Cronaca - Il procedimento per l’inquinamento ambientale entra nel vivo. Il giudice accoglie la tesi degli avvocati Salera, Marandola e Marzi e non ammette la costituzione di parte civile nei confronti dei vertici della AEA . Disposta la trascrizione delle intercettazioni, prossima udienza a gennaio
Entra nel vivo, dopo diversi slittamenti legati anche all’avvicendamento dei magistrati titolari del fascicolo, il procedimento giudiziario sull’inquinamento del Rio Pioppeto, che vede imputati ex amministratori e dirigenti della AEA S.p.A., società che gestisce l’impianto di depurazione di Villa Santa Lucia.
La novità più rilevante è arrivata con la decisione del giudice titolare del dibattimento, la dottoressa Lanna, che ha accolto l’eccezione sollevata dagli avvocati Salera, Marandola e Marzi, legali degli imputati, escludendo la costituzione di parte civile del Comitato civico. Nel corso della precedente udienza, infatti, i difensori avevano illustrato le ragioni giuridiche per le quali, a loro giudizio, il Comitato non avrebbe potuto essere ammesso come parte civile nel procedimento.
Una tesi che ha trovato accoglimento da parte del Tribunale. Secondo quanto emerge dal provvedimento, l’unica persona offesa legittimata a ricevere la notifica della fissazione dell’udienza preliminare sarebbe lo Stato, rappresentato dal Ministero dell’Ambiente.
Diversa, invece, la posizione del Comitato, che viene qualificato come soggetto eventualmente danneggiato dal reato. Proprio in questa veste avrebbe potuto avanzare la richiesta di costituzione di parte civile, ma nei termini e secondo le modalità previste nella fase dell’udienza preliminare. È stata quindi respinta anche la richiesta di rimessione in termini presentata per poter far valere le proprie pretese nella fase dibattimentale.
Dopo la decisione sull’eccezione sollevata dalle difese, il processo è proseguito con l’apertura del dibattimento. Il Tribunale ha quindi conferito al perito nominato, il dottor Moretta, l’incarico di procedere alla trascrizione integrale delle intercettazioni telefoniche e ambientali depositate agli atti del procedimento.
Le operazioni peritali avranno una durata prevista di 60 giorni e prenderanno il via il prossimo 16 settembre. Il processo tornerà in aula il 22 gennaio 2027, quando il perito sarà esaminato in merito al lavoro svolto. Nelle udienze successive inizierà invece la fase dell’istruttoria dibattimentale con l'audizione dei testimoni indicati dalla Procura.
Un procedimento destinato dunque a entrare ora nella sua fase centrale, nel corso della quale saranno esaminati gli elementi raccolti dall’accusa e quelli proposti dalle difese.
Come previsto dalle garanzie processuali, le responsabilità degli imputati dovranno essere accertate nel corso del giudizio e valgono fino a sentenza definitiva i principi di presunzione di innocenza.