Dora Maar: la fotografa surrealista, musa di Guernica

Dora Maar: la fotografa surrealista, musa di Guernica
di autore Vanessa Carnevale - Pubblicato: 27-02-2022 00:00 - Tempo di lettura 1 minuti

RUBRICHE - Nessuna gabbia d’oro, per quanto bella, potrà mai sostituire la bellezza di volare liberi nel cielo. Un altro fantastico racconto di Vanessa Carnevale

 

di Vanessa Carnevale

Henriette Theodora Markovitch (Dorina, per i suoi cari) era la figlia di un architetto croato e di un’imprenditrice di moda parigina. Nacque a Parigi nel 1907 e, negli anni, mostrò sempre di più un’attitudine anticonformista ed un’indole da artista tali da permetterle l’ingresso in un mondo che, all’epoca, era particolarmente ostile alla presenza femminile.

Quando conobbe la macchina fotografica fu amore a prima vista e, da quel momento, la fotografia divenne il mezzo migliore per liberare tutto il proprio potenziale espressivo, ribattezzandosi con il nome d’arte Dora Maar. Da quel momento la bella Dora iniziò a viaggiare per l’Europa e le vennero commissionati svariati lavori che la portarono a “specializzarsi” nella fotografia di strada: riusciva a rappresentare la mendicità, la sofferenza dei barboni e tutti gli elementi della Grande depressione in modo impeccabile, attraverso montaggi e manipolazioni della pellicola. Il suo talento era in continua ascesa e la sua bravura artistica la seguiva in questo percorso fatto di continui miglioramenti finché, dopo il suo ingresso nei circoli surrealisti, conobbe Pablo Picasso.

L’amore smisurato per quest’uomo, alla vista non eccezionale ma astuto e dotato di genio, la fece piombare in un periodo di grandi sofferenze ed umiliazioni. Era risaputo, infatti, che Picasso avesse svariate amanti e che si dilettava con ciascuna di loro, mantenendo su tutte una sorta di “comando”. Era lui il padrone dei loro sentimenti, lo scacchista che si dilettava quotidianamente a spostare le sue pedine.

Malgrado la forte intesa intellettuale tra loro e nonostante fu proprio la stessa Dora ad avere l’idea per l’opera di Guernica (in quanto politicamente più impegnata), Picasso non cambiò mai le sue abitudini e la donna, seppur aiutata da un terapista, uscirà prosciugata da questa relazione. Decide dunque di abbandonare i suoi progetti e la sua amata fotografia, sminuendosi continuamente e piombando in una forte depressione. Alla sua morte (nel 1997) i giornali diffusero la notizia in sordina e tutti i titoli mettevano in evidenza il nome di Picasso, sottolineando la loro relazione, il rapporto tra la musa e l’artista, come se fosse stato questo il maggior merito della vita di Dora.

  • Spero vivamente che il nome di Dora ed il suo talento possano essere riconosciuti come meritano e che le donne e gli uomini che, leggendo questo articolo, si sentano vittime di una storia che li sta prosciugando, riescano a ribellarsi. La vita è meravigliosa e nessuna gabbia d’oro, per quanto bella, potrà mai sostituire la bellezza di volare liberi nel cielo.





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