Tav a Ferentino, FdI Cassino alza la voce: "Scelta che penalizza il nostro territorio"

Politica - Il partito ripercorre la cronistoria dal 2020 a oggi, contesta la marginalizzazione del Cassinate rispetto all'asse nord della provincia e attacca l'amministrazione comunale: "Basta subire decisioni prese altrove, serve un piano di rilancio infrastrutturale e sanitario. ora vogliamo trasparenza e compensazioni concrete"

Tav a Ferentino, FdI Cassino alza la voce: "Scelta che penalizza il nostro territorio"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 19-05-2026 19:16 - Tempo di lettura 4 minuti

La recente presentazione del progetto per la futura stazione dell'Alta Velocità nell'area di Ferentino rischia di segnare una svolta profonda e duratura per gli equilibri infrastrutturali ed economici del basso Lazio, una decisione destinata a condizionare il territorio per i prossimi decenni. Di fronte a questo scenario, la sezione di Fratelli d’Italia Cassino interviene con fermezza e chiarezza: se da un lato non si contesta il legittimo diritto di altre aree a crescere e svilupparsi, dall'altro non si può accettare che un simile passo avvenga senza un reale e trasparente confronto comparativo tra le diverse alternative possibili.

I dubbi sulla linearità del percorso decisionale rimandano a una cronistoria precisa. Appare infatti sempre più evidente come l’asse Ferentino-Frosinone abbia progressivamente assunto una corsia preferenziale già a partire dal 2020, sotto la guida della Giunta regionale di Nicola Zingaretti.

Proprio mentre erano ancora formalmente aperte le interlocuzioni per il potenziamento della tratta Roma-Cassino e per la valorizzazione del nodo strategico tra Roccasecca e Cassino, la Regione Lazio approvava la deliberazione numero 201 del 21 aprile 2020 riguardante il protocollo con Ferrovie dello Stato per lo sviluppo dell’Alta Velocità regionale. Solo due giorni dopo, il 23 aprile, veniva annunciata pubblicamente l’ipotesi che premiava l'area nord della provincia, una direttrice che da quel momento è diventata dominante, lasciando una forte amarezza nel Cassinate.

L'amarezza nasce dalla consapevolezza del valore oggettivo che il territorio di Cassino può esprimere. La città vanta infatti uno snodo ferroviario già operativo, un collegamento diretto e immediato con l’autostrada A1 e una posizione geografica cerniera tra Lazio, Campania e Molise.

A questo si aggiungono uno dei poli industriali più rilevanti del centro-sud, una realtà universitaria consolidata, infrastrutture logistiche e intermodali già attive e, non ultima, la vicina potenzialità dell’aeroporto di Aquino. Il Cassinate dispone quindi di una piattaforma territoriale naturalmente predisposta a recitare un ruolo di primo piano nella mobilità regionale. In quest'ottica, la soluzione di un'interconnessione tra l'Alta Velocità e la linea storica nel territorio cassinate continua a presentarsi come una delle opzioni più razionali, sostenibili ed equilibrate per garantire l’accesso alla modernità ferroviaria a tutto il Sud Lazio.

Per queste ragioni, Fratelli d’Italia Cassino ritiene doveroso fare luce sulle motivazioni tecniche della scelta. È fondamentale capire quali studi comparativi siano stati realmente eseguiti, quali parametri abbiano determinato l’esclusione del nodo di Cassino e per quale motivo un territorio già dotato di centralità logistica e industriale sia stato progressivamente marginalizzato. Quella dell'Alta Velocità non è una semplice disputa sulla localizzazione di una stazione, ma un passaggio decisivo che stabilirà se il Cassinate rimarrà inserito o verrà escluso dai principali assi di sviluppo del centro Italia.

Il partito locale mette quindi le cose in chiaro: la stagione in cui il territorio subiva passivamente le decisioni prese altrove, per poi accontentarsi di rincorrere compensazioni tardive o insufficienti, deve considerarsi definitivamente conclusa. Qualora la scelta su Ferentino dovesse essere confermata in via definitiva, per Cassino sarà indispensabile ottenere immediate misure compensative, che siano concrete, tangibili e verificabili.

Le richieste sul tavolo sono nette e spaziano dal potenziamento strutturale della linea Roma-Cassino alla drastica riduzione dei tempi di percorrenza, fino all'aumento delle fermate dell’Alta Velocità e al rafforzamento dello stesso snodo ferroviario cittadino, migliorando l’intermodalità tra ferro e gomma. Parallelamente, serviranno investimenti robusti sul polo industriale, universitario e logistico, senza dimenticare il necessario e urgente rafforzamento del presidio ospedaliero di Cassino, che ancora oggi versa in gravi condizioni di sofferenza. Su questo punto, la cittadinanza non si accontenterà più di rassicurazioni generiche o di annunci di facciata.

In conclusione, la vicenda impone anche una profonda e non più rinviabile riflessione politica locale. Di fronte a una sfida così cruciale, Cassino avrebbe avuto bisogno di un’amministrazione comunale autorevole, capace di costruire una vera iniziativa politico-istituzionale a difesa della propria terra. Mentre gli altri territori stringevano alleanze e accompagnavano con costanza la propria candidatura ai tavoli regionali e nazionali, dal Comune di Cassino non è mai partita una pressione politica davvero incisiva.

Il rischio concreto, oggi, è quello di ritrovarsi spettatori di decisioni mature altrove, con margini di manovra ormai ridotti al minimo. Fratelli d’Italia Cassino ribadisce che questa deve essere l’ultima volta in cui il futuro della città viene condizionato senza un’adeguata e orgogliosa difesa della sua centralità. L'attenzione politica e istituzionale rimarrà massima nei mesi a venire, per vigilare e combattere a tutela del territorio.





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