"Poltrone blindate e strade a pezzi". Fuoco incrociato sull'amministrazione Salera

Politica - Dopo il "terremoto" che ha fatto cadere giù dalla torre del Municipio Luca Fardelli, intervengono le opposizioni. Il consigliere Di Mambro: "Cassino merita di più: basta guerre interne, è tempo di restituire dignità alla città". Gli fa eco Polidoro: "Salera dovrebbe cacciare dalla maggioranza gran parte dei suoi assessori e consiglieri per inconcludenza"

"Poltrone blindate e strade a pezzi". Fuoco incrociato sull'amministrazione Salera
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 19-02-2026 17:07 - Tempo di lettura 4 minuti

Cassino si trova oggi a dover fare i conti con un paradosso politico e amministrativo che non sembra conoscere sosta: mentre all'interno del Palazzo municipale si consumano logoranti battaglie per il posizionamento e per gli scranni provinciali, fuori dalle stanze dei bottoni la città scivola in uno stato di incuria che ferisce la dignità dei suoi abitanti.

A sollevare un grido d'allarme netto e circostanziato in tal senso è Carmine Di Mambro, consigliere comunale di opposizione civica, che fotografa una realtà urbana ormai distante anni luce dai proclami della giunta guidata dal sindaco Enzo Salera.

Secondo Di Mambro, Cassino sta vivendo una delle fasi più difficili della sua storia recente, una stagione che richiederebbe una guida forte e presente, ma che si ritrova invece ostaggio di una maggioranza più impegnata a regolare i conti interni che a governare.

Il consigliere mette il dito nella piaga della quotidianità: le strade cittadine versano in un degrado inaccettabile, con marciapiedi dissestati e insicuri che rendono la mobilità un rischio costante. Particolarmente dura è la critica sulla pista ciclabile, che invece di essere un fiore all'occhiello per le famiglie e gli sportivi, si è trasformata in una corsa a ostacoli tra buche colme di fango, radici affioranti e una manutenzione inesistente.

Di Mambro segnala con preoccupazione anche la presenza di un guardrail in acciaio nel tratto finale verso via Pescarola, un elemento potenzialmente tagliente e pericoloso per l'incolumità pubblica, laddove servirebbero soluzioni sostenibili e integrate nel paesaggio, come recinzioni in legno.

Il quadro dipinto dal consigliere civico non risparmia le politiche sociali e giovanili, denunciando l'assenza di strutture pubbliche nei quartieri dove i ragazzi meno abbienti possano semplicemente tirare quattro calci a un pallone; una mancanza di spazi che sottrae salute e socialità alle nuove generazioni.

Per Di Mambro, il problema alla radice è una palese carenza di competenze: eccezion fatta per rari casi, la giunta sarebbe composta da figure che svolgono tutt’altra attività nella vita e che mancano dell'esperienza specifica necessaria per settori strategici. Questa improvvisazione sta spegnendo lo spirito collettivo dei cittadini, alimentando una rassegnazione che rischia di trasformare il degrado materiale in degrado morale.

Sulla stessa lunghezza d'onda, seppur con un'analisi che scava ancora più a fondo nelle dinamiche di potere della maggioranza, si pone Paola Polidoro, leader di Jammi Cassino. L'esponente dell'opposizione extraconsiliare descrive uno scenario politico ridotto a un "gioco delle parti" dove chi non si adegua al volere dell'unico decisore viene cacciato dal "cortile".

Polidoro punta il dito contro la discrepanza tra il "popolo sbandierato" che ha scelto l'amministrazione e la realtà di cittadini che devono fare lo slalom tra le buche o indossare stivali di gomma per portare un fiore al cimitero.

La critica si fa feroce nel commentare le recenti epurazioni politiche legate alle elezioni provinciali: mentre la maggioranza grida alla "chiamata alle armi" contro chi non avrebbe fatto un passo indietro per la squadra, Polidoro suggerisce che, seguendo la stessa logica del merito e dell'impegno, il sindaco Salera dovrebbe cacciare molti altri componenti della sua giunta e del consiglio per manifesta inconcludenza e assenza dalle dinamiche quotidiane della città.

Secondo la leader di Jammi Cassino, il racconto di una cittadinanza entusiasta è una mortificazione dell'intelligenza collettiva, specialmente quando tutto gravita attorno alle ambizioni dei singoli verso la Regione o il Governo nazionale, mentre l'ordinaria amministrazione langue. Polidoro evidenzia come si continui a parlare di una visione di squadra che però non risolve i problemi né previene le criticità, preferendo i tagli del nastro e i proclami agli interventi concreti.

Il paradosso finale è economico: nonostante i 2 milioni di euro per l'asfalto pagati con prestiti che pesano sulla comunità, il sindaco continua a dare "buche" ai cittadini, lasciando Cassino in attesa di una dignità che, come sottolineato sia da Di Mambro che da Polidoro, sembra essere stata smarrita tra le pieghe di una politica troppo autoreferenziale.





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