Attualità - Un progetto, nato nel quartiere San Bartolomeo, che coinvolge associazioni e istituzioni, un presidio educativo importante per bambini, ragazzi e famiglie che costruiscono giorno dopo giorno rispetto, responsabilità, empatia, solidarietà e capacità di stare insieme senza prevaricazioni
Il nome di Willy continua a evocare il dolore per la perdita di un ragazzo a cui la vita è stata tolta con violenza sei anni fa. Oggi, tuttavia, quel nome è anche simbolo di memoria e responsabilità, oltre che l'identità di un luogo diventato una vera Casa per molti.
Con l’obiettivo non soltanto di contrastare le fragilità dell’adolescenza, ma di moltiplicare le opportunità di crescita, professionisti, volontari, Amministrazione comunale e Servizi Sociali hanno contribuito a creare un centro di aggregazione fondamentale per il territorio.
Il presidio educativo e comunitario dedicato a Willy Monteiro Duarte, situato nel quartiere San Bartolomeo, ha accolto bambini, ragazzi e famiglie coinvolgendoli in attività ludiche, educative, creative e di socializzazione.
Anno dopo anno, questo centro ha rafforzato la propria presenza sul territorio, costruendo contesti in cui i giovani possano essere ascoltati, riconosciuti, responsabilizzati e messi nella condizione di sperimentare relazioni positive, nel ricordo di Willy.
Promuovere il benessere prima ancora di prevenire il disagio: è questa la prospettiva che ha guidato il lavoro dell’associazione Dike APS all’interno della "Casa di Willy", accompagnata dai principi di solidarietà, inclusione e cittadinanza attiva.
Un percorso che deve molto alla rete sociale che ha scelto di abbracciare il progetto: realtà come ArteFatto, Cassino Adventure, Scout AGESCI Cassino, Scout AGESCI Cervaro, Scout CNGEI Cassino, Magikamente, Collettiva e SILP-CGIL hanno creato preziose occasioni di crescita.
Fondamentale è stato anche il contributo della Parrocchia di San Bartolomeo con il parroco Padre Aurelio, che ha permesso di favorire un ambiente accogliente all'interno del quartiere. Un ruolo essenziale è stato svolto, infine, da professionisti e volontari, impegnati quotidianamente in un lavoro fatto di ascolto, attenzione, continuità e presenza.
Per Walter Bianchi, presidente di Dike APS, il nome di Willy affida al Centro una responsabilità precisa: «Casa di Willy non può essere soltanto un luogo che porta il suo nome. Quel nome deve trovare significato in ciò che accade ogni giorno dentro il Centro: quando un ragazzo viene accolto, quando nasce una relazione positiva, quando qualcuno scopre una propria capacità o impara a collaborare con gli altri.
L’esperienza di quest’anno ci ha confermato che nessuno può pensare di educare da solo. Le associazioni, la Parrocchia, i professionisti, i volontari, le famiglie, l’Amministrazione comunale e i Servizi Sociali costituiscono una rete che dobbiamo continuare a rafforzare».
La Casa di Willy assume così i tratti di un centro di aggregazione e di un punto di riferimento non solo per i giovani, ma per l'intera comunità: un luogo in cui istituzioni, servizi, Terzo settore e realtà locali incontrano la vita concreta del quartiere, rispondendo non soltanto alle emergenze, ma ai bisogni ordinari della crescita.
In questa visione risulta centrale la sinergia con l'Amministrazione comunale e i Servizi Sociali, chiamati non solo a intervenire nelle situazioni di criticità, ma a sostenere politiche e percorsi capaci di promuovere benessere, partecipazione e opportunità.
«Occuparsi di bambini e ragazzi significa investire sulla qualità del presente della nostra città.» Sottolinea l'assessore Francesca Calvani «La prevenzione è fondamentale, ma dobbiamo essere capaci soprattutto di costruire benessere, partecipazione e occasioni positive di crescita. Casa di Willy rappresenta un'esperienza importante proprio perché mette insieme Amministrazione, servizi, associazioni, comunità e famiglie intorno a una responsabilità comune».
Aldo Matera, responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Cassino, richiama lo stesso principio: «Il benessere dei ragazzi si costruisce molto prima dell’emergere di una criticità.
Significa sostenere le famiglie, creare relazioni, offrire luoghi di aggregazione e mettere in rete le risorse che già esistono sul territorio. L'associazionismo e i presìdi educativi di quartiere sono interlocutori preziosi perché consentono di avvicinare servizi e comunità e di far emergere non soltanto i bisogni, ma anche le potenzialità».
L’obiettivo è ora consolidare la rete costruita e aprirla a nuove collaborazioni, rimanendo in ascolto dei bisogni in evoluzione di bambini, ragazzi e famiglie. Casa di Willy può rappresentare per San Bartolomeo un presidio d'appartenenza e, al tempo stesso, una risorsa educativa per tutta la città di Cassino.
Sei anni dopo quella notte, ricordare Willy significa costruire giorno dopo giorno rispetto, responsabilità, empatia, solidarietà e capacità di stare insieme senza prevaricazioni. Fare in modo che il ricordo del ragazzo rimanga sempre vivo nel cuore della comunità, trasformandosi in un monito costante per la crescita delle nuove generazioni.
Ter. Fr.
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