Cronaca - Intanto oggi pomeriggio il presidente Francesco Rocca ha firmato un'ordinanza urgente per prevenire il rischio di diffusione del virus. Oggi 12 nuovi casi nel Lazio e il totale a livello regionale sale a quota 58. Ecco i dati nel dettaglio
I cassinati, al pari dei tanti cittadini della Penisola, sono molto preoccupati per la zanzara Culex vettore della oramai celebre West Nile, o febbre del Nilo, e hanno salutato con grande favore la disinfestazione che il Comune di Cassino effettuerà i prossimi 4 e 5 agosto.
Cassino ha però un altro problema. La città è ricca di verde, e, in alcuni quartieri, ci hanno fatto notare i residenti, non si effettua da tempo il taglio dell'erba o la potatura degli alberi. L'erba alta, insieme a quei ciuffetti ribelli che si notano sui marciapiedi, sono un'ecosistema perfetto per zecche e zanzare.
Infatti, secondo uno studio ISS (istituto superiore di sanità) e pubblicato sul sito medico colpharma.com, i luoghi con vegetazione incolta registrano una densità larvale fino al 70% superiore rispetto alle aree mantenute con sfalci regolari. Le zone più colpite sono i margini stradali, i parchi urbani, le aiuole etc.
Ma c'è di più: un'indagine svolta da Entostudio, laboratorio italiano specializzato in entomologia applicata, ha rilevato che in un'area urbana con erba alta da oltre tre settimane le zanzare Culex Pipienis, ovvero quelle responsabili della West Nile, aumentano del 40%, congiuntamnte a zecche, pulci e pappataci che trovano nell'erba alta il loro habitat preferito.
Intanto oggi pomeriggio il presidente Francesco Rocca ha firmato un'ordinanza urgente per prevenire il rischio di diffusione del virus West Nile nel Lazio. Questa situazione non desta preoccupazioni alla comunità scientifica, tuttavia abbiamo a cuore la sicurezza e la salute dei nostri cittadini e perciò abbiano deciso di mettere in campo ogni azione possibile per scongiurarne la diffusione». Lo ha dichiarato in un video social il presidente della Regione Lazio.
Oggi, dodici persone hanno contratto il Virus West Nile, 11 delle quali hanno sintomi con febbre e sono monitorati a domicilio, mentre un’altra ha riscontrato la sindrome neurologica. A certificarlo le analisi effettuate dal laboratorio di Virologia dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” - Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. I 12 nuovi casi sono stati registrati in provincia di Latina, in particolare a Latina, Cisterna di Latina, Pontinia, Priverno, Sabaudia e Santi Cosma e Damiano. Con questi ultimi accertamenti, nel 2025 le conferme diagnostiche di positività di infezione da West Nile Virus salgono a 58. Nel dettaglio: ·54 casi monitorati dalla Asl di Latina; due casi monitorati dalla Asl Roma 6; un caso monitorato dalla Asl di Frosinone;n caso registrato fuori regione, con probabile esposizione nella provincia di Caserta.
Di seguito, la suddivisione dei 58 casi di Virus West Nile: 16 pazienti sono ricoverati in reparti ordinari; 6 persone sono state dimesse; 30 pazienti sono in cura presso il proprio domicilio; 3 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva; 3 decessi.
"L’aumento del numero di casi di febbre da West Nile Virus, segnalati al sistema di sorveglianza e inviati per diagnosi al laboratorio di riferimento regionale dello Spallanzani, evidenzia l’efficacia della rete di sorveglianza regionale e dell’azione di sensibilizzazione dei medici, in particolare dei medici di medicina generale. Il rafforzamento del sistema garantisce di monitorare con attenzione i pazienti che potrebbero progredire verso forme neurologiche e di valutare l’estensione della circolazione con conseguenti interventi di controllo del vettore», ha dichiarato Francesco Vairo, direttore del Servizio regionale per Epidemiologia, Sorveglianza e controllo delle malattie infettive (Seresmi) - Spallanzani.
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