Politica - Dopo l'articolo di LeggoCassino.it si infiammano le chat del Pd. Cardarelli respinge il modello della Federazione: "A Cassino i numeri parlano chiaro". E cita Fiuggi: "Le regole non possono cambiare in base alla convenienza". Salera porta la questione anche all'attenzione di Sara Battisti che ora ha il cerino in mano per chiudere in modo unitario, accettando la vice segreteria
L'articolo pubblicato da LeggoCassino.it sul rischio di una rottura del congresso unitario del Partito Democratico ha avuto l'effetto di una scintilla. Nel giro di pochi minuti le chat interne del partito si sono animate, con messaggi, repliche e prese di posizione che hanno riportato al centro della discussione il nodo degli equilibri tra le diverse correnti.
Ma se qualcuno immaginava un ripensamento, la risposta arrivata dall'area del sindaco Enzo Salera è stata netta. La linea non cambia. Si va avanti con lo schema già definito e con la convinzione che siano i numeri, prima ancora della politica, a legittimare quella scelta.
A spiegare il ragionamento è Fernando Cardarelli, coordinatore della lista Salera Sindaco e riferimento di Area Dem, che respinge il paragone con il congresso provinciale invocato da Rete Democratica. "A Cassino non si può applicare lo schema della Federazione provinciale", spiega Cardarelli. "Lì Area Dem e Rete Democratica avevano un peso sostanzialmente equivalente. A Cassino, invece, la situazione è completamente diversa".
Il dato, secondo Cardarelli, è quello che emerge dal tesseramento. "Area Dem rappresenta circa il 70% degli iscritti. Il restante 30% è suddiviso tra Rete Democratica, Base Riformista e l'area che fa riferimento a Elly Schlein. È evidente che i rapporti di forza sono completamente differenti rispetto alla Federazione".
Da qui la convinzione che la proposta avanzata da Area Dem rappresenti già un punto di equilibrio. "Offrire la vicesegreteria a Rete Democratica è già un'apertura importante nell'ottica di costruire un congresso unitario. Ma non si può pretendere che, con questi numeri, la presidenza dell'assemblea o altre cariche apicali vengano sottratte alla componente largamente maggioritaria"
Per Cardarelli, quindi, il bivio è ormai chiaro. "Se Rete Democratica vuole davvero il congresso unitario deve prendere atto della forza numerica di Area Dem e accettare la proposta che è stata avanzata. Diversamente nessuno ha paura del voto: si andrà al congresso e saranno gli iscritti a decidere".
L'esponente di Area Dem ribalta così le accuse mosse nelle ultime ore. "Non si può sostenere una linea diversa a seconda della convenienza. Dove Rete Democratica è maggioranza, penso ad esempio a Fiuggi, rivendica legittimamente tutte le principali responsabilità politiche. A Cassino, dove invece è minoranza, chiede un accordo unitario cercando però di ottenere il massimo possibile. È una posizione che non condividiamo".
Parole che confermano come, almeno al momento, il sindaco Enzo Salera e l'intera Area Dem non abbiano alcuna intenzione di modificare l'impostazione emersa nella riunione di ieri. La disponibilità al congresso unitario resta, ma alle condizioni già illustrate: segreteria e presidenza all'area di maggioranza, con la vicesegreteria riconosciuta alle altre componenti.
Il sindaco Enzo Salera spiega di aver fatto presente la questione anche a Sara Battisti, presidente della sezione provinciale e leader di Rete Democratica.
A questo punto lo sguardo è rivolto all'incontro fissato per mercoledì, che potrebbe rappresentare il passaggio conclusivo di una trattativa iniziata settimane fa. Se Rete Democratica accetterà la proposta, il Pd di Cassino arriverà al congresso con un'intesa condivisa. In caso contrario, Area Dem sembra ormai pronta a presentare la propria lista e ad affrontare la conta interna, forte di una maggioranza che ritiene sufficientemente ampia da non lasciare spazio a interpretazioni.
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