Racconti e Poesie - Oggi Francesca Messina ospita la poesia di Marco Grossi di Cassino
Gemme nel buio
Non occorreva molto
per smarrirsi in quel meriggio
che tutto spianava e rivelava:
un abbaglio di carni scolpite,
monete d’oro offerte
alla vetrina del mondo
tra gesti che parevano rito,
nudità senza crepe,
nette come cristallo.
Facile gioco il sole sulle statue
lo sguardo si appagava, inerte,
dove il senso non inciampava
né cercava ombra.
Ma il prodigio abitava altrove,
nel rintocco di un’ora più incerta,
tra i detriti di una memoria
che si svelava a sorsi.
Era il faticoso dipanarsi della trama: toccare l’invisibile.
Un’iride che tremava
dietro un dubbio,
un fremito nascosto,
una piega fatta sentiero
tra i pensieri.
Vivere il segno
non era possedere la luce,
ma entrare tardi
in un giardino quasi desueto,
tra l’erba arsa
e il muretto che scrostava;
lì, tra le volute della mente
e il segreto degli abbandoni,
il varco non si offriva
al passante
la gemma, nel buio,
e solo lì,
tornava a scintillare.
Marco Grossi (Cassino)
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