Cassino, nuova piazza Labriola: un’opera d’autore contro la politica dell’improvvisazione

Opinioni - Il progetto si inserisce nella rigenerazione avviata con la pedonalizzazione di piazza Diamare e di parte del Corso: "Cambiarlo significherebbe spezzare la continuità urbana"

Cassino, nuova piazza Labriola: un’opera d’autore contro la politica dell’improvvisazione
di autore Mario Costa - Pubblicato: 29-08-2026 12:43 - Tempo di lettura 3 minuti

Ha ragione solo fino ad un certo punto chi ritiene che la riqualificazione di piazza Labriola sia diventata un campo di battaglia tra due diverse idee di città. Ha ragione solo in parte perché, a ben guardare, non ci troviamo di fronte a due idee contrapposte e strutturate. Da un lato, infatti, c’è una proposta concreta, organica e d’autore, che viene da lontano e che ha già tracciato l’orientamento della rigenerazione urbana del centro di Cassino (un progetto che l’Amministrazione Salera certamente tornerà ad illustrare di nuovo nel dettaglio alla cittadinanza). Dall’altro lato, invece, non c’è un’idea alternativa, ma ci sono soltanto vaghe suggestioni, umori estemporanei e opinioni frammentarie che non dicono nulla di preciso.

Cosa si vorrebbe, esattamente, per sconvolgere un piano che nasce come un unicum progettuale indissolubile? Il restyling di piazza Labriola non è un intervento isolato, ma si inserisce in una visione d’insieme coordinata con la pedonalizzazione di piazza Diamare e di parte del Corso cittadino già avvenuta. Smontare questo disegno significa spezzare la continuità urbana e la coerenza architettonica del centro di Cassino.

Chi immagina di sostituire questo lavoro con “qualcosa di completamente diverso” (senza peraltro chiarire bene cosa) dimentica la vera natura e la vocazione pubblica di questo spazio. Piazza Labriola deve tornare ad essere il luogo pulsante degli eventi, delle attività, della socialità collettiva. Non siamo di fronte a un’area periferica o a un parco isolato: qui insiste il Tribunale, fondamentale presidio istituzionale e punto di riferimento di servizi, quotidianamente frequentato da centinaia di cittadini e
professionisti. La piazza deve dunque garantire accessibilità, decoro, rappresentanza e funzionalità.

L’intervento ideato dall’architetto Giacomo Bianchi risponde con puntualità a questa complessa equazione. Completa infatti il disegno storico di Cassino, garantisce vivibilità e verde urbano, e, non lo si sottovaluti, assicura una concreta sostenibilità manutentiva nel tempo,
senza mai snaturare l’anima pubblica del luogo. Un intervento che riannoda i fili con la cosiddetta “stecca Nicolosi”, l’iconico impianto urbanistico e architettonico ideato da Giuseppe Nicolosi nell’ambito della Ricostruzione, citato e studiato nelle più prestigiose riviste di architettur d’epoca e contemporanee.

Un qualcosa quindi che riscatta la trama del passato per consegnare alla città uno spazio di identità e memoria. E’ tempo di dirlo con chiarezza: la critiche superficiali, spesso alimentate da un uso distorto di rendering virtuali o da immagini estrapolate dal contesto, rischiano di oscurare la sostanza di un’opera d’autore di alto livello. Un progetto d’architettura non si giudica sull’emotività di uno schermo o sulla pretesa di calare nella realtà utopie digitali. Si giudica sulla capacità di far dialogare le esigenze reali di una comunità con la fattibilità tecnica ed economica.

La proposta dell’Amministrazione ha il merito indiscusso di offrire una sintesi solida, ponderata e al riparo da estemporaneità. Difendere la qualità di questo progetto significa difendere l’idea di una Cassino che non si affida all’improvvisazione, ma si affida alla competenza, al rispetto della propria storia e a una visione concreta del proprio futuro.





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