PD Frosinone, parte l'appello contro l'immobilismo: "Il partito è fermo, serve una svolta"

Politica - Un gruppo di iscritti chiede la convocazione della Direzione provinciale, un nuovo programma politico e l'intervento della segretaria nazionale Elly Schlein per superare la fase di stallo. Ecco chi sono i primi sottoscrittori e come fare per aderire

PD Frosinone, parte l'appello contro l'immobilismo: "Il partito è fermo, serve una svolta"
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 24-07-2026 11:33 - Tempo di lettura 4 minuti

Il Partito Democratico della provincia di Frosinone è fermo. È sprovvisto di un programma e non prende quelle inziative che sono necessarie ad affrontare la crisi sociale ed economica che sta investendo la provincia e il resto del Paese. Per di più sembra tacere di fronte alla devastante politica del governo e non si serve, cosa che dovrebbe esser fatta, di quella propaganda cartacea, volantini e manifesti, efficace nel trasmettere messaggi.

Sarebbe anche questo un mezzo utile per dimostrare che non si è indifferenti di fronte alle scelte della Direzione nazionale. Il Partito di Frosinone dà l’idea di aver abdicato al suo ruolo, di essere inadempiente rispetto alle esigenze di quanti sono in difficoltà e privi di una prospettiva per il loro futuro, mostrando in tal modo la sua inadeguatezza a fronteggiare la crisi.

Il degrado economico, acuito ancora di piu dalla condizione di Stellantis, segnato da un reddito pro capite di euro 15.972, il più basso in Italia, dalla chiusura di 657 negozi, dalla cessazione di molte attività e imprese e da una crescente desertificazione industriale, richiederebbe risposte concrete da parte di un partito progressista a cui spetterebbe il compito di garantire lo sviluppo e la sicurezza di un dignitoso avvenire.

A oggi gli iscritti e i cittadini della provincia di Frosinone non percepiscono la presenza di un PD in grado di mobilitare tutte le proprie forze per rispondere alle esigenze dell’intera società e di capire cosa fare e in quale direzione andare. La passione, la dedizione, la generosità, che moltissimi iscritti hanno dimostrato per il PD non possono essere deluse e mortificate. Essi hanno bisogno che siano ripristinate quelle “srutture di valori” necessarie a sostenere la loro adesione e il loro impegno in un partito che deve battersi per migliorare le condizioni dei cittadini.

La morte della Politica non è mai una cosa buona. Il PD provinciale soffre di un totale immobilismo politico e organizzativo e si affievolisce la sua capacità a cogliere quelle che sono le richieste degli iscritti e, più ampiamente, dei suoi elettori i quali chiedono la fine di questa perdurante inerzia.

Se essa appare non risolvibile si apra una discussione a tutto campo sullo stato del partito, di cui il Segretario provinciale dovrebbe farsi promotore non solo per avviare un confronto in Direzione ma anche in tutti i Circoli. Il protrarsi di una opposizione a questa iniziativa richiede che il Segretario nell’interesse del partito ne tragga le dovute conseguenze.

La condizione di stallo è del tutto incomprensibile e ingiustificata e chiama alla propria responsabilità le correnti, Rete Democratica, Energia popolare, Area Dem, Parte di noi, a superare le divergenze, i veti e le esasperate conflittualità tra di esse e tra i loro referenti provinciali. La formazione di diverse “aree” di appartenenza è legittima, ma esse devono essere finalizzate a produrre idee, proposte, progetti e a incalzare i gruppi dirigenti a svolgere il loro ruolo di governo politico del partito.

Il congresso provinciale, svoltosi il 1° marzo, ha eletto l’Ufficio di Presidenza, il Presidente, il Segretario e la Direzione, che non è stata mai convocata. Esso si è concluso senza la presentazione e l’approvazione di un programma e la discussione su argomenti politico-economici che avrebbero dovuto qualificare il ruolo del PD nella società e proporre la costruzione di un “campo progressista” con un percorso politico in netta distinzione dal centrodestra.

Il partito è senza una “bussola” di orientamento, che si dovrebbe ritrovare con un impegno rivolto a fronteggiare questioni urgenti come il lavoro, l’economia, la sicurezza, l’ambiente. Ragioni che ci inducono a formulare un appello per sollecitare un cambio radicale nella gestione del partito finalizzato a costruire una nuova identità politica e organizzativa.

APPELLO

Rivolgiamo un appello a tutti gli iscritti e a quanti sono interessati a un partito impegnato per il cambiamento, a sostenere e a sottoscrivere il ripristino in tempi brevi delle condizioni politiche e organizzative che consentano il funzionamento degli Organismi dirigenti, a partire dalla convocazione della Direzione provinciale.

Auspichiamo che la Direzione, sulla base di una proposta politico-programmatica formulata dal Segretario approvi un piano di lavoro politico e chiami alla mobilitazione ogni Circolo con riunioni presiedute da esponenti del gruppo dirigente per raffozare l’impegno di tutti a costruire una nuova prospettiva di sviluppo e crescita sociale per i territori provinciali.

Il Segretario Elly Schlein con un suo diretto intervento ponga fine alla intollerabile decadenza e all’immobilismo del partito e richiami ai loro compiti gli Organismi dirigenti regionali. Chieda al Segretario regionale di usare il suo ruolo e la sua autorevolezza per dirimere le controversie e risolvere la situazione, divenuta critica e dannosa, in modo da consentire al partito di riprendere la sua attività politica. La riqualificazione del PD darebbe una speranza a questa provincia che attende di uscire dalla crisi e di guardare con fiducia al futur

A oggi iscritti e simpatizzanti hanno sottoscritto l’Appello: Cerasi Graziano, Cirillo Giovanni, Costa Mario, Di Cicco Mena, Maggiani Alessandra, Mazzocchi Ermisio, Pironi Toni, Save Sardaro Vittorio, Venditti Stefano Per quanti volessero aderire all’appello scrivere: “Sottoscrivo l’Appello” e inviarlo alla seguente email: partecipoanchio@gmail.com.





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