Cronaca - L'ex assessore di Cassino punta il dito contro l'iter amministrativo: "Nessuna informazione ai cittadini sull'antenna di telefonia. L'amministrazione apra un confronto pubblico, è stata una scelta politica autolesionista"
Un’antenna per la telefonia mobile, alta quasi 30 metri, svetta da pochi giorni nel cuore del paesaggio incontaminato di Terelle. Un’installazione avvenuta nel "silenzio generale", che ha scosso profondamente la comunità locale e sollevato la dura reazione di Benedetto Leone.
Già assessore e consigliere comunale della città di Cassino, Benedetto Leone – che a Terelle ha scelto di vivere e investire con un’azienda agricola biologica – interviene con forza sulla vicenda, definendo l’opera un atto di "autolesionismo" ambientale e amministrativo.
Per Leone, non si tratta solo di un impatto visivo, ma di un tradimento dell’identità stessa del borgo. "Terelle è un polmone verde che oggi appare macchiato," dichiara l'ex assessore cassinate. "È difficile spiegare come l’uomo possa autorizzare un atto del genere in un contesto di rara bellezza naturalistica, se non con l’idea di volerci estinguere da soli".
Leone sottolinea il paradosso di un territorio che combatte contro lo spopolamento e che dovrebbe avere nella natura incontaminata il suo unico, grande punto di forza. Un valore che lui stesso ha cercato di tutelare riconvertendo terreni abbandonati in agricoltura biologica, realizzando il sogno di una fattoria sostenibile a mille metri d'altezza.
L'attacco di Benedetto Leone si sposta poi sul piano amministrativo. L'installazione di una struttura di tali dimensioni su un terreno comunale è, secondo Leone, una scelta politica precisa, che però sarebbe stata portata avanti senza il dovuto coinvolgimento della cittadinanza. Leone lamenta la mancanza di determine o informazioni chiare sull'albo pretorio del Comune.
Viene criticata la velocità e la segretezza con cui queste infrastrutture vengono spesso collocate nei piccoli centri. L'appello all'Amministrazione è quello di indire immediatamente un'assemblea pubblica per motivare e spiegare le ragioni di tale scelta.
Mentre si studia la strada dell'accesso agli atti, della raccolta firme e delle possibili azioni legali, Leone invoca il "buon senso". "Conosco chi amministra il paese, vedo l’impegno quotidiano di alcuni consiglieri," prosegue Leone, "e per questo non posso immaginare che, davanti a un panorama da cartolina, si riesca a chiudere gli occhi su un’antenna che è un pugno al cuore e alla salute di tutti."
Il messaggio si conclude con un richiamo d'autore, citando il filosofo Antonio Tari, originario proprio di Terelle: “Terelle: quei pochi terreni al sole, che sono la Nostra libertà”. Una libertà che, secondo Benedetto Leone, oggi viene messa a rischio da interessi economici e scelte amministrative discutibili.
Articolo precedente
San Vittore celebra la Giornata del Ricordo: "una manifestazione oltre gli schieramenti politici"Articolo successivo
Il CUS Cassino rincorre i prossimi successi ad Ancona e Selinunte