Cassino, patrimonio tra luci e ombre: via Pietà e quell’ex scuola prigioniera dell’abusivismo

Cronaca - Mentre il recupero de La Selvotta e di Ponte la Pietra mostra il volto virtuoso della città, l'immobile nei pressi di Fontanarosa resta in mano agli abusivi. E il Municipio è "dormiente" anche su altre strutture che sono o abbandonate o occupate, come San Michele e Sant’Antonino

Cassino, patrimonio tra luci e ombre: via Pietà e quell’ex scuola prigioniera dell’abusivismo
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 07-02-2026 13:52 - Tempo di lettura 2 minuti

La gestione dei beni comunali a Cassino si muove oggi su due binari opposti: da una parte il persistere di occupazioni storiche che gridano vendetta, dall'altra il successo di progetti di recupero che stanno restituendo dignità a intere aree della città.

La criticità più evidente rimane quella dell’ex scuola di via Pietà, situata nei pressi di Fontanarosa (IN FOTO). La struttura, ormai inutile alla funzione scolastica da circa vent’anni, è diventata il simbolo di un immobilismo che dura da oltre un decennio, periodo durante il quale è stata occupata abusivamente da un nucleo familiare.

Nonostante la gravità della situazione e la forte pressione legata all'emergenza abitativa, l'ente non è ancora riuscito a tornare in possesso dell'immobile. La mancanza di interventi mirati per liberare la struttura rappresenta una ferita aperta, specialmente considerando che via Pietà non è l'unico caso: situazioni simili di abbandono o occupazione interessano anche Sant’Antonino, San Michele e il Pisciarello.

A fare da contrappeso a queste ombre, ci sono però i risultati concreti ottenuti con una nuova strategia di valorizzazione. L’amministrazione ha dimostrato che il recupero è possibile quando gli immobili vengono sottratti al degrado e affidati ad associazioni di comprovata serietà.

Tra i casi di successo spiccano: La Selvotta e Ponte la Pietra, aree recuperate e sottratte all'abbandono per essere restituite alla fruizione pubblica con l'affidamento di spazi a realtà come l'AVIS e l'associazione dei ragazzi autistici che trasformano le mura comunali in centri di servizio e solidarietà.

L’auspicio è che l’efficacia dimostrata nei casi de La Selvotta e di Ponte la Pietra diventi il metodo di lavoro anche per risolvere le urgenze di via Pietà e delle altre strutture occupate. Sottolineare questi successi non serve a nascondere i problemi, ma a dimostrare che gli strumenti per riportare legalità e funzione sociale nel patrimonio di Cassino esistono e funzionano. Ma, al momento, appaiono dormienti!





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