La guerra e la crisi fermano la SkF: cassa integrazione e interinali licenziati

La guerra e la crisi fermano la SkF: cassa integrazione e interinali licenziati
di autore Redazione - Pubblicato: 27-10-2022 00:00

ECONOMIA - L'azienda di Cassino non faceva ricorso agli ammortizzatori sociali da molti anni, era rimasta aperta anche durante la fase più acuta della pandemia. Reno De Medici, riunione in corso: in serata si attende il verdetto

Dopo molti anni in cui la SkF di Cassino non faceva ricorso agli ammortizzatori sociali, in mattinata l'azienda ha comunicato una settimana di cassa integrazione dal 21 al 27 novembre. Ufficialmente le motivazioni dello stop vengono giustificate con una minor domanda del mercato, una contrazione come sta avvenendo ormai da tempo. Pesa, e molto, anche la guerra nell'Est Europa dal momento che l'Ucraina fornisce alcune della materie prime alla fabbrica di Cassino. Così come pesa, e molto, al crisi energetica con cui da mesi tante aziende stanno facendo i conti.

Lo stop della SkF è emblematico della crisi in atto: l'azienda non faceva ricorso agli ammortizzatori sociali da anni ed era rimasta attiva anche nella fase più acuta dell'emergenza sanitaria nel 2020. Ora, scatta la cassa integrazione: la dirigenza aziendale ha comunicato una settimana di stop dal 21 al 27 novembre. Non solo: i contratti interinali giunti al termine non verranno rinnovati.

RENO DE MEDICI

Dopo due mesi di stop alla produzione e di buste paga decurtate dalla cassa integrazione, oggi si dovrebbe conoscere il futuro della Reno De Medici: riapertura dello stabilimento in tempi brevi o chiusura ad oltranza della cartiera. Il condizionale è d’obbligo in quanto l’incertezza regna sovrana e non è detto che oggi possa arrivare una risposta chiara e precisa così come chiedono le sigle sindacali. Una nuova fumata nera non è dunque esclusa. Operai e organizzazioni sindacali sperano ovviamente che non sia così e che arrivino risposte certe sulla ripresa dell’attività lavorativa. L’appuntamento è fissato alle ore 15 di oggi alla sede di Unindustria a Cassino. 

Da un lato del tavolo ci sarà la dirigenza aziendale della Reno de Medici, dall’altro le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil. C’è attesa per quello che verrà comunicato: oltre 300 lavoratori sono in cassa integrazione da oltre due mesi con salari ridotti a 800 euro al mese. Non si sbilancia nessuno: bocche cucite da parte della dirigenza aziendale e anche i sindacati attendono l’esito del confronto prima di commentare anche se lasciano trapelare un certo scetticismo e non poca preoccupazione: si teme, cioè, che nella riunione di oggi venga comunicato un allungamento dei tempi per la riapertura della fabbrica di Villa Santa Lucia. In serata è atteso il verdetto.





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