Scuola e Università - A fare gli onori di casa è stata la preside Lucia Cipriano. La mattinata è stata organizzata dalla start-up Dac Engineering &Research degli ingegneri Carmine Abbate e Roberto Di Folco. Con loro gli avvocati Gianluca Giannichedda e Marco Rossini e il giornalista Vincenzo Caramadre
“I pericoli della rete al tempo dei social” questo il titolo dell’iniziativa che si è svolta presso l’Istituto di Istruzione Superiore di Pontecorvo. A fare gli onori di casa è stata la dirigente scolastica Lucia Cipriano, che ha ringraziato gli ospiti per il loro contributo e ha ribadito come la scuola, oltre alla formazione didattica e culturale, abbia anche la missione di educare i giovani a diventare cittadini consapevoli e responsabili, anche nel mondo digitale. La mattinata si è conclusa con le interviste nella radio d’istituto con la regia di Davide Abbate.
La mattinata è stata organizzata dalla start-up Dac Engineering &Research degli ingegneri Carmine Abbate e Roberto Di Folco, con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti sull’uso consapevole dei social network e sulle possibili conseguenze legali di comportamenti spesso considerati superficiali.
All’incontro hanno partecipato gli studenti delle classi quarte, che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con professionisti del settore giuridico e dell’informazione. In particolare sono intervenuti il presidente della Camera Penale di Cassino, l’avvocato Gianluca Giannichedda, il consigliere della stessa Camera Penale Marco Rossini e il giornalista Vincenzo Caramadre.
Nel corso dell’incontro i relatori hanno illustrato ai ragazzi i principali rischi che si nascondono dietro un utilizzo poco attento dei social network. Un semplice post pubblicato online, una foto condivisa tra amici o un messaggio inviato in una chat privata possono, infatti, assumere rilevanza penale se ledono la dignità o la privacy di altre persone. Particolare attenzione è stata rivolta anche ai gruppi WhatsApp di classe o tra amici, spesso considerati spazi informali ma che, in realtà, possono diventare il luogo in cui si verificano comportamenti offensivi, diffamatori o lesivi dell’immagine altrui.
Gli avvocati hanno spiegato con esempi concreti come la diffusione di contenuti offensivi, la condivisione non autorizzata di immagini o i commenti denigratori possano configurare veri e propri reati. Da qui l’invito rivolto agli studenti a mantenere sempre alta l’attenzione e il senso di responsabilità quando si utilizza la rete.
A completare il quadro è stato l’intervento del giornalista Vincenzo Caramadre, che ha illustrato ai ragazzi le principali norme deontologiche che guidano il lavoro dei giornalisti nella redazione degli articoli, sottolineando l’importanza della verifica delle fonti, del rispetto delle persone e della correttezza dell’informazione.
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