Cassinate - La consigliera di minoranza denuncia di aver dovuto interessare il Difensore civico per esercitare le proprie funzioni di controllo e scrive al primo cittadino di Cervaro, Ennio Marrocco: "Non è una questione personale. Dietro ogni richiesta c’è il diritto della comunità a essere informata"
di Irene de Angelis Curtis*
Signor Sindaco Ennio Marrocco,
Le rivolgo pubblicamente una domanda che, prima ancora che politica, considero istituzionale: è normale che una consigliera comunale debba rivolgersi al Difensore civico per ottenere documenti del Comune necessari all’esercizio del proprio mandato? È normale che una consigliera comunale debba fare un Accesso agli Atti per ottenere un documento che è stato oggetto di deliberazione?
È ciò che mi è accaduto.
1.Il 6 luglio ho presentato una richiesta di Accesso agli Atti, non per curiosità personale, ma nell’esercizio delle funzioni che mi sono state affidate dagli elettori. Non avendo ricevuto risposta, sono stata costretta a rivolgermi al Difensore civico della Regione Lazio. Con decisione del 1° settembre, il Difensore civico ha ravvisato il possibile carattere illegittimo del silenzio-rifiuto maturato dal Comune e lo ha invitato a riesaminare la mia istanza, fornendo un riscontro scritto.
2.In data odierna mi è stata denegata la possibilità di avere la Relazione corretta dal gestore sulla TARI. La Relazione consegnata prima del Consiglio Comunale del 22 luglio u.s. era errata. Sarebbe stato un atto dovuto inviare ai Consiglieri la relazione giusta che Ella ha pubblicamente scritto essere stata protocollata il giorno successivo, vale a dire il 23 luglio. Mi è stato risposto che per avere la Relazione corretta devo fare Accesso agli Atti. Non è colpa dei Consiglieri di minoranza il fatto che l’Amministrazione non si è accorta del “refuso” e di aver deliberato su un documento errato.
Sono proprio questi passaggi che dovrebbero indurre tutti indipendentemente dalle appartenenze politiche, a una riflessione. L’articolo 43, comma 2, del Testo unico degli Enti Locali riconosce ai consiglieri comunali il diritto di ottenere dagli uffici tutte le notizie e le informazioni in loro possesso utili all’espletamento del mandato.
Non si tratta di un privilegio riconosciuto all’opposizione. È uno strumento necessario al corretto funzionamento del Consiglio comunale. Sindaco, maggioranza e opposizione hanno ruoli diversi. Chi amministra ha il diritto e la responsabilità di compiere le proprie scelte. Chi siede in Consiglio senza far parte della maggioranza ha, tra gli altri, il compito di controllare quelle scelte, verificarne gli atti e porre domande.
Ma per controllare bisogna conoscere. E per conoscere bisogna poter accedere agli atti. Per questo non intendo trasformare la vicenda in una questione personale. Le pongo, invece, una domanda molto concreta: per quale ragione è stato necessario l’intervento del Difensore civico perché il Comune fosse indotto a riesaminare una richiesta presentata da una consigliera nell’esercizio delle proprie funzioni?
Se esistevano ragioni giuridiche che impedivano l’accesso, sarebbe stato sufficiente indicarle con un provvedimento motivato. Se vi erano difficoltà materiali nel reperimento della documentazione, sarebbe stato sufficiente comunicarle. Il silenzio, invece, non può diventare il modo ordinario con il quale si risponde a chi esercita una funzione di controllo. Per quale motivo devo fare un Accesso agli Atti per un documento che deve essere consegnato ai Consiglieri? C’è poi una considerazione ancora più importante. Quando chiedo un atto del Comune, non lo chiedo semplicemente come Irene de Angelis Curtis. Lo chiedo come componente di un organo istituzionale eletto dai cittadini.
Dietro quella richiesta, dunque, non c’è soltanto il diritto del singolo consigliere. C’è il diritto della comunità ad avere un Consiglio comunale nel quale ciascun componente sia messo nelle condizioni di svolgere realmente il proprio mandato. Per questo Le chiedo pubblicamente di fare in modo che quanto accaduto non si ripeta.
Il confronto politico può essere aspro. Possiamo avere opinioni profondamente diverse sulla gestione del Comune e continuerò, quando lo riterrò necessario, a contestare le scelte dell’Amministrazione. Una cosa, però, dovrebbe restare fuori dallo scontro politico: il rispetto delle prerogative istituzionali di ogni consigliere comunale. Chiedo semplicemente di poter svolgere il mandato per il quale sono stata eletta, senza dover ricorrere a un’autorità esterna per ottenere ciò che l’ordinamento già mi riconosce.
Attendo una Sua risposta: non soltanto quella di un Sindaco a una consigliera di opposizione, ma quella del rappresentante di un’Istituzione che appartiene a tutti.
*Consigliera comunale di minoranza del Comune di Cervaro