Il Caco di Nagasaki arriva fino a Montecassino attraverso il progetto internazionale “Kaki Tree Project”

Cultura - Nel giardino dell’Abbazia, la pianta è stata accolta dagli studenti dell’Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini” e dell’Istituto Comprensivo Cassino 3, che hanno accompagnato il momento con canti, poesie e testi sulla pace scritti da loro

Il Caco di Nagasaki arriva fino a Montecassino attraverso il progetto internazionale “Kaki Tree Project”
di Redazione - Pubblicato: 29-05-2026 14:43 - Tempo di lettura 2 minuti

Un filo invisibile e potente unisce oggi il Giappone all'Italia, legando la memoria di due tragiche distruzioni in un unico, grande messaggio di rinascita. Nel giardino dell’Abbazia di Montecassino è stato piantato il Caco di Nagasaki, un albero dal valore fortemente simbolico che discende direttamente da quella pianta che, contro ogni previsione, sopravvisse al bombardamento atomico del 9 agosto 1945.

L'iniziativa nasce dal "Kaki Tree Project" e si è diffusa in Europa grazie alla rete bresciana del progetto, trovando una dimora ideale proprio laddove, ottantadue anni fa, la guerra aveva lasciato solo macerie. Il motto dell'Abbazia, “Succisa virescit: recisa, germoglia di nuovo”, sembra così riflettersi perfettamente nella storia di questo tenace frammento di natura.

La cerimonia ha vissuto momenti di profonda commozione grazie alla partecipazione attiva delle nuove generazioni. Gli studenti degli Istituti Comprensivi "Rita Levi Montalcini" e "Cassino 3" hanno accolto l'albero con canti, poesie e riflessioni dedicate alla pace. Prima che le radici venissero interrate, i bambini hanno affidato al suolo piccoli biglietti carichi di desideri e speranze per il futuro.

Ad arricchire l'evento è stato anche il passaggio ravvicinato con la storia recente: insegnanti e alunni hanno steso la storica prima bandiera della pace che nel 2003 varcò le porte dello Stato Vaticano, accolta allora da Papa Giovanni Paolo II, trasportandola come un ponte ideale tra il passato e i giorni a venire.

Il successo di questa piantumazione è stato il frutto di una fitta e coesa sinergia tra realtà istituzionali, religiose e associative. Accanto alla comunità monastica dell'Abbazia di Montecassino e all'amministrazione comunale della città, hanno collaborato attivamente i rappresentanti europei del Kaki Tree Project, i membri dell'Associazione EQO, di Quis Contra Nos, di Cassino Mia 1944 e della Pro Loco. A testimoniare un legame di solidarietà ancora più ampio, hanno offerto il proprio supporto anche la Rete Pangea Scampia e il gruppo del bene confiscato Ferrajuoli di Afragola.

A sancire l'importanza istituzionale e spirituale del momento vi era la presenza del sindaco Enzo Salera, di don Luigi Di Bussolo e di Francesco Forletti, uniti a tutti i cittadini in una visione condivisa. Nel momento in cui la terra ha avvolto le radici del caco, il gesto ha superato la semplice cura botanica per trasformarsi in una promessa solenne. Quell'albero, custode di una memoria ferita ma vitale, crescerà nutrito dai sogni dei bambini, dimostrando che il desiderio di pace sa essere più forte di qualsiasi distruzione.


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