Infortuni sul lavoro, nel Lazio è allarme: 50 morti in sette mesi. A Frosinone sei vittime

Economia - Le denunce crescono del 7,7% rispetto al 2025. In Ciociaria 1.469 infortuni. L’UGL Lazio: «Prevenzione, controlli e formazione devono diventare una priorità concreta»

Infortuni sul lavoro, nel Lazio è allarme: 50 morti in sette mesi. A Frosinone sei vittime
di Redazione - Pubblicato: 17-09-2026 16:04 - Tempo di lettura 2 minuti

Il quadro degli infortuni sul lavoro nel Lazio continua a destare forte preoccupazione. I dati più recenti dell’INAIL, relativi ai primi sette mesi del 2026 e aggiornati al 31 luglio, evidenziano 27.576 denunce di infortunio, contro le 25.607 registrate nello stesso periodo del 2025, con un incremento del 7,7%. Particolarmente significativo è il dato relativo agli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, che passano da 19.836 a 21.645, con un aumento del 9,1%. Preoccupa anche il dato relativo agli infortuni mortali: nei primi sette mesi del 2026 nel Lazio sono state registrate 50 denunce con esito mortale, contro le 47 dello stesso periodo del 2025.

“Non possiamo considerare questi numeri normali – dichiara Armando Valiani, Segretario UGL Lazio – I dati diffusi dall’INAIL devono rappresentare un ulteriore richiamo alla responsabilità di tutti Un aumento degli infortuni e, soprattutto, la presenza di decine di vittime sul lavoro, l’ultimo avvenuto a Ostia qualche giorno fa, rappresentano un problema sociale che non può essere affrontato soltanto dopo che l’incidente è avvenuto. Come UGL Lazio chiediamo un rafforzamento delle politiche di prevenzione, dei controlli e della formazione. La sicurezza deve essere una priorità concreta per istituzioni, imprese e lavoratori. Non possiamo rassegnarci all’idea che gli incidenti sul lavoro siano una conseguenza inevitabile dell’attività produttiva. Ogni lavoratore deve poter tornare a casa al termine della propria giornata di lavoro.”

La provincia di Roma concentra la quota più elevata delle denunce: nei primi sette mesi del 2026 sono state 21.917, contro le 20.284 dello stesso periodo del 2025, con un aumento dell’8,1%. Seguono Latina: 2.194 denunce, +5,5%;  Frosinone: 1.469, +0,9%; Viterbo: 1.268, +14%; Rieti: 728, +7,7%. Anche gli infortuni mortali richiedono particolare attenzione: nella provincia di Roma sono state registrate 32 denunce con esito mortale, 8 a Latina, 6 a Frosinone e 4 a Viterbo.

 “La prevenzione -  spiega Wladymiro Wysocki, Responsabile Sicurezza sul Lavoro UGL Lazio – deve partire dall’organizzazione del lavoro. I numeri evidenziano la necessità di passare da una sicurezza prevalentemente documentale a una sicurezza realmente applicata nei luoghi di lavoro. Formazione, informazione e addestramento non devono essere considerati semplici adempimenti burocratici. Devono tradursi in comportamenti consapevoli, procedure efficaci e capacità concreta di riconoscere e gestire i rischi.

Occorre inoltre prestare particolare attenzione ai settori maggiormente esposti, tra cui edilizia, trasporti e logistica, agricoltura, industria e assistenza sanitaria, senza dimenticare i rischi presenti negli altri comparti. Una corretta valutazione dei rischi deve essere il punto di partenza per organizzare il lavoro in condizioni di sicurezza. DVR, formazione e addestramento devono essere strumenti realmente utilizzati per prevenire gli incidenti e non semplici documenti da tenere in azienda”.

Nei primi sette mesi del 2026 gli infortuni denunciati nella fascia 15-34 anni sono stati 8.124, rispetto ai 7.406 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 9,7%. “Questo dato – prosegue Wysocki – conferma l’importanza di intervenire anche sui giovani che entrano per la prima volta nel mondo del lavoro. La cultura della sicurezza deve iniziare dalla formazione scolastica e professionale e proseguire durante tutta la vita lavorativa.”

Un'attenzione specifica deve inoltre essere rivolta ai rischi legati alle alte temperature e allo stress termico, soprattutto per i lavoratori impegnati nei cantieri, nell’agricoltura, nella logistica e nelle attività svolte all’aperto. “Le condizioni climatiche estreme stanno diventando un elemento che deve essere considerato nella valutazione dei rischi e nell’organizzazione del lavoro – sottolinea Wysocki – Pause, idratazione, organizzazione degli orari e adeguate misure di prevenzione possono contribuire a ridurre l’esposizione dei lavoratori.”

“La sicurezza sul lavoro – conclude Armando Valiani – è innanzitutto tutela della vita e della dignità delle persone. L’UGL Lazio continuerà a chiedere alle istituzioni un confronto costante e interventi concreti per ridurre il numero degli infortuni e delle vittime. Lavorare non può significare mettere a rischio la propria vita. La prevenzione deve diventare una responsabilità condivisa e una componente strutturale del sistema produttivo”.





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