Economia - Gennaro D'Avino, Segretario Generale UILM-UIL Frosinone: "Non si può parlare di una normale pausa estiva quando la produzione è ai minimi storici, i salari sono stati pesantemente ridotti dagli ammortizzatori sociali e centinaia di famiglie vivono ogni giorno con l'angoscia di non sapere cosa accadrà nei prossimi mesi"
"Ferie estive? Ma ferie da cosa?" È una domanda che nasce spontanea guardando la situazione dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e dell'intero sistema dell'indotto. Le ferie rappresentano il momento di riposo dopo mesi di lavoro. Qui, invece, ci troviamo davanti a lavoratori che hanno trascorso gran parte dell'anno tra cassa integrazione, contratti di solidarietà e continui fermi produttivi.
Così Gennaro D'Avino, Segretario Generale UILM-UIL Frosinone, che spiega: "Non si può parlare di una normale pausa estiva quando la produzione è ai minimi storici, i salari sono stati pesantemente ridotti dagli ammortizzatori sociali e centinaia di famiglie vivono ogni giorno con l'angoscia di non sapere cosa accadrà nei prossimi mesi. Per molti lavoratori queste non sono ferie: sono l'ennesimo periodo di inattività imposto da una crisi che sembra non avere fine.
Ancora più preoccupante è ciò che sta accadendo nell'indotto. Tante aziende stanno pagando un prezzo altissimo, tra calo degli ordinativi, ricorso agli ammortizzatori sociali e, in alcuni casi, procedure di riduzione del personale. Ogni fermata di Stellantis produce effetti devastanti su tutto il tessuto economico del Cassinate.
E mentre il territorio affronta una delle crisi industriali più gravi della sua storia, la politica continua a dividersi tra destra e sinistra su qualsiasi argomento. Assistiamo quotidianamente a polemiche, slogan e contrapposizioni, ma sulla crisi dell'automotive e sul futuro di migliaia di lavoratori il dibattito nazionale è praticamente assente. È un silenzio che non possiamo più accettare.
Il Governo deve assumersi la responsabilità di questa vertenza. Non bastano tavoli di confronto o dichiarazioni rassicuranti. È necessario pretendere da Stellantis un piano industriale credibile, con investimenti certi, nuovi modelli, volumi produttivi adeguati e garanzie occupazionali per lo stabilimento di Piedimonte San Germano e per l'intero indotto.
Anche tutte le istituzioni, a ogni livello, devono fare fronte comune. Questa non è una battaglia sindacale né una questione di appartenenza politica: è una sfida che riguarda il futuro economico e sociale di un intero territorio. Se si continua ad aspettare, il rischio è che, quando arriveranno le decisioni, sia troppo tardi.
Come UILM-UIL Frosinone continueremo a chiedere risposte, a difendere i lavoratori e a tenere alta l'attenzione su una crisi che non può essere normalizzata.
Perché una fabbrica può restare formalmente aperta, ma senza produzione, senza investimenti e senza prospettive rischia di spegnersi lentamente. E insieme alla fabbrica rischia di spegnersi il futuro del Cassinate. Non vogliamo assistenza. Vogliamo industria, lavoro e dignità. Il tempo degli annunci è finito: è il momento delle decisioni".
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