Cronaca - Le famiglie chiedono scusa e avviano le riparazioni. La stima dei danni potrebbe essere sensibilmente inferiore ai 15mila euro iniziali. I sei minorenni hanno intrapreso un percorso rieducativo, mentre l’indagine è ora sul tavolo della Procura minorile di Roma, ma non si indaga per furto. Il dirigente: "Presto vedrò i ragazzi"
I genitori dei sei minorenni denunciati per il raid vandalico avvenuto nella sede del biennio dell’Itis “Ettore Majorana” di Cassino hanno incontrato il dirigente scolastico Pasquale Merino, hanno chiesto scusa per quanto accaduto e si sono impegnati a riparare i danni provocati all’interno dell’istituto.
Un primo passo concreto è già stato compiuto. Secondo quanto si apprende, questa mattina alcuni operai incaricati dalle famiglie hanno raggiunto la scuola per avviare gli interventi di sistemazione. I lavori potrebbero essere completati nel giro di pochi giorni.
Una collaborazione confermata anche dal preside, che apre alla possibilità di ritirare la querela una volta ripristinati i beni danneggiati. «I genitori sono venuti a scusarsi – spiega Merino – e presto incontrerò anche i ragazzi, che nel frattempo stanno seguendo un percorso rieducativo. Ho dovuto presentare denuncia perché sono stati danneggiati beni pubblici, ma non appena i danni saranno riparati sono pronto, per quanto di mia competenza, a ritirare la querela».
Dopo la linea dura adottata nelle ore immediatamente successive all’episodio, il dirigente scolastico punta dunque anche alla ricomposizione della vicenda sul piano umano ed educativo. Resta la necessità di riparare quanto distrutto, ma l’obiettivo è far comprendere ai ragazzi la gravità del loro comportamento e offrire loro una possibilità concreta di riscatto.
Anche la quantificazione dei danni, intanto, potrebbe essere rivista sensibilmente al ribasso. Nelle ore immediatamente successive al raid era stata indicata una prima stima di circa 15mila euro. A distanza di alcuni giorni, e dopo una verifica più puntuale di quanto dovrà essere effettivamente riparato o sostituito, la cifra sarebbe - da quel che si apprende - è decisamente inferiore rispetto a quella inizialmente ipotizzata. Una valutazione definitiva potrà comunque arrivare soltanto una volta completati tutti gli interventi.
Intanto l’indagine è arrivata sul tavolo della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Roma. Sono sei i ragazzi denunciati e nei loro che dovranno rospondere di danneggiamento (non di furto, nulla è stato trafugato dall'istituto). Saranno ora i magistrati romani a esaminare gli atti e a valutare singolarmente le posizioni dei minorenni, tutti studenti di altri istituti superiori della città.
A caratterizzare la vicenda c’è anche la provenienza familiare dei sei giovani, tutti figli di famiglie conosciute e di noti imprenditori. Tre di loro, inoltre, hanno genitori direttamente impegnati nella politica cittadina. Non è escluso, dunque, che il caso possa essere sollevato anche durante il prossimo Consiglio comunale di Cassino, convocato per il 22 settembre.
I fatti risalgono alla notte tra lunedì 7 e martedì 8 settembre: il raid è stato interrotto dall’arrivo dei carabinieri, allertati dai residenti della zona. I militari hanno sorpreso i ragazzi all’interno della scuola e avviato immediatamente gli accertamenti. Intorno alle quattro del mattino sono stati avvisati il dirigente scolastico Pasquale Merino e la direttrice dei servizi generali e amministrativi, che hanno raggiunto l’istituto.
La vicenda proseguirà adesso su due binari: quello giudiziario, affidato alla Procura minorile di Roma, e quello educativo. Le famiglie ontanto hanno avviato le riparazioni, i ragazzi hanno intrapreso un percorso rieducativo e il preside si prepara a incontrarli personalmente.
Una strada che non cancella quanto accaduto, ma che punta alla responsabilizzazione dei sei minorenni e alla riparazione concreta delle conseguenze delle loro azioni.
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