Al Centrodestra adesso occorre autorevolezza in vista delle elezioni

Opinioni - Il candidato sindaco avrà il compito gravoso di guadagnarsi subito presso gli elettori, oltre la simpatia, una credibilità maggiore di quella della cosiddetta "opposizione”, che poco si è vista nei cinque anni di  passata amministrazione. Non credo in una vittoria al primo turno da parte di nessuno dei due schieramenti, benché l’amministrazione uscente potrà sin da subito chiedere la riconferma  presentando un bilancio positivo delle cose fatte e di quelle poste in cantiere per i prossimi cinque anni.

Al Centrodestra adesso occorre autorevolezza in vista delle elezioni
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 28-12-2023 16:38 - Tempo di lettura 4 minuti

Nonostante le  prossime elezioni amministrative siano a giugno  2024, assieme con le europee, a Cassino la campagna elettorale è già iniziata da tempo, forse anzitempo, perché come ho sostenuto in un precedente articolo, pubblicato da LeggoCassino qualche mese fa, nella società “liquida” dei nostri tempi tutto scorre veloce e ciò che vale oggi sicuramente cambierà domani.

Nonostante lo sforzo degli uomini di direzionare gli eventi, sono poi gli accadimenti che mutano le situazioni e cambiano il corso della storia delle cose umane.

Non vedo in giro veggenti che possano farci presagire con certezza il futuro, né spin doctor impegnati a tessere sofisticate strategie politiche.

Certo le dichiarazioni quotidiane di amministratori ed oppositori non mancano e nemmeno gli opinionisti, ma alla fine il corso che  prenderanno le cose dipenderà come sempre soprattutto dalle  azioni degli uomini, in particolare da quelli che hanno  un qualche peso politico, un buon seguito, tanti consensi, disponibilità economiche ed una buona dose di interessi in gioco.

La politica, in particolare quella locale, nella fase pre elettorale è soprattutto una piccola guerra di posizione tra fazioni avverse, come avviene in una partita di calcio, da una parte  i giocatori con  una divisa e dall’altra quelli con l’altra, avversari non perché hanno  maglie diverse ma per l’eguale desiderio di vincere la partita.

Nel caso di specie, in politica prevale su tutto  il desiderio di potere, la possibilità di amministrare e quindi gestire le risorse in ballo destinate al territorio. Nessuno credo ambirebbe fare il sindaco o l’amministratore locale se poi il Bilancio del Comune ed i poteri di spesa fossero nelle mani di altri, e nessuno si sogni di raccontare che oggi non è  più così dopo la riforma degli anni ‘90 della separazione dei poteri tra politica e gestione; storiella per gli ingenui!

Voglio solo ricordare che prima i comuni avevano i controllo di legittimità sugli atti da parte del Co.re.co. (Comitato regionale di controllo) poi riassorbito in larga parte nell’attività dei dirigenti, che con la contrattualizzazione del rapporto di lavoro del 1993 dipendono ( quasi totalmente) da sindaco e giunta.

Ma, tornando alla politica locale, proviamo a fare uno spaccato della situazione, raccontando solo i fatti senza prenderne parte, affinché l’opinione sia il più possibile critica oggettiva e non faziosa, partendo da un primo dato incontestabile, cioè che gli schieramenti in campo sono due e non tre.

Da una parte il centrosinistra che sostiene l’amministrazione uscente con a capo il Sindaco in carica che le primarie le ha già fatte la volta scorsa con riconferma plebiscitaria al ballottaggio, e dall’altra il centro destra con i civici che ad oggi discutono se fare o non fare le primarie.

Va detto che il fronte civico raccoglie sensibilità politiche diverse, non tutte riconducibili al centro destra partitico.

Occorrerà vedere se questa disomogeneità di partenza sarà superata dall’unità di intenti di voler rappresentare un progetto alternativo di governo della Città e di voler vincere uniti.

Anche sul fronte del centro sinistra non mancano distinguo e divisioni, c’è una parte che sostiene convintamente il Sindaco ed una che si sente storicamente di sinistra e non potrà che votare di conseguenza.

E’ difficile al momento anticipare come andrà a finire la partita, visto che manca quasi un semestre al voto e che si voterà insieme alle europee, cosa da non sottovalutare, perché è vero che il voto amministrativo è diverso dal voto politico, ma tale assunto vale di più se le due fasi sono temporalmente distinte, mentre se il tutto avviene in una unica sessione  si determina un meccanismo di reciproca influenza tra le due votazioni.

L’altro fattore importante sarà la scelta del competitor  da parte del centro destra, a cui andrà il compito gravoso di guadagnarsi subito presso gli elettori, oltre la simpatia, una credibilità maggiore di quella della cosiddetta "opposizione”, che poco si è vista nei cinque anni di  passata amministrazione.

 Molti sono quindi i fattori che potranno influenzare il voto amministrativo di giugno e ancor più, come già accennavo, i fatti e gli accadimenti che si verificheranno in questi sei mesi di campagna elettorale permanente tra i due fronti di centro destra e centro sinistra.

Il sistema di voto per l’elezione dei sindaci nei comuni con popolazione superiore ai quindicimila abitanti, il cosiddetto  maggioritario a doppio turno, si traduce generalmente in un voto porta a porta  nella prima fase ed in un voto contro al ballottaggio, ed è perciò difficile ipotizzare oggi contro chi si rivolgerà l’immaginario collettivo, chi premierà e chi butterà giù dalla torre.

Non credo in una vittoria al primo turno da parte di nessuno dei due schieramenti, benchè l’amministrazione uscente potrà sin da subito chiedere la riconferma  presentando un bilancio positivo delle cose fatte e di quelle poste in cantiere per i prossimi cinque anni.

Personalmente, credo che ogni espressione di voto metta in gioco molteplici fattori, in un orizzonte che va dai sentimenti individuali di appartenenza di ciascun elettore, alle aspettative attese, al livello di soddisfazione percepito, al livello di partecipazione vissuto, al livello di maggiore o minore empatia maturata, ecc…, a cui vanno aggiunti i livelli di organizzazione dei partiti e dei gruppi, la capacità strategica delle forze in campo, i mezzi a disposizione, la qualità delle èlites in gioco, ecc…, ma su tutto, richiamando la sociologia politica di Vilfredo Pareto, conterà il sentimento umano che sarà il vero protagonista anche la prossima volta, come già avvenuto in passato!

Riccardo Pignatelli

 

 

 

 

 

 

 





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