Politica - La nostra intervista al giornalista e storico conoscitore della politica cassinate che incorona l'ex presidente del circolo alla guida del nuovo corso dem: "Alla luce dell’attuale mappa delle tessere, la conta darebbe vita ad una segreteria debole e ad un PD diviso. Fernando ha coordinato appuntamenti elettorali ed è in grado di garantire equilibrio. E attacca anche i manifesti senza giacca e cravatta..."
“Fernando che attacca manifesti? Io non devo immaginarlo. Gliel’ho visto fare, senza giacca e cravatta. Quelle le indossa solo ai gazebo”. Se la ride Michele Giannì. Il giornalista e storico conoscitore della politica cassinate, smonta con una battuta, l’immagine snob che qualcuno vuole cucire addosso a Fernando Cardarelli come uno dei suoi blazer. (LEGGI QUI: Congresso Pd Cassino: Cardarelli segretario e D'Ambrosio presidente. Di Rollo permettendo)
Per conoscere davvero l’ex Presidente del PD, ultimo nome nella lista dei papabili alla segreteria del partito, bisogna parlare con l’amico di vecchia data. Entrambi fecero parte di quella stagione politica del 2011 che Mario Costa, in una nota, ha evocato come la “svolta nella guida amministrativa della città”. Costa, pur stimando Cardarelli per coerenza e storia, ha però precisato che per guidare il PD “il nome non basta, serve un confronto vero”.
È cominciato il fuoco di sbarramento a Cardarelli nella corsa alla segreteria?
“L’intervento di Mario potrebbe apparire “fuoco amico”. Ma non è così. Costa, correttamente, fa appello alla necessità di un metodo politico all’altezza della storia di un partito come il PD. Soprattutto a Cassino, seconda città del frusinate e primo Comune della provincia a guida di centrosinistra. Il suo intervento non è una presa di distanze da Fernando bensì un richiamo al partito e alle correnti. Un appello ad una discussione plurale per interrogarsi sul ruolo del segretario e sugli obiettivi programmatici”.
Quindi la candidatura Cardarelli va avanti?
“Una candidatura, per andare avanti, deve essere in campo. Al momento, non mi risulta che qualcuno abbia candidato Fernando né che lui abbia espresso la disponibilità a candidarsi. Stiamo parlando di scenari emersi sulla stampa. Le fumate nere, nei primi incontri tra le componenti democratiche, obbligano il partito alla ricerca di una soluzione diversa da quelle fin qui proposte. Il nome di Fernando non è la prima volta che venga tirato in ballo. Ci sta. Parliamo certamente di un pezzo di storia del PD, una personalità d’esperienza che sa come muoversi nella gestione di una segreteria e nei rapporti con la comunicazione, ha coordinato appuntamenti elettorali ed è in grado di garantire equilibrio e unità all’interno di una comunità variegata com’è un partito”.
Nel caso in cui dovesse candidarsi, Cardarelli potrebbe contare sul sostegno del sindaco Enzo Salera, di numerosi consiglieri e assessori comunali iscritti al PD. Sul suo nome sarebbero freddi i consiglieri Vizzacchero e Rodi. Mentre, la presidente del consiglio Barbara Di Rollo preferirebbe una persona più vicina a lei.
“Questa però sarebbe la logica della conta. Un percorso non condiviso è rischioso. Alla luce dell’attuale mappa delle tessere, la conta darebbe vita ad una segreteria debole e ad un PD diviso. E potrebbe avere ripercussioni anche sui rapporti nella maggioranza comunale. Questo scenario non consente scalate al partito. Per nessuno. Più opportuno cercare un accordo unitario individuando un segretario condiviso, forte, con un chiaro DNA democratico e che rappresenti il partito nella sua interezza”.
Un identikit che corrisponde a Cardarelli?
“E’ l’identikit del segretario che serve. Certamente Fernando è uno che possiede quel DNA. All’interesse delle singole correnti ha sempre anteposto quello complessivo per il PD. Ricordo che nel 2007 era alla riunione, finita alle 3.00 del mattino, in cui nacque il partito a Cassino. Pochi degli attuali protagonisti della scena politica lo sanno perché sono arrivati dopo nel PD. Per questa sua antica militanza, Fernando non può essere inglobato in questa o quella corrente. Lui è rappresentativo di tutto il PD. Se accettasse la candidatura, è una figura di garanzia”.
Con Cardarelli vi siete sentiti in questi giorni? Che ti ha detto? Si candiderà?
“Siamo amici. Ci sentiamo sempre. Parliamo più di calcio che di politica. Segno che è tranquillo e che le voci non lo influenzano nel lavoro che continua a svolgere per unire il partito. Personalmente credo che resti la carta migliore che possa essere spesa da tutto il PD per la segreteria. L’ho detto anche a lui. Ma mi ascolta di più quando parliamo di calcio”.