Nuova piazza Labriola, ok al maxi mutuo. Ma l'opposizione insorge contro la "megalomania"

Politica - Approvato il finanziamento da oltre 3,6 milioni di euro per completare l'area pedonale davanti al Tribunale di Cassino. I consiglieri di minoranza Sebastianelli, Evangelista e Incagnoli attaccano il sindaco Salera: "Città indebitata per vent'anni mentre quartieri e periferie sono abbandonati nel degrado"

Nuova piazza Labriola, ok al maxi mutuo. Ma l'opposizione insorge contro la "megalomania"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 04-06-2026 19:22 - Tempo di lettura 2 minuti

Il centro urbano di Cassino si appresta a cambiare volto con il progetto di riqualificazione di Piazza Labriola, ma l'operazione finanziaria e politica per realizzarlo ha già scatenato un durissimo scontro tra l'amministrazione comunale e le forze di minoranza.

Gli uffici tecnici del Comune hanno avviato le procedure formali per il completamento dell'area pedonale davanti al Tribunale, un intervento che si pone in ideale continuità con il rifacimento del centro iniziato anni fa con l'isola pedonale di piazza Diamare e parte di corso della Repubblica. Per finanziare l'opera, il dirigente dell'area tecnica Domenico Greco ha autorizzato la contrazione di un maxi mutuo a tasso fisso con la Cassa Depositi e Prestiti per l'importo esatto di 3.691.000 euro, una cifra imponente che graverà sulle casse comunali per i prossimi vent'anni e che sarà rimborsata in 40 rate semestrali a partire dal primo gennaio dell'anno successivo al perfezionamento del contratto.

A causa del continuo e imprevedibile aumento dei prezzi dei materiali, l'assessore ai lavori pubblici Gennaro Fiorentino ha spiegato che la giunta è stata costretta a dividere l'opera in due distinti lotti. Il finanziamento attuale coprirà esclusivamente il primo lotto, che interessa la zona più consistente davanti al Palazzo di Giustizia, basata su un'idea progettuale donata al Comune dall'architetto Giacomo Bianchi.

La documentazione per la gara d'appalto verrà trasmessa entro il mese all'ufficio provinciale di Frosinone, con l'obiettivo di individuare la ditta aggiudicataria entro l'autunno e far partire i cantieri a gennaio 2027. Nelle intenzioni della delibera comunale, l'intervento serve a elevare la qualità urbana, garantire maggiore sicurezza e mitigare i fenomeni di degrado sociale, mentre resta ancora da risolvere il nodo dei quindici lecci secchi in piazza Diamare per i quali il Comune non ha personale e sta cercando una ditta esterna.

La notizia del maxi indebitamento ha però innescato l'immediata e feroce reazione dell'opposizione consiliare, che attraverso una nota congiunta firmata dai consiglieri Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista e Arduino Incagnoli ha bocciato senza appello l'iniziativa, definendola il "mutuo della megalomania". I tre esponenti della minoranza giudicano la scelta incomprensibile, irresponsabile e totalmente distante dai problemi reali della cittadinanza, evidenziando come Cassino versi oggi in condizioni preoccupanti di sporcizia, trascuratezza e insicurezza, con strade dissestate e marciapiedi impraticabili.

Secondo Sebastianelli, Evangelista e Incagnoli, prima di accendere mutui milionari per realizzare opere faraoniche e salotti urbani nel centro cittadino, l'amministrazione guidata dal sindaco Salera avrebbe dovuto dare priorità ai quartieri e alle periferie completamente dimenticati e lasciati al loro destino.

L'opposizione punta il dito sulla situazione del quartiere San Bartolomeo, descritto come un ghetto maleodorante e privo di servizi fondamentali nonostante vi risiedano circa cinquemila persone, e sul quartiere Colosseo, dove i residenti convivono con un'allarmante emergenza igienico-sanitaria legata alle blatte che fuoriescono dai tombini. Viene inoltre denunciato l'abbandono delle frazioni di Caira e Sant'Angelo, sistematicamente escluse dalle priorità comunali e private di una adeguata illuminazione pubblica e di manutenzione ordinaria.

I consiglieri di minoranza non risparmiano critiche al metodo politico del sindaco, accusato di agire come un "podestà" che decide da solo senza confrontarsi con il Consiglio comunale, con i cittadini e con le categorie economiche. Viene citato il precedente di Corso della Repubblica, un progetto imposto dall'alto che secondo l'opposizione ha devastato il commercio storico favorendo esclusivamente una monocultura legata allo street food e agli aperitivi. Per Sebastianelli, Evangelista e Incagnoli la vera urgenza della città non è approvare rendering da campagna elettorale per Piazza Labriola, ma restituire decoro, vivibilità e sicurezza a tutto il territorio, guardando finalmente oltre le vetrine del centro.





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