Politica - Il vice coordinatore provinciale della Lega rivendica gli interventi su ZES, sanità, TAV e ZLS e attacca i dem: "Chiedono numeri e risultati, ma tacciono sulle parole dell’ex presidente dell’Emilia-Romagna. Spieghino se il problema è vivere nei piccoli Comuni o non votare PD"
Migliorelli accusa la Lega di fare polemiche. Ma a sollevare i temi è stato il PD: noi ci mettiamo la faccia, loro le polemiche e gli insulti alle popolazioni delle aree interne “Achille Migliorelli invita la Lega a ‘metterci la faccia’ e a presentare numeri e risultati. Nessun problema: siamo abituati a metterci la faccia, soprattutto quando si tratta di difendere concretamente il nostro territorio. Prima, però, sarebbe utile che il segretario provinciale del PD mettesse sul tavolo qualche numero del passato e spiegasse cosa è stato fatto in oltre dieci anni di governo del centrosinistra nel Lazio”.
Lo dichiara Samuel Battaglini, vice coordinatore provinciale della Lega con delega agli enti locali, replicando alle dichiarazioni del segretario provinciale del PD Achille Migliorelli sulle aree interne.
“Partiamo dalla ZES, visto che Migliorelli sembra essersi accorto soltanto adesso della sua importanza. La Lega ha sollevato per prima il problema dell’esclusione del nostro territorio, con il capogruppo alla provincia Andrea Amata e l’onorevole Nicola Ottaviani, portando la questione nelle sedi istituzionali e chiedendo al Governo di intervenire. Sulla ZES, quindi, non siamo semplicemente intervenuti a parole: ci abbiamo messo la faccia, assumendoci la responsabilità politica di porre il problema e di chiedere una soluzione.
Migliorelli ci invita addirittura a chiamare Salvini. Lo rassicuriamo: non abbiamo bisogno del centralino del PD per dialogare con il nostro segretario federale. Con Matteo Salvini e con il Governo nazionale ci confrontiamo direttamente e proprio grazie alla nostra azione che la provincia sarà destinataria di un investimento strategico come la Tav, un’infrastruttura che aumenterà la competitività del nostro territorio. E già che parliamo di risultati, veniamo alla sanità. Un emendamento dell’onorevole Nicola Ottaviani ha consentito di destinare oltre 20 milioni di euro agli ospedali Spaziani di Frosinone e Santa Scolastica di Cassino. Risorse concrete, ottenute in pochi mesi. Ci piacerebbe sapere quante risorse straordinarie di questa entità siano state portate dalla sinistra per queste strutture durante i suoi oltre dieci anni di governo regionale e nazionale. Perché la memoria politica è una cosa seria: non può essere a corrente alternata.
E poi c’è la ZLS, varata da questa amministrazione regionale in sinergia con il Governo nazionale: un’altra misura che può rappresentare un’opportunità importante per il tessuto produttivo e industriale del Lazio. Anche questo è un fatto. Non uno slogan. Sul trasporto pubblico locale, Migliorelli pone domande legittime che avrebbe dovuto porle quando il Pd e Zingaretti stravolgevano il sistema del trasporto locale penalizzando le aree periferiche.
Quello che non accettiamo è, invece, la ricostruzione secondo cui in questi anni il centrodestra avrebbe prodotto soltanto ‘promesse e accuse al passato’. Perché se parliamo di numeri e risultati, allora bisogna avere l’onestà intellettuale di considerarli tutti. E visto che Migliorelli ci invita a ‘metterci la faccia’, gli rivolgo una richiesta molto semplice: la metta anche lui, insieme ai suoi compagni di partito, sulle dichiarazioni di Stefano Bonaccini.
Perché ancora stiamo aspettando che gli esponenti del PD, a partire da quelli provinciali, si dissocino chiaramente dalle parole dell’ex presidente dell’Emilia-Romagna, che ha finito per associare il voto al centrodestra nelle aree interne a un presunto maggiore livello di ignoranza degli elettori.
Su questo, stranamente, il PD provinciale sembra avere perso la voce. Sulla ZES chiedono a noi di chiamare Salvini. Sul TPL chiedono numeri. Sulle aree interne chiedono risultati. Sulle parole di Bonaccini, invece, chiediamo noi una cosa molto più semplice: una presa di distanza. Perché se per il PD chi vive nelle aree interne è ‘ignorante’ quando vota a destra, forse il problema non è l’ignoranza degli elettori, ma l’arroganza di chi continua a pensare che gli elettori debbano essere istruiti prima di poter votare nel modo giusto.
E magari Migliorelli potrebbe spiegare ai cittadini delle aree interne se, secondo la singolare sociologia di Bonaccini, il problema sia vivere in un piccolo Comune o semplicemente non votare PD. Noi, nel dubbio, continuiamo a fare una cosa molto più semplice: rispettare gli elettori, ascoltare i territori e portare a casa risorse. I numeri sono sul tavolo. Ora aspettiamo le risposte del PD. Soprattutto quella su Bonaccini.”
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