Valle dei Santi - Il Gruppo consiliare di minoranza "Esperia che Cambia" punta il dito verso l'Amministrazione, denunciando come le spese per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti siano eccessive e che il PEF, negli ultimi anni, sia stato sovradimensionato rispetto al servizio realmente svolto
Lo scorso 30 luglio il Consiglio comunale di Esperia ha approvato il nuovo Piano Economico Finanziario (PEF) del servizio rifiuti e le tariffe TARI per il 2026. Dopo anni di aumenti per costi elevati ed ingiustificati, denunciati più volte dal gruppo consiliare di minoranza "Esperia che Cambia", il ruolo TARI, che negli ultimi di quattro anni aveva subito un aumento di oltre 140.000,00 euro, registra finalmente una piccola riduzione.
Si passa, infatti, dai 540.076,00 euro del 2025 ai 517.438,00 euro del 2026, con un risparmio complessivo di 22.638,00 euro, pari a una diminuzione media della tassa in bolletta di circa il 4,20%.
Per il gruppo consiliare di minoranza "Esperia che Cambia" questo risultato è il frutto della significativa riduzione dei costi di gestione sostenuti dal Comune, legati alla gestione del personale, dei servizi infrormatici ed altro, che il gruppo ritiene essere stati eccessivi negli ultimi anni: costi di gestione che passano dagli 83.400,00 euro del 2025 ai 50.915,00 euro previsti per il 2026.
Il gruppo consiliare di minoranza, già dal 2022, sta denunciando che ad Esperia le spese per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sono eccessive e che il PEF, negli ultimi anni, è stato sovradimensionato rispetto al servizio realmente svolto. In aggiunta a ciò, in alcune occasioni il Comune non ha fatto rispettare integralmente gli obblighi contrattuali alla ditta appaltatrice, il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, infatti, nel 2026 resterà sostanzialmente invariato rispetto agli anni precedenti.
La riduzione approvata per il 2026 quindi, secondo il Gruppo, dimostra che quei costi potevano essere contenuti già negli anni passati, evitando di gravare inutilmente sulle tasche dei cittadini esperiani e di utilizzare la TARI come strumento per fare cassa.
Proprio per questo, secondo quanto dichiarato durante la riunione del Consiglio dal Consigliere Angelolivio Del Gigante del gruppo "Esperia che Cambia", con una gestione più attenta e oculata del servizio da parte dell'Amministrazione, la riduzione della TARI avrebbe potuto e dovuto essere ancora più consistente, così da garantire un risparmio maggiore alle famiglie esperiane.
Un'altra grave criticità riguarda la TARI del prossimo futuro. Infatti, non è previsto alcun beneficio economico derivante dall'investimento di circa un milione di euro destinato alla realizzazione delle ecoisole e delle ecoaree sul territorio comunale. Un'opera che avrebbe dovuto migliorare l'efficienza del servizio e contribuire a ridurre stabilmente i costi, ma che, almeno per il momento, non produce alcuna previsione concreta di riduzione dei costi sulle bollette dei cittadini.
Inoltre, alla fine del mese di agosto scadrà il contratto d'appalto con la società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e, ad oggi, l'Amministrazione Villani non ha ancora presentato un progetto organico che integri il sistema delle ecoisole e delle ecoaree con l'attuale servizio di raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio.
Per il gruppo "Esperia che Cambia" tutto ciò rappresenta una grave carenza di pianificazione e programmazione da parte del Sindaco e dei suoi collaboratori. Senza una strategia chiara e senza un nuovo modello organizzativo, il rischio concreto è che i costi del servizio tornino nuovamente ad aumentare in maniera vertiginosa.
Basti considerare che la manutenzione e la gestione delle nuove ecoisole ed ecoaree comporteranno inevitabilmente nuovi oneri economici che nessuna ditta appaltatrice potrà sostenere gratuitamente (concetto ribadito dallo stesso Sindaco Villani nel Consiglio comunale del 27 luglio scorso).
Ancora una volta, sostiene il Gruppo, l'Amministrazione Villani, a causa di una programmazione inadeguata, finirà con il favorire solamente gli interessi delle ditte appaltatrici e dei fornitori piuttosto che quelli dei cittadini esperiani.