Opinioni - Il "nel frattempo" che segna il futuro di alcuni siti e l'immobilismo di altri, con un calo del 36,2% rispetto all'anno precedente, soltanto trentanove giornate effettive di lavoro e centinaia di lavoratori ancora interessati dagli ammortizzatori sociali
Ho ascoltato integralmente le oltre due ore e quaranta minuti dell'audizione dell'amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, davanti alla Commissione Attività Produttive della Camera con un obiettivo preciso: capire quale fosse il progetto industriale illustrato per lo stabilimento di Cassino.
Negli ultimi giorni avevo letto commenti, dichiarazioni e interpretazioni. Oggi ho letto anche l'articolo di Simone pubblicato su LeggoCassino, che descrive con dati inequivocabili la situazione dello stabilimento: 6.700 vetture prodotte nel primo semestre del 2026, un calo del 36,2% rispetto all'anno precedente, soltanto trentanove giornate effettive di lavoro e centinaia di lavoratori ancora interessati dagli ammortizzatori sociali.
Ho preferito però partire dalle parole pronunciate da Filosa. Perché, quando è in gioco il futuro di un territorio, credo sia sempre opportuno ascoltare direttamente ciò che viene detto prima di affidarsi alle interpretazioni. C'è un'espressione che, più di ogni altra, mi è rimasta impressa.
«Nel frattempo» All'inizio dell'ascolto sembrava soltanto una normale espressione di collegamento. Riascoltandola oggi, dopo aver letto i dati sulla situazione di Cassino, quelle due parole hanno assunto un significato completamente diverso. Per capire perché, occorre seguire il ragionamento sviluppato da Filosa.
L'amministratore delegato apre la relazione descrivendo una Stellantis solida. Parla di circa 45 miliardi di euro di liquidità, di un piano da 60 miliardi di investimenti, di oltre sessanta nuovi modelli entro il 2030 e rivendica risultati incoraggianti per il mercato italiano: vendite in crescita del 15%, produzione aumentata del 16% e riduzione del 30% del ricorso agli ammortizzatori sociali.
Se Stellantis dispone di questa forza finanziaria e presenta programmi dettagliati per gli altri stabilimenti italiani, è naturale chiedersi perché, arrivando a parlare di Cassino, il linguaggio diventi improvvisamente più cauto. È proprio questa domanda che mi ha accompagnato nell'ascolto del resto dell'audizione. E quando cambia il lessico, vale la pena chiedersi se stia cambiando anche il grado di definizione del progetto che quelle parole descrivono.
Per Mirafiori vengono annunciati nuovi modelli, l'aumento della produzione e nuove assunzioni. Per Melfi vengono indicati programmi produttivi, modelli già assegnati e scadenze temporali. Per Modena vengono illustrati investimenti e iniziative già avviate. Per Atessa Filosa arriva perfino ad affermare che la nuova generazione dei veicoli commerciali garantirà il futuro dello stabilimento. Per tutti questi siti produttivi il linguaggio segue uno schema costante: vengono indicati modelli, investimenti, programmi e obiettivi.
Arrivato a Cassino, Filosa cambia registro. Esordisce dicendo di essere «consapevole delle aspettative». È un'affermazione che non introduce un progetto industriale, ma fotografa il clima di un territorio che da anni attende risposte sul proprio futuro.
Subito dopo aggiunge che Stellantis sta lavorando con un potenziale partner internazionale, precisando però di non poterne rivelare il nome in quella sede. Anche questa scelta lessicale merita attenzione. Un partner internazionale identifica un soggetto con il quale esiste un rapporto definito. Un potenziale partner internazionale, invece, descrive un'interlocuzione che potrebbe trasformarsi in un accordo, ma che non viene ancora presentata come tale.
La successiva precisazione sulla riservatezza è perfettamente comprensibile. Tuttavia, dal punto di vista del territorio, resta un dato oggettivo: sappiamo che esiste un'interlocuzione, ma continuiamo a non conoscere chi sia questo partner, quale progetto si stia discutendo, a che punto sia la trattativa e quali ricadute possa avere sul futuro dello stabilimento.
Poco dopo Filosa afferma che «il futuro di Cassino è legato al piano Maserati». Anche in questo caso non viene illustrato un piano industriale specifico per Cassino, ma si rinvia a un progetto che sarà presentato successivamente. Ed è qui che arrivano quelle due parole.
“Nel frattempo” Dopo questa espressione Filosa annuncia una serie speciale dell'Alfa Romeo Stelvio e l'arrivo della nuova Maserati Grecale nel 2027. Sono indicazioni certamente positive, ma non costituiscono ancora quel quadro industriale che il territorio attende da anni. Restano aperte le domande fondamentali: quali investimenti saranno destinati allo stabilimento? Quali modelli verranno assegnati? Quali volumi produttivi si prevedono? Quale prospettiva occupazionale si intende garantire ai lavoratori e all'indotto?
Quando Filosa pronunciò quelle parole, «nel frattempo», erano semplicemente un passaggio della sua relazione. Oggi, però, sappiamo che cosa è accaduto nel frattempo.
Lo raccontano i dati richiamati da Simone nel suo articolo: una produzione crollata del 36,2%, appena 6.700 vetture prodotte nel primo semestre, trentanove giornate effettive di lavoro e centinaia di lavoratori ancora negli ammortizzatori sociali. È questo che attribuisce oggi un significato diverso a quelle due parole.
II "frattempo" non è rimasto un'espressione linguistica. È diventato il tempo che Cassino ha realmente vissuto. Non traggo da questa audizione conclusioni che le parole di Filosa non consentono di trarre. Mi limito a osservare che, mentre per altri stabilimenti vengono illustrati programmi già definiti, per Cassino il discorso resta affidato a un potenziale partner internazionale, a un piano Maserati ancora da presentare e a un "nel frattempo" che la realtà di questi mesi ha riempito di contenuti ben diversi da quelli che il territorio avrebbe voluto conoscere.
Per questo credo che le organizzazioni sindacali, le istituzioni locali, i sindaci del comprensorio e tutti coloro che rappresentano questo territorio abbiano oggi una responsabilità precisa. Più che accontentarsi di dichiarazioni rassicuranti, dovrebbero chiedere risposte verificabili: quali investimenti sono destinati a Cassino, quali modelli verranno assegnati allo stabilimento, quali volumi produttivi sono previsti, quale ruolo avrà il potenziale partner internazionale richiamato da Filosa e quale prospettiva occupazionale si intende garantire ai lavoratori e all'indotto.
Sono domande che non riguardano soltanto i dipendenti di Stellantis. Riguardano il futuro economico e sociale dell'intero Cassinate. E credo che quel futuro meriti qualcosa di più di un'attesa destinata a consumarsi, ancora una volta, «nel frattempo».
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