Cassinate - Il consigliere comunale chiede chiarimenti sullo stato degli interventi previsti dal Programma 2024-2029 e sollecita investimenti per superare i disagi che da tempo interessano il capoluogo e le frazioni di Cerreto e Valvori. Per l'esponente politico locale vi è l'assoluta necessità di garantire un servizio essenziale alle aree interne
Fare chiarezza sullo stato degli interventi programmati e ottenere risposte concrete sulle criticità che da tempo interessano il servizio idrico comunale. È questo l’obiettivo della richiesta formale inviata dal consigliere comunale Fabrizio Di Meo ai presidenti dell’Egato 5 Frosinone, della Conferenza dei Sindaci e di Acea Ato 5, con una serie di quesiti riguardanti sia le opere previste nel Programma degli Interventi 2024-2029 sia le problematiche che continuano a interessare il territorio.
Nella nota, Di Meo ricorda che il piano dell’Egato 5 prevede due interventi nel settore della depurazione: il progetto DEP.21 relativo alla realizzazione di un nuovo impianto modulare in località Cerreto e il DEP.40 destinato alla frazione Valvori e ai relativi collettori. Tuttavia, evidenzia come non risultino chiaramente individuabili lo stato di avanzamento, le coperture finanziarie e le tempistiche per la realizzazione delle opere.
Il consigliere sottolinea inoltre come cittadini, attività commerciali e strutture ricettive continuino a segnalare con frequenza riduzioni della pressione, sospensioni del servizio e difficoltà nell’approvvigionamento idrico, con ripercussioni sulla qualità della vita e sulle prospettive di sviluppo economico e turistico del territorio.
Nella richiesta viene richiamato anche il dato relativo alle perdite idriche dell’intero Ambito territoriale, che secondo gli indicatori ufficiali superano il 63% dell’acqua immessa in rete. Una situazione che, secondo Di Meo, rende ancora più urgente una programmazione mirata degli investimenti.
Il consigliere osserva inoltre che nel Programma degli Interventi 2024-2029 non risultano opere specifiche destinate al potenziamento delle reti acquedottistiche, dei serbatoi e dei sistemi di distribuzione a servizio del Comune di Vallerotonda, nonostante le frequenti criticità che interessano il capoluogo e le frazioni.
Da qui la richiesta di conoscere lo stato di attuazione degli interventi previsti, le risorse disponibili, i cronoprogrammi, eventuali studi effettuati sulle infrastrutture esistenti e le cause tecniche che determinano i continui disservizi. Tra i quesiti posti anche quello relativo all’assenza di opere specifiche sulle reti acquedottistiche comunali e alla possibilità di inserire nuovi interventi nel corso della validità del piano 2024-2029.
"Il diritto all’accesso continuo e regolare all’acqua potabile costituisce un servizio pubblico essenziale – evidenzia Di Meo nella richiesta – e rappresenta una condizione imprescindibile per la qualità della vita dei cittadini, per la permanenza delle famiglie nelle aree interne e per la crescita delle attività economiche e turistiche. Le comunità montane e i piccoli centri dell’entroterra non possono essere destinatari di servizi meno efficienti rispetto alle aree maggiormente urbanizzate e meritano pari attenzione nella programmazione degli investimenti infrastrutturali".
La richiesta, precisa il consigliere comunale, è stata formulata "nell’esclusivo interesse della comunità di Vallerotonda" con l’obiettivo di garantire la massima trasparenza ai cittadini e ottenere risposte sulle iniziative che il gestore e l’Ente di Governo dell’Ambito intendono adottare per risolvere in maniera strutturale le criticità segnalate.
L.P.
Articolo precedente
Cassino, blackout di 9 ore con 40 gradi: cittadini infuriatiArticolo successivo
"Allattare sotto l'abbazia" all'ospedale di Cassino