Aggressione al rapper di Piedimonte: tre condanne e tre assoluzioni al Tribunale di Cassino

Cronaca - Crolla l'accusa di tentato omicidio per i ragazzi scagionati, la sentenza restituisce dignità ai giovani estranei ai fatti. Soddisfazione tra i legali della difesa, in particolare per il team composto dall'avvocato Davide Fusaro che si è avvalso della consulenza del criminalista investigativo, dott. Domenico Moretta

Aggressione al rapper di Piedimonte: tre condanne e tre assoluzioni al Tribunale di Cassino
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 02-07-2026 14:02 - Tempo di lettura 3 minuti

Si è chiuso con tre patteggiamenti, tre assoluzioni piene e una condanna minore per un filone collaterale il primo capitolo giudiziario legato alla violenta aggressione subita da un giovane rapper di Piedimonte San Germano nel maggio del 2024. La sentenza di primo grado, emessa ieri dal Tribunale di Cassino, ha ridefinito in maniera netta i pesi e le responsabilità di quella che era nata come una complessa indagine per tentato omicidio premeditato, una spedizione punitiva che due anni fa aveva profondamente scosso l'intera comunità locale.

Il fulcro della decisione ruota attorno alle posizioni dei fratelli Nicolò e Lorenzo Cioffi e di Noemi Pellegrino. I tre imputati hanno scelto la via del patteggiamento, rimediando condanne che superano di poco i tre anni di reclusione. Nello specifico, il giudice ha stabilito una pena di 3 anni e 4 mesi per Pellegrino, 3 anni e 2 mesi per Nicolò Cioffi e infine 3 anni, 1 mese e 10 giorni per Lorenzo Cioffi.

Di segno completamente opposto è stato invece il verdetto per Davide Nappa, Antonella Gallozzi e Otello De Luca, che sono stati scagionati da ogni accusa e assolti con la formula piena "per non aver commesso il fatto". Questo esito sposa appieno la linea difensiva emersa sin dalle primissime battute dell'inchiesta. I fratelli Cioffi, assistiti dall'avvocato Giancarlo Corsetti, avevano infatti ammesso le proprie responsabilità già durante l'interrogatorio di garanzia, scagionando i tre amici e spiegando che questi ultimi si erano limitati ad accompagnarli sul posto, rimanendo del tutto ignari di ciò che sarebbe accaduto e senza prendere parte in alcun modo al successivo pestaggio.

Per un filone collaterale della stessa vicenda è arrivata inoltre la condanna a otto mesi di reclusione per Mario Alberigo. Le difese degli imputati hanno dato a lungo battaglia in Aula con un agguerrito pool di legali composto, tra gli altri, dagli avvocati Luca Scipione, Davide Fusaro, Miria Pacitti, Angelo Natale, Francesco Paolantonio e Mariano Giuliano.

I fatti risalgono a due anni fa, quando scattò l'allarme per un feroce agguato ai danni di un cantante venticinquenne di Piedimonte San Germano. Il giovane era stato affrontato dal gruppo, preso a calci e pugni e infine colpito brutalmente alla testa con chiavi inglesi e spranghe di ferro. Un pestaggio talmente violento da ridurlo in fin di vita, rendendo necessario il ricovero d'urgenza in ospedale in codice rosso. Dietro la follia non si nascondevano dinamiche di criminalità organizzata, bensì il forte rancore legato alla fine della relazione tra il rapper e la ragazza coinvolta. A scatenare la ritorsione era stata la pubblicazione sui canali social di un brano musicale scritto dal venticinquenne, contenente rime ritenute offensive e pesanti nei confronti della sua ex compagna. Un dissing online che si era drammaticamente trasformato in un agguato quasi fatale nel mondo reale.

Al termine dell'udienza, l'avvocato Davide Fusaro ha espresso la propria soddisfazione per il verdetto che ha ripulito la posizione del suo assistito da ogni ombra, rilasciando una nota ufficiale sulla conclusione del processo: "Accolgo con grande soddisfazione la sentenza di assoluzione del mio Assistito per non aver commesso il fatto. Si tratta di una formula liberatoria che esclude l'ascrivibilità soggettiva del fatto contestato e restituisce piena dignità a una persona che ha dovuto affrontare un'accusa di eccezionale gravità".

Spiega ancora il legale: "Tale decisione conferma l'importanza di un processo fondato esclusivamente sulle prove e non su ricostruzioni prive di adeguato riscontro. L'esito del giudizio è stato raggiunto grazie a un intenso lavoro difensivo, svolto anche con il prezioso ausilio del consulente criminalista investigativo, dott. Domenico Moretta, il cui contributo tecnico ha consentito di approfondire e valorizzare gli aspetti scientifici della vicenda, offrendo al Tribunale elementi utili per una corretta ricostruzione dei fatti. Una volta che la sentenza diverrà irrevocabile, si valuterà ogni iniziativa prevista dall'ordinamento a tutela dei diritti del cliente, compresa la richiesta di riparazione per l'eventuale ingiusta detenzione e ogni altra azione che dovesse rendersi opportuna alla luce delle motivazioni della sentenza"

Con la decisione del Tribunale di Cassino cala così il sipario sul primo grado di giudizio di una vicenda cronaca che ha segnato il territorio, ristabilendo i confini delle singole responsabilità penali attorno a quella drammatica notte di violenza.





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