Charles vittima della strada, come Michalina 10 anni fa. Gli universitari si mobilitano

Cronaca - A dieci anni dalla morte della studentessa polacca, travolta da un furgone, un altro tragico incidente in monopattino spegne la vita di un giovane ghanese. Monta la rabbia e la richiesta di strade più sicure, presto una fiaccolata. Il cordoglio di 'Partecipiamo Cassino'

Charles vittima della strada, come Michalina 10 anni fa. Gli universitari si mobilitano
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 07-04-2025 12:57 - Tempo di lettura 3 minuti

L'eco straziante della morte di Charles Yeboah Baffou, il giovane studente ghanese di 24 anni, risuona con forza tra le strade di Cassino, trasformando il dolore in un grido di rabbia e di richiesta di giustizia. 

La sua tragica fine, avvenuta in un incidente in monopattino nella notte tra venerdì e sabato, ha riaperto ferite mai rimarginate, riportando alla memoria la scomparsa di un’altra studentessa internazionale che studiava a Cassino, Michalina Nathalia Tarkowska, investita e uccisa nel 2014 nel tratto di strada tra Cassino e Cervaro: anche lei 24enne, di nazionalità polacca.

A distanza di dieci anni, Cassino piange un’altra vittima. "Siamo distrutti, spezzati da un dolore che non ha parole", dichiarano con voce rotta i rappresentanti di Guardiani University. "Charles era uno di noi, un fratello, parte della nostra vita. Il vuoto che ha lasciato è immenso. La rabbia si mescola all'incredulità, e la domanda a cui non riusciamo a dare una risposta è: perché? Speriamo che verità e giustizia prevalgano per Charles e per le persone che lo amavano. Charles non meritava questo destino crudele. Meritava di vivere, di lottare per i suoi sogni, di continuare a brillare come ha sempre fatto”.

Le parole degli studenti sono quelle di un'intera comunità. Sono tanti gli interrogativi, la morte del giovane resta avvolta nel mistero: perché il giovane è rimasto in ospedale dopo le prime dimissioni? Si sarebbe potuta evitare la tragedia con una diagnosi più chiara dopo il primo intervento? C’è stato qualcosa che non ha funzionato nella catena dei soccorsi?

L’autopsia, che si dovrebbe svolgere in giornata, darà probabilmente maggiori risposte agli interrogativi. Intanto la salma resta sotto sequestro, così come la cartella clinica. Su quanto accaduto indagano gli agenti del commissariato di polizia di Cassino agli ordine del vice questore Flavio Genovesi.

Gianvito Carlomusto, portavoce degli studenti, non nasconde l'indignazione e accende i riflettori anche su un’altra tematica. La pericolosità delle strade. E dice: "Non è la prima volta che in quel tratto di strada si verificano incidenti, e troppo spesso a rimetterci sono ragazzi che si spostano con mezzi leggeri come i monopattini. Non possiamo più tollerare questa situazione, le istituzioni devono intervenire con urgenza!".

A ricordare il giovane, dopo il cordoglio del rettore Marco Dell'Isola e del sindaco Enzo Salera è anche il gruppo consiliare di ‘Partecipiamo Cassino' che dice: “Charles era uno di quei ragazzi che abbiamo visto, in qualche pomeriggio o metà mattinata, affollare il Palazzo della cultura, con le sue cuffie alle orecchie, un libro fra le mani e quei tanti sogni da studente universitario che gli disegnavano quel sorriso che oggi compare nelle foto che lo ricordano. Era una delle immagini più belle della Cassino che accoglie e che fa crescere nella sua terra le speranze di studenti vicini e lontani, in quella sinergia speciale che soltanto l’abbraccio fra culture e Paesi lontani sa regalare”.

Ecco perché adesso tutti vogliono ricordare il giovane “con rispetto, ma anche con determinazione", affermano gli studenti, annunciando l'adesione ad una fiaccolata silenziosa che vede tra i promotori la collega Angela Nicoletti. "Cassino è una città universitaria, ma non è ancora sicura per chi la vive da studente. Le strade che portano al campus sono spesso buie, isolate e senza marciapiedi. I trasporti pubblici notturni sono praticamente inesistenti. L'unica alternativa per molti è camminare o usare mezzi non sempre sicuri, come il monopattino".

Per questo motivo Carlomusto fa sapere che l'associazione Guardiany parteciperà alla fiaccolata che si dovrebbe tenere nei prossimi giorni: sarà un grido silenzioso, un momento di unione e di dolore condiviso, ma anche una richiesta forte alle istituzioni.

"Charles non meritava questo destino crudele" è il coro che unisce oggi città e università. "Meritava di vivere, di lottare per i suoi sogni, di continuare a brillare come ha sempre fatto. Non lasciamo - spiegano i promotori - che il suo sacrificio venga dimenticato".

Sullo sfondo una richiesta, neppure troppo celata alle autorità competenti: maggiore attenzione e sensibilità verso gli studenti internazionali dell’Unicas.
 





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