Stazione Tav a Ferentino, si scatena il tutti contro tutti: polemiche ad Alta Velocità

Politica - Andrea Amata della Lega sferza il consigliere comunale Andrea Vizzaccaro: "Il progetto nasce con il centrosinistra di Zingaretti, sterili le polemiche contro Ottaviani che molto ha fatto per il Cassinate". L'esponente dell'opposizione extraconsiliare Paola Polidoro, invece, incalza il sindaco Salera: "Serve una classe dirigente in grado di costruire, non di inseguire"

Stazione Tav a Ferentino, si scatena il tutti contro tutti: polemiche ad Alta Velocità
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 03-09-2025 17:29 - Tempo di lettura 4 minuti

"Suscita sorpresa e anche un po’ di amarezza leggere le dichiarazioni del consigliere Andrea Vizzaccaro. Nella sua fretta di polemizzare contro l’on. Nicola Ottaviani, infatti, sembra dimenticare che l’individuazione del sito della nuova stazione Tav non è frutto di decisioni recenti, ma risale alla precedente amministrazione regionale guidata da Nicola Zingaretti. Fu proprio l’allora presidente della Regione Lazio, alla presenza del sindaco Salera che non espresse alcun dissenso, ad annunciare la scelta dell’area compresa tra Frosinone, Ferentino e Supino".

A parlare è il consigliere provinciale Andrea Amata che replica all'intervento di Andrea Vizzaccaro e dice: "Siamo quindi davanti a un dato di realtà: il progetto non nasce oggi né da un atto unilaterale di Ottaviani o del Governo, ma è l’esito di un percorso istituzionale avviato anni fa e condiviso anche a livello locale. La differenza, che è poi quella tra il dire e il fare, sta nel fatto che Zingaretti si limitò ad annunciare l’opera, mentre il ministro Matteo Salvini, l’On. Nicola Ottaviani e il presidente Francesco Rocca intendono portare avanti il progetto concretamente".

Spiega ancorea Amata: "Ridurre un’opera di questa portata a un presunto “tradimento” verso una parte del territorio è un esercizio di sterile campanilismo che non giova a nessuno. La stazione Tav non è “di Frosinone”, “di Supino”, “di Ferentino”o “di Cassino”, ma della provincia intera: porterà benefici in termini di attrattività, collegamenti e sviluppo economico che ricadranno su tutta la Ciociaria e sul Basso Lazio. Rifiutarsi di riconoscerne la valenza strategica significa, di fatto, non voler decidere e non voler governare.

Nicola Ottaviani ha già dimostrato con i fatti di tenere al Cassinate: basti ricordare i 5 milioni di euro di finanziamenti ottenuti per interventi infrastrutturali sull’ospedale Santa Scolastica di Cassino, una risposta concreta alle esigenze del territorio, ben oltre le chiacchiere da bar.

Al contrario, continua a tradire il territorio chi si esercita in continue e sterili polemiche che non indicano una visione di sviluppo ma solo una miopia contraria alla crescita. Sono le solite visioni al ribasso di una sinistra mediocre, che continua a perdere tutti i treni possibili – in questo caso non solo in senso figurato. Le grandi opere richiedono visione e coraggio, non piccoli calcoli di bottega.

La differenza è chiara: c’è chi governa e porta risultati, e c’è chi vive di polemiche. E i cittadini del Lazio meridionale lo hanno capito benissimo".

POLIDORO INCALZA

Nel dibattito si inserisce anche Paola Polidoro di Jammi Cassino, che dice: "Erano cinque anni fa quando Enzo Salera, sindaco di Cassino e presidente della consulta dei sindaci del Cassinate, avrebbe avuto l’occasione di dare voce e prospettiva al nostro territorio. Cinque anni nei quali non è stato in grado di presentare a RFI un progetto serio, degno di attenzione e capace di candidare Cassino ad ospitare la stazione Tav.

Nel 2020, quando l’allora presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Battisti presentarono il progetto della stazione di Ferentino-Supino, il primo cittadino di Cassino non si preoccupava di elaborare un piano per la nostra città, ma si accontentava di far fermare due volte al giorno il frecciarossa nella stazione della città martire. Anche perché la sua missione quotidiana era quella di denunciare e segnalare alle autorità competenti chiunque osasse criticare la sua amministrazione.

Oggi ci ritroviamo, dopo cinque anni, senza nulla di concreto. Nessun progetto, nessuna proposta su carta, nessuna visione capace di convincere gli interlocutori nazionali che Cassino potesse essere davvero il baricentro ideale per lo sviluppo infrastrutturale del sud della provincia. E allora non possiamo continuare a raccontarci la favola del “nord cattivo” che ci penalizza: la verità è che altri territori hanno saputo organizzarsi, mettere insieme le forze e avviare dei percorsi. Cassino invece è rimasta ferma, immobile, senza guida. Senza capo treno giusto per usare una metafora. 

È questa la più grande responsabilità politica di Enzo Salera: aver fatto perdere tempo prezioso a un’intera comunità, dimostrando di non saper e non voler intraprendere quel percorso che altri, con serietà e determinazione, hanno invece portato avanti.

Cassino merita una classe dirigente capace di costruire e non di inseguire, di progettare e non di lamentarsi. Io credo che la stazione Tav poteva essere una grande opportunità per tutto il territorio, ma senza un progetto concreto continueremo a restare spettatori, mentre altrove decidono il nostro futuro. "Prendono" il biglietto, salgono a bordo e partono”.





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