Economia - Nuova comunicazione dell'azienda al Comitato Esecutivo: non si rientrerà neanche lunedì 2 novembre. La lastratura riprenderà mercoledì 4 novembre, la verniciatura giovedì 5. Ancora nessuna data per il montaggio che è fermo dal 5 ottobre: nel mese in corso appena tre giorni di lavoro, mentre cresce la preoccupazione per il futuro dello stabilimento e delle aziende dell'indotto
Il ritorno in fabbrica slitta ancora. Dopo un mese di ottobre trascorso praticamente tutto con i cancelli chiusi, per i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano arriva l'ennesima comunicazione di rinvio della ripresa produttiva. Il rientro, inizialmente previsto per lunedì 2 novembre, non ci sarà. Bisognerà attendere almeno mercoledì 4 novembre, quando ripartirà il reparto lastratura, mentre la verniciatura tornerà operativa giovedì 5 novembre. Per il montaggio, invece, non è stata ancora indicata alcuna data.
È quanto comunicato dall'azienda al Comitato Esecutivo, con la precisazione che seguiranno ulteriori aggiornamenti per quanto riguarda gli altri reparti. Una notizia che conferma il perdurare di una situazione estremamente difficile per lo stabilimento cassinate, ormai alle prese con una crisi produttiva che sembra non conoscere tregua.
Il dato più significativo riguarda proprio il mese di ottobre: in fabbrica si è lavorato soltanto tre giorni, l'1, il 2 e il 5. Per il resto, una lunga sequenza di fermate produttive, comunicazioni di sospensione delle attività e rinvii che hanno di fatto paralizzato lo stabilimento per quasi un mese intero.
Adesso, quando mercoledì prossimo torneranno al lavoro gli addetti della lastratura, saranno trascorsi trenta giorni dall'ultima giornata produttiva del 5 ottobre. Un mese esatto di sostanziale inattività che fotografa meglio di qualsiasi altra considerazione la gravità della situazione industriale.
E non è detto che il 4 novembre possa rappresentare una ripartenza generale. Al contrario, il riavvio sarà graduale e riguarderà inizialmente soltanto alcuni reparti. Resta infatti tutta da chiarire la situazione del montaggio, dove lavorano numerosi dipendenti e per il quale Stellantis si è riservata di fornire nuove indicazioni.
La crisi dello stabilimento di Cassino continua dunque ad aggravarsi, in un 2026 che si sta rivelando particolarmente difficile. Nei primi nove mesi dell'anno sono state prodotte appena 8.897 vetture, contro le 14.135 dello stesso periodo del 2025, con una flessione del 37,1%. Numeri ai quali si aggiunge un ottobre praticamente azzerato sul fronte produttivo.
Una situazione che inevitabilmente si ripercuote anche sull'indotto, dove numerose aziende vivono una condizione di crescente incertezza, tra ammortizzatori sociali, riduzione delle commesse e preoccupazioni per la tenuta occupazionale. Intanto, l'attenzione resta concentrata sulle decisioni che Stellantis dovrà assumere nelle prossime settimane. Dopo gli incontri istituzionali e sindacali di ottobre, l'appuntamento più atteso rimane quello di dicembre, quando dovrebbero arrivare indicazioni più precise sul futuro industriale del gruppo e, soprattutto, sulle prospettive produttive dello stabilimento di Cassino.
Per gli oltre duemila dipendenti diretti, e per le centinaia di lavoratori dell'indotto, la questione resta sempre la stessa: capire quando la fabbrica potrà tornare a lavorare con continuità. Perché, al momento, anche il calendario di novembre comincia con nuovi giorni di fermo e con un'incognita ancora aperta sulla ripartenza completa delle linee.
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