Pontecorvo - L'affondo dell'esponente PD contro il progetto del V Bacino: tra dati regionali in netta contraddizione e la difesa della dignità di un territorio che rifiuta di piegarsi alle logiche della pura convenienza economica
“Quattrocentoquattromila tonnellate di rifiuti. Per rendere l'idea: tre campi da calcio riempiti fino all'orlo. È questa la dimensione dell'ampliamento, il cosiddetto V Bacino, che si vuole realizzare nella discarica di Roccasecca.” Zimarri, esponente del PD del comune di Pontecorvo, dice la sua sul progetto nato nel 2015, ritenuto già anacronistico allora, che in tutti questi anni ha incontrato l'opposizione di comuni, comitati e associazioni.
“Lo dico con nettezza: questa discarica alla provincia di Frosinone non serve. Non serve oggi e non servirà domani.” Afferma con decisione “la Ciociaria il problema dei rifiuti l'ha già affrontato: la SAF, la società dei nostri 91 Comuni, ha ridotto drasticamente i conferimenti in discarica, lavorando e valorizzando l'indifferenziato. E lo stesso Piano regionale dei rifiuti fotografa un fabbisogno di discarica destinato a crollare nei prossimi anni. Eppure, proprio adesso, si autorizza un ampliamento enorme.”
Specifica poi come nel piano precedente, per l'intera provincia di Frosinone, la Regione aveva previsto duecentomila tonnellate in cinque anni, sottolineando come questo bacino ne contienga più del doppio. “I numeri, se si ha la pazienza di leggerli, dicono una cosa sola: qui non esiste alcuna necessità tecnica.”
“E allora la questione è politica, soltanto politica.” Continua “Il nuovo Piano regionale cancella gli ATO provinciali e l'autosufficienza dei territori, e finisce per smentire le sue stesse volumetrie. La domanda che rivolgo a chi ha assunto questa decisione è semplice e diretta: a chi serve questa discarica? A chi giova? Perché di certo non serve alla nostra gente, né a un ciclo dei rifiuti moderno fatto di impianti piccoli, riciclo e riuso.”
L’esponente del PD pontecorvese nota poi come ci sia una parola che in queste carte non compare mai, ed è quella che conta di più: dignità. “La dignità di un territorio” spiega “che da quasi trent'anni sente ripetere la stessa frase: tanto lì c'è già la discarica, ampliamo lì.
Ma quel "lì" è casa nostra, Il basso Lazio ha già dato tanto, perché un territorio non è solo un punto su una mappa dove far quadrare i conti di qualcun altro. La dignità non si seppellisce.” "Non ci arrendiamo, e continueremo a farci sentire, a testa alta. Perché questa discarica non la vogliamo: né ora, né mai.” Conclude.
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