Il San Marco , 50 giorni di memoria, lungo la linea della storia

Cultura - L’iniziativa è stata realizzata dal comune di Vallerotonda in collaborazione con ANMI Cassino, Associazione AReS –Reggimento San Marco nella guerra di liberazione, condividendo tale progetto con il Comune di Acquafondata e Mignano Montelungo

Il San Marco , 50 giorni di memoria, lungo la linea della storia
di autore Dolores Di Mambro - Pubblicato: 26-05-2026 11:00 - Tempo di lettura 2 minuti

Ieri mattina, a Vallerotonda, si è concluso il progetto “50 giorni del San Marco”, iniziato il 9 aprile 2026 , un percorso di memoria storica ,formazione militare e valorizzazione territoriale che ha unito istituzioni civili e militari. L’iniziativa è stata realizzata dallo stesso comune in collaborazione con ANMI Cassino, Associazione AReS –Reggimento San Marco nella guerra di liberazione, condividendo tale progetto con il Comune di Acquafondata e Mignano Montelungo.

 Il 21 maggio l’arrivo sul territorio del contingente della Brigata Marina San Marco, guidato dal Tenente di Vascello Ciara Cola, ha svolto esercitazioni operative per gli allievi della Scuola Ufficiali di Brindisi, installando un campo all’interno dell’impianto sportivo comunale, sotto la guida attenta del tenente Chiara Cola. Un’attività formativa immersa nei luoghi che furono teatro della Linea Gustav, dove la storia continua a parlare.

La mattinata del 22 maggio si è aperta con la visita guidata al Sacrario di Collelungo, insieme alle classi terze delle scuole secondarie di Vallerotonda e Sant’Elia Fiumerapido e alla classe V H del liceo Linguistico Maccari di Frosinone. Nino Rossi, dell’associazione Cassino Città per la Pace e della Proloco di Vallerotonda, ha offerto un inquadramento storico sulle atrocità avvenute nell’area. Mentre il Consigliere delegato alla cultura, nonché docente, Martina Salvatore ha riportato i tragici eventi della strage di Collelungo, restituendo voce alle vittime. Successivamente gli studenti hanno raggiunto il Lago Selva, dove hanno condiviso attività e momenti di confronto con gli allievi ufficiali della Brigata Marina San Marco, avvicinandosi al mondo della Marina Militare. Nel pomeriggio, al Sacrario Militare di Montelungo, è stato reso omaggio ai caduti del Battaglione Bafile, protagonisti del sacrificio sul fronte Cassino nel 1944.

La giornata si è conclusa in piazza a Vallerotonda con lo spettacolo “50 ore “regia di Giorgia Filanti, interpretato da Olimpia Ferrara, dedicato alle atrocità delle cosiddette Marocchinate.

Un ringraziamento è stato rivolto alla XIV Comunità Montana, nella persona del commissario Aurora Aprile. Inoltre sabato 23 maggio è stato inaugurato un nuovo sentiero storico, con cartellonistica della DMO Terra dei Cammini. Nel pomeriggio, ad Acquafondata, si è tenuta la cerimonia per la nuova targa commemorativa. Il Sig. Luigi Mancone ha condiviso i suoi ricordi d’infanzia legati alla guerra e alla presenza dei militari di Bafile. Sono intervenuti anche il Capitano di Corvetta Paolo Pagliaroni e Cesare Mirulla del BTG Scuole Caorle , che al tramonto hanno visitato il sacrario di Collelungo ,ascoltando le parole del consigliere Salvatore M.

La cerimonia conclusiva si è tenuta domenica 24 maggio in Piazza Porta d’Abruzzo, con il solenne ammaina bandiera in memoria dei giovani Fucilieri di Marina che, dopo l’8 settembre 1943, scesero dalle navi per combattere sulla terraferma e contribuire alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo. E’ stato un momento di raccoglimento che ha visto la presenza di numerose persone, ma soprattutto la presenza della Componente Nazionale Anfibia ANMI , il Leone di san Marco, rappresentata dalla sezione Campania ,dalla sezione Tull e dalla sezione Erma, unite nel rendere omaggio ai fucilieri di Marina caduti.

 Fondamentale nella collaborazione del progetto è stata la preziosa risorsa Giuseppe Drago.

Tuttavia nel suo intervento il sindaco di Vallerotonda, Di Meo Giovanni ha ricordato che “I 50 giorni del San Marco” non rappresentano un semplice programma di eventi, ma un ponte tra generazioni, un modo di restituire al territorio la sua storia viva, fatta di sacrificio, resistenza e rinascita. Altresì un progetto che ha intrecciato formazione militare, didattica, memoria civile e valorizzazione dei luoghi, lasciando un segno profondo nella comunità e non solo.


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