"Monti Lepini: cantieri lasciati a morire, assenti segnaletica e illuminazione". L'sos di Chiarlitti

Cronaca - "Per fare 55 km il tempo di percorrenza è un'ora e 20 minuti, se tutto va bene. Per non parlare della situazione in estate." - lo sfogo del Segretario regionale della Filctem CGIL

"Monti Lepini: cantieri lasciati a morire, assenti segnaletica e illuminazione". L'sos di Chiarlitti
di autore Francesco Margiotta - Pubblicato: 10-02-2026 10:42 - Tempo di lettura 3 minuti

Il Segretario regionale della Filctem CGIL Sandro Chiarlitti ha rilasciato un comunicato per sottolineare la gravità della situazione lungo la Strada Statale 156 Monti Lepini, che collega Frosinone a Latina, definendola come una delle "più brutali testimonianze dell’abbandono istituzionale".
"Non è solo una strada dissestata" - ha aggiunto Chiarlitti: "è il simbolo di una politica miope, di una Regione che ha dimenticato il suo Sud, di una Capitale che condanna e non ascolta. Da decenni, il collegamento delle due province viene trattato come intervento di serie B".

Infatti, "i cantieri sono stati aperti e lasciati morire, la carreggiata è un percorso a ostacoli, la segnaletica è inesistente, l’illuminazione un miraggio. E mentre il rischio per chi guida è quotidiano, i Comuni si affrettano a piazzare autovelox per fare cassa, come se la sicurezza fosse una tassa da pagare, non un diritto da garantire. Dal 2015, la CGIL ha accorpato Frosinone e Latina in un unico comprensorio sindacale. Le esperienze dei lavoratori sono state unite, le lotte condivise, le vertenze affrontate insieme". 

Tuttavia, ha specificato il Segretario, "mentre il sindacato ha costruito ponti tra le persone, le istituzioni non sono riuscite nemmeno a costruire una strada decente. Un collegamento che dovrebbe essere il minimo sindacale per un territorio che produce, lavora, resiste. Sandro Chiarlitti, segretario regionale della Filctem CGIL, lo ha detto chiaramente: 'Abbiamo unito le province nel lavoro, ma non possiamo unirle nella mobilità'. È una vergogna che il secondo polo del chimico farmaceutico in Italia sia cosi abbandonato anche nella mobilità dei suoi addetti. Infatti molti lavoratori hanno la necessità di spostarsi tra Latina e Frosinone e Pomezia perché l’incremento occupazionale che il settore sta attraversando ha bisogno di competenze che spesso obbliga molti lavoratori a spostarsi".

"Infatti, la crescita della BSP che ormai sfiora i 1500 addetti a Latina, e la stessa Thermo Fischer con gli stessi numeri, sono solo due esempi che deve far riflettere quanto lo scambio di professionalità fra i due territori ormai è una costante. Dunque il pendolarismo tra le provincie è diventato un incubo per i tanti lavoratori che ogni giorno devono percorrere la monti Lepini come unica strada di collegamento. Ricordo che non esiste nessun collegamento su ferro, e che la strada è l’unico collegamento del traffico pesante verso l’ingresso autostradale di Frosinone. Per fare 55 km il tempo di percorrenza è di 1 ora e 20 minuti se tutto va bene, tranne se non trovi mezzi in avaria o traffico agricolo parliamo di 2 ore, il che succede quasi sempre".

"Per non parlare del periodo estivo" - ha poi aggiunto Chiarlitti - "dove per il turismo giornaliero verso il mare l’aumento del traffico si configura normalmente da bollino rosso. Chi ha governato negli ultimi 20 anni senza vedere, chi ha promesso senza mantenere e chi ha lasciato che il sud del Lazio diventasse una terra di nessuno, utile solo per statistiche e bilanci, ma invisibile quando si tratta di investimenti e infrastrutture. Chiedere che la Monti Lepini venga rifatta, non rattoppata, chiedere un piano straordinario per collegare davvero Frosinone e Latina, chiedere che la Regione Lazio e il Governo centrale smettano di ignorare chi vive e lavora qui. Non si può più aspettare, non si è più disposti a morire su una strada che dovrebbe essere sicura, non è più disposti a essere periferia di una Regione che deve la sua forza economica alla crescita del settore Farmaceutico. Abbiamo bisogno di stimolare una riflessione profonda in questa direzione per affrontare i disagi di migliaia di lavoratori che devono ogni giorno percorrere questa arteria".

Infine, Chiarlitti ha spostato l'attenzione su un altro tema altrettanto attuale, quello della linea ferroviaria: "Sulla Cassino-Roma la parola ritardo è la normalità, quasi quotidianamente assistiamo a continue interruzioni spesso per il dirottamento dell'alta velocità sulla tratta ordinaria".
Un'ultima riflessione sul progetto dell'aeroporto civile, "sfumato definitivamente". Anzi, ha concluso Chiarlitti, "si perde pure quello della scuola di volo militare, per una non meglio dichiara scuola di piloti di droni (più o meno saper giocare alla guerra con la play station). In questo scenario si pensa al progetto TAV a Ferentino, ma oggi ci basterebbe arrivare puntuali al lavoro, per quello che potrebbe succedere fra 20 anni con la TAV, sono più fiducioso che si faccia prima il ponte sullo stretto che una fermata per per far scendere il ministro degli esteri a Ferentino".





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