Cervaro, campo sportivo sotto la lente dell’opposizione: dubbi su spogliatoi, tempi e costi

Cassinate - La minoranza analizza gli atti dei due interventi da 500mila e 257mila euro e pone cinque domande all’Amministrazione comunale

Cervaro, campo sportivo sotto la lente dell’opposizione: dubbi su spogliatoi, tempi e costi
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 18-09-2026 18:36 - Tempo di lettura 3 minuti

Due progetti distinti per il centro sportivo “L. Canale” di San Giacomo, oltre 757mila euro complessivi e una serie di interrogativi sui quali i consiglieri comunali di opposizione di Cervaro chiedono risposte all'Amministrazione. È quanto emerge da una nota della minoranza consiliare, che passa sotto la lente gli atti relativi ai due interventi previsti sull'impianto sportivo.

Il primo progetto, approvato dalla Giunta il 22 luglio 2026, ha un valore di 500mila euro e riguarda la riqualificazione e il completamento dell'impianto, con interventi sul campo da calcio, sulla pista di atletica, sulle torri faro e sulle tribune. Il secondo, approvato il 10 settembre, ammonta invece a 257.135,40 euro e prevede la demolizione degli attuali spogliatoi e la realizzazione di un nuovo edificio, completo di impianti tecnologici, climatizzazione, ventilazione e fotovoltaico.

Il primo interrogativo sollevato dall'opposizione riguarda proprio gli spogliatoi. Nel progetto da 500mila euro, evidenziano i consiglieri, compare anche uno “spogliatoio polivalente”, corredato da elaborati strutturali e impiantistici. Nel secondo intervento è prevista invece la costruzione di un nuovo fabbricato destinato agli spogliatoi.

I due progetti hanno CUP e finanziamenti differenti, ma per la minoranza questo elemento non sarebbe sufficiente, da solo, a escludere eventuali sovrapposizioni. Da qui la richiesta di verificare nel dettaglio planimetrie, computi metrici e quadri economici per stabilire con precisione quali opere siano finanziate attraverso ciascun intervento.

Altro punto sul quale l'opposizione chiede spiegazioni riguarda i tempi della progettazione. Il 4 settembre il Comune ha affidato alla società Tortolano Architettura S.r.l. la progettazione esecutiva, la direzione dei lavori e altri servizi tecnici per un compenso di 22.275 euro, che sale a 28.262,52 euro con contributi e Iva.

Sei giorni dopo, il 10 settembre, il progetto esecutivo risulta protocollato, verificato, validato e approvato. Secondo quanto riportato dai consiglieri di opposizione, la documentazione comprende 39 elaborati tra progettazione architettonica e strutturale, calcoli delle fondazioni, relazioni geotecniche, impianti, climatizzazione, fotovoltaico, computo metrico, capitolato, cronoprogramma e piano di sicurezza.

La minoranza precisa che la rapidità dell'iter non rappresenta di per sé la prova di un'irregolarità, ma chiede di conoscere quando siano stati materialmente predisposti e firmati gli elaborati e come sia stato possibile procedere alla verifica e alla validazione dell'intera documentazione in un arco temporale così ristretto.

Le richieste di chiarimento riguardano anche alcune voci contenute nei quadri economici. Nel progetto da 500mila euro, secondo quanto evidenziato dall'opposizione, il costo complessivo dei lavori risulterebbe corretto, ma la formula utilizzata per determinarlo prenderebbe in considerazione anche una voce relativa alla manodopera già compresa nell'importo dei lavori.

Nel secondo progetto, invece, le spese tecniche vengono indicate in 25.775 euro, mentre il compenso affidato alla società è di 22.275 euro, al netto di contributi e Iva. I consiglieri chiedono quindi di conoscere la destinazione della differenza di 3.500 euro. Chiarimenti vengono sollecitati anche sui 54mila euro previsti per le spese tecniche nel progetto da 500mila euro, in particolare per distinguere le somme destinate ai professionisti da quelle eventualmente riconducibili agli incentivi per le funzioni tecniche interne.

Infine, l'opposizione evidenzia che il provvedimento del 10 settembre richiama il DUP e il bilancio di previsione 2025-2027, pur essendo stato adottato nel 2026. Nello stesso atto viene indicata una quota di 65.135,40 euro finanziata direttamente dal Comune: la minoranza chiede di conoscere nel dettaglio il capitolo di bilancio e la provenienza delle risorse.

Sono dunque cinque le questioni principali poste dai consiglieri di opposizione: capire se i due progetti prevedano effettivamente due diversi edifici destinati agli spogliatoi; conoscere quando siano stati realizzati e firmati i 39 elaborati; chiarire tempi e modalità della verifica e della validazione; spiegare la destinazione dei 3.500 euro di differenza nelle spese tecniche e indicare da quali risorse comunali saranno reperiti i 65.135,40 euro a carico dell'ente.

«Gli atti non permettono di stabilire da soli che ci siano irregolarità – è, in sostanza, la posizione espressa dall'opposizione – ma fanno emergere diversi aspetti che l'Amministrazione potrebbe chiarire con documenti e dati precisi». Al centro della richiesta ci sono complessivamente 757.135,40 euro di risorse pubbliche. Ed è proprio per questo che i consiglieri di minoranza chiedono all'Amministrazione comunale di fornire «risposte precise e verificabili attraverso gli atti».





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