La rivincita delle preferenze frenata dai partiti: gli elettori scelgono, le segreterie pure

Opinioni - L’analisi sulla riforma: dopo quasi trent’anni gli elettori tornano a scegliere parte dei parlamentari, ma capilista e listino bloccato restano fuori dal voto di preferenza. Valente: "Piuttosto che niente, meglio piuttosto"

La rivincita delle preferenze frenata dai partiti: gli elettori scelgono, le segreterie pure
di autore Lello Valente - Pubblicato: 17-09-2026 17:29 - Tempo di lettura 2 minuti

Voteremo con le preferenze, non come avremmo potuto, ma obtorto collo dobbiamo accontentarci nella considerazione di una classe politica in gran parte impreparata ed inadatta e soprattutto priva di consensi.  Abbiamo avuto per 40 anni di democrazia una stessa legge elettorale, si votava con il sistema proporzionale e con le preferenze, poi dopo la nefasta stagione di Mani Pulite   la classe politica si è votata masochisticamente al suicidio assistito con sistemi elettorali che hanno distrutto la credibilità della politica salvando, però, le poltrone dei nominati.

Dopo quasi 30 anni di nominati in Parlamento una classe politica seria e preparata non esiste più e questa Legge elettorale lo dimostra, come dimostra anche la pochezza di una opposizione che non sa più cosa inventarsi per racimolare un poco di visibilità. Diciamo subito che l’unico partito che realmente ha voluto il sistema proporzionale con le preferenze è stato Fratelli d’Italia, senza alcuna esitazione; a differenza dei partiti della Prima repubblica che avevano   fatto delle preferenze un sistema efficientissimo per la selezione della classe dirigente, ciò che abbiamo oggi è una classe dirigente non selezionata dal popolo ma nominata dalle segreterie dei partiti.

La solita sceneggiata della sinistra prima si è opposta al Senato al sistema delle preferenze, poi alla Camera dei Deputati si è ravveduta proponendo un sistema con le preferenze dimostrando di non avere le idee chiare e su un aspetto così importante ha cercato di fare la solita propaganda.

Diciamo anche una verità che vale per tutti, questo sistema accontenta tutti i Partiti aldilà delle dichiarazioni propagandistiche che fanno solo rumore.  La sintesi tra chi voleva preferenze piene e l’attuale soluzione è figlia di una elementare constatazione i dirigenti di FI e della Lega non hanno un voto, non hanno curato l’elettorato e per questo motivo si è trovata questa sintesi al fine di blindare la loro elezione. Questa stessa esigenza l’hanno anche i piddini e i pentastellati, perché nessuno ha curato il territorio, nessuno ha curato l’elettorato. Con il sistema dei capilista bloccati i dirigenti dei partiti avranno la certezza della loro elezione continuando a non curare l’elettorato, mentre per gli altri sarà una elezione con il voto di preferenza. 

Poi c’è quel famoso listino bloccato di circa 100 Parlamentari tra Deputati e Senatori, che in Regione Lazio è stato abolito, cioè chi raggiunge il 42% ha diritto ad una schiera di Parlamentari in più per garantire la governabilità. Questi nominativi sono inseriti in una lista circoscrizionale, naturalmente questi non sono soggetti al voto di preferenza, quindi oltre ai capilista anche questi 100 Parlamentari verranno nominati dalle segreterie dei partiti.

Senza entrare nell’aspetto tecnico della Legge c’è un dato sul quale riflettere, fino ad oggi tutti i parlamentari erano “nominati” dalle segreterie dei partiti ed a noi elettori non restava altro che ratificare quelle scelte, oggi abbiamo la possibilità di eleggere con le nostre preferenze una modesta quantità di Parlamentari.

Soddisfatto a metà, si poteva fare molto di più, sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza ma gli eletti solo con le preferenze.  Oltre le sceneggiate tra destra e sinistra, la verità è che pochissimi Parlamentari sarebbero eletti con il voto di preferenza perché pochissimi hanno curato il proprio elettorato e questa Legge soddisfa tutti i segretari dei Partiti, ci sono le eccezioni, ma sono poche, quasi rare.

Una soddisfazione a metà, ma “Piuttosto che niente, meglio piuttosto”.





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