Valle dei Santi - L'assessore regionale Pasquale Ciacciarelli annuncia nuovi campionamenti di Arpa Lazio nei comuni interessati dalla nube di fumo e chiede di accelerare la diffusione dei risultati. Intanto il Comitato Civico Petrose rende pubblico il documento inviato il 15 luglio con dodici proposte per la tutela della salute, dell'ambiente e del territorio
A quasi due settimane dal devastante incendio che ha distrutto l'impianto RE.MAT. Lazio di San Giorgio a Liri, l'attenzione resta altissima. Mentre proseguono senza sosta le attività di monitoraggio ambientale coordinate dagli enti competenti, emergono nuovi dettagli sul lavoro avviato per verificare le possibili conseguenze del rogo su ambiente, agricoltura e salute pubblica.
Nelle stesse ore, il Comitato Civico Petrose ha deciso di rendere pubblica la documentazione trasmessa alle istituzioni appena tre giorni dopo l'incendio, nella quale aveva già indicato una serie di interventi ritenuti indispensabili per affrontare l'emergenza.
A fare il punto sulla situazione è stato l'assessore regionale alla Protezione Civile, Pasquale Ciacciarelli, che ha confermato il proseguimento dei controlli da parte di Arpa Lazio. Nella giornata del 22 luglio i tecnici hanno effettuato nuovi campionamenti di suolo superficiale nei comuni maggiormente interessati dal passaggio della nube di fumo sviluppatasi dopo l'incendio, in particolare a Esperia, Pignataro Interamna, Aquino e Piedimonte San Germano. Le analisi sono finalizzate alla ricerca di diossine e furani e, una volta conclusi gli accertamenti di laboratorio, i risultati saranno resi pubblici.
Parallelamente è stato eseguito anche un prelievo nella vasca di accumulo delle acque del Consorzio di Bonifica della Valle del Liri, in territorio di Piedimonte San Germano. L'obiettivo è verificare l'eventuale presenza di diossine, furani, PCB e idrocarburi nelle acque utilizzate per l'irrigazione dei terreni agricoli di Piedimonte San Germano, Aquino, Villa Santa Lucia e Pignataro Interamna.
Lo stesso Ciacciarelli ha spiegato di aver chiesto formalmente ad Arpa Lazio di accelerare la trasmissione dei risultati relativi agli ulteriori punti di campionamento delle acque irrigue che interessano San Giorgio a Liri e gli altri comuni limitrofi.
"Le istituzioni stanno operando in piena sinergia, con il massimo senso di responsabilità e trasparenza, per seguire l'evoluzione della situazione e mettere in campo ogni azione necessaria a tutela dell'ambiente, delle produzioni agricole e della salute dei cittadini", ha dichiarato l'assessore, ribadendo che la tutela della salute pubblica e dell'ambiente rappresenta la priorità assoluta della Regione.
Proprio mentre proseguono le verifiche, il Comitato Civico Petrose ha deciso di rendere noto il documento inviato il 15 luglio al Ministro dell'Ambiente, al presidente della Regione Lazio, al Prefetto di Frosinone, al presidente della Provincia, al commissario prefettizio del Comune di San Giorgio a Liri, alla Procura della Repubblica di Cassino, ad Arpa Lazio, all'Asl, ai Vigili del Fuoco e a tutti gli altri enti coinvolti nella gestione dell'emergenza.
Il Comitato spiega di aver scelto di non divulgare immediatamente il contenuto della richiesta per lasciare alle istituzioni il tempo necessario ad esaminare le proposte, evitando inutili polemiche in una fase particolarmente delicata. Solo ora, a dieci giorni dall'invio, ha deciso di renderla pubblica per informare la cittadinanza sul lavoro svolto.
Nel documento vengono avanzate dodici richieste considerate fondamentali. Tra queste figurano l'istituzione di una task force tecnico-scientifica aperta anche ai rappresentanti dei cittadini, un piano straordinario di monitoraggio di aria, suolo, acque, colture agricole, allevamenti e produzioni alimentari, la pubblicazione costante e trasparente di tutti i risultati delle analisi ambientali e sanitarie, la realizzazione di una mappa delle aree effettivamente interessate dalla ricaduta degli inquinanti e l'avvio della messa in sicurezza e della successiva bonifica del sito.
Il Comitato chiede inoltre un programma straordinario di sorveglianza sanitaria della popolazione, con particolare attenzione ai bambini, agli anziani e ai soggetti più fragili, controlli specifici sui prodotti agricoli e zootecnici e sulle acque utilizzate per l'irrigazione, oltre alla pubblicazione dell'elenco completo dei materiali presenti nello stabilimento prima dell'incendio.
Viene poi sollecitato il reperimento delle risorse economiche necessarie alla bonifica, il rapido accertamento delle cause del rogo e delle eventuali responsabilità, nonché la valutazione, da parte del Comune di San Giorgio a Liri e dei Comuni interessati dalla nube, della costituzione di parte civile in un eventuale procedimento giudiziario.
Il Comitato Civico Petrose sottolinea infine di aver già avviato un confronto con l'associazione ambientalista Fare Verde per approfondire gli aspetti tecnici e normativi della vicenda e ricorda che la propria attività non nasce con l'incendio di luglio. L'organismo civico, infatti, è stato costituito nel 2011 proprio in seguito all'autorizzazione dell'impianto di trattamento dei rifiuti, con l'obiettivo di seguire nel tempo tutte le problematiche ambientali connesse alla presenza dello stabilimento e promuovere iniziative a tutela della salute, dell'ambiente e del territorio.
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