quale sono in campo 114 candidati per i quattro posti spettanti alla nostra provincia nel consiglio regionale, è l’esagerato pompaggio. Il 'graffio' del prof. Costa

di Mario Costa*

Stando al bombardamento a tappeto sui social di alti esponenti politici di antico pelo a sostegno di questo o di quella candidata, la campagna elettorale per le regionali, bontà loro, procederebbe dunque tra “bagni di folla”, “calorose accoglienze”, “entusiasmi incontenibili” e finanche con il “pieno” dei locali. A tal punto che qualche “pieno” è stato fatto pure nel giorno dello sciopero dei benzinai.

Oltre al grido di battaglia “vinceremooo!” di mussoliniana memoria ricorrente in qualcuno, sì, la prima cosa che colpisce di questa campagna elettorale nella quale sono in campo 114 candidati per i quattro posti spettanti alla nostra provincia nel consiglio regionale, è l’esagerato pompaggio (davvero oltre ogni ragionevole misura) nella mistificazione dello stato di fatto delle cose. Le quali cose non stanno proprio come le raccontano.

Anche perché i tempi in cui in questi appuntamenti elettorali si mangiava a sbafo e la gente accorreva festante, entusiasta e chiassosa, sono passati da quel dì. Il resto lo fa l’ossessiva, ingombrante, estenuante presenza di questi “padri putativi” convinti (qui oltre ogni ragionevole loro dubbio) di costituire molto più di un valore aggiunto. Anzi, il “Valore”.

Che poi l’ansioso e speranzoso candidato a loro particolarmente a cuore, agli occhi degli elettori finisca con l’apparire un timido scolaretto da portare per mano come a protezione dei pericoli della strada, poco importa.

L’altra cosa che colpisce in questa campagna elettorale, caratterizzata dalla ricerca del voto al candidato più che al partito, è l’insufficiente sottolineatura del voto disgiunto in occasione dei “bagni di folla” di cui dianzi. Vale a dire il richiamare il fatto che l’elettore ha due voti: uno per il Presidente, l’altro per la lista di partito. Non è un caso che l’appello fatto ai Cinque Stelle da Alessio D’Amato (“Mi auguro che usino il voto disgiunto”), abbia messo in allarme la stampa amica della destra, pur presentandolo come uno strumento fallimentare “che i dem si ostinano ad evocare”. Così, infatti, abbiamo letto quanto giorni addietro è stato scritto con malcelata preoccupazione dal direttore su uno di quei giornali.

E invece, visto da sinistra, tale voto va evocato, a sostegno di una persona di superiore affidabilità e competenza qual è Alessio D’Amato; e va evocato proprio perché utile per evitare la vittoria della destra. La legge lo prevede, è uno strumento che esiste e andrà quindi utilizzato. Ma va fatto conoscere perché, come è stato ricordato da più di qualcuno, non solo una larga parte di elettorato non ha deciso chi votare, ma una parte molto più vasta non sa neppure dell’esistenza del voto disgiunto.

*Già vicesindaco di Cassino





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