Economia - L'indotto, con 2.500 lavoratori e il 70% delle aziende in crisi, attende modelli ibridi urgenti mentre i "full-electric" si allontanano al 2027; intanto, un accordo sul microclima tenta di alleviare il disagio in fabbrica. Parla il segretario provinciale della Uilm Gennaro D'Avino
"Un accordo mai siglato prima... e possiamo aggiungere una fotografia del momento su Stellantis e indotto", così esordisce Gennaro D'Avino, segretario provinciale della Uilm, dipingendo un quadro impietoso ma realistico della situazione che sta attanagliando lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e l'intero ecosistema industriale della provincia di Frosinone.
La realtà di Stellantis Cassino, cuore pulsante della produzione di Alfa Romeo Giulia, Stelvio e Maserati Grecale, è quella di un gigante in affanno. Negli ultimi sei mesi, da gennaio a giugno 2025, l'impianto ha operato per un misero 45% dei giorni lavorativi su un totale di 110, un balletto estenuante tra pause forzate e cassa integrazione.
D'Avino non usa mezzi termini per descrivere una "produzione al 10–20% della capacità, numeri record negativi dall’apertura nel 1972". Un declino inesorabile che si specchia nei ritardi cronici della transizione all'elettrico: i tanto attesi modelli "full-electric" di Giulia e Stelvio, se le voci saranno confermate, non vederanno la luce prima del 2027.
L'eco di questa crisi si propaga inesorabile sull'indotto. Circa 2500 addetti, ovvero il 70% delle aziende metalmeccaniche collegate a Stellantis, si trovano a fronteggiare contratti non rinnovati e una cassa integrazione dilagante. L'occupazione, termometro fedele della salute economica, è precipitata dai 4.500 lavoratori del 2017 a poco più di 2.200 nel 2025 , un crollo accompagnato da smantellamenti e vendite di capannoni e uffici.
La Uilm, come sottolinea D'Avino, ha "da sempre segnalato l’urgenza di modelli in grado di produrre volumi" , lamentando l'assenza di un piano industriale credibile. Senza un'accelerazione decisa verso "modelli intermedi – tra endotermici e full‑BEV – e soprattutto ibride", lo stabilimento rischia di rimanere in una condizione di bassa produttività almeno fino al 2027. La speranza, o forse l'ultima spiaggia, è l'arrivo dei nuovi modelli elettrici nel biennio 2026-2027 , ma la salvezza immediata, secondo il sindacalista, risiede nell'introduzione rapida di modelli ibridi, "appetibili e soprattutto vendibili per il mercato".
Eppure, in questo scenario di desolazione, emergono segnali di una mobilitazione sindacale senza precedenti. L'11 giugno 2025, l'RSA di Stellantis Cassino ha attivato la procedura di raffreddamento , culminata in un accordo "mai siglato prima" con la Direzione aziendale per migliorare il microclima negli ambienti produttivi.
Misure concrete, valide per l'intera estate, prevedono ventilazione localizzata, l'attivazione delle Centrali di Trattamento Aria (CTA) in modalità "Free Cooling" nelle prime ore del mattino e raffrescamento attivo fino a fine turno. Le parti si sono impegnate a monitorare costantemente le condizioni microclimatiche e a programmare incontri periodici per valutarne l'efficacia.
Un risultato ottenuto, come si legge nel comunicato, "grazie all'unità, alla mobilitazione e al confronto responsabile".
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