Centrodestra di Cassino: dopo il caffè tra Lega e FdI, Pacitti e Polidoro servono l'amaro

Politica - Il segretario provinciale di Noi Moderati dice a FdI e Lega che la coalizione deve imparare dal centrosinistra come si costruisce una leadership, mentre l'esponente di "Jammi Cassino" invita Borrea, Marrone e tutte le forze alternative all'attuale amministrazione a mettere da parte i personalismi: "l tempo delle contrapposizioni urlate e delle battaglie personali deve lasciare spazio a una proposta seria"

Centrodestra di Cassino: dopo il caffè tra Lega e FdI, Pacitti e Polidoro servono l'amaro
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 16-05-2026 19:01 - Tempo di lettura 2 minuti

A Cassino la politica si fa prima al bar e poi nelle sedi di partito. Il problema è che, a volte, dopo un buon caffè l'amaro rischia di restare sullo stomaco. Ne sanno qualcosa Vincenzo Marrone, coordinatore della Lega, e Alberto Borrea, timoniere di Fratelli d'Italia, protagonisti di un recente e cordiale incontro davanti a una tazzina fumante. Sul tavolo c'era la necessità sacrosanta di riavvolgere il nastro, serrare i ranghi e rilanciare la coalizione di centrodestra. Un vero e proprio caffè politico per gettare le basi del futuro, insomma. 

A rovinare la digestione del duo Marrone-Borrea ci ha pensato però Noi Moderati. Con un tempismo perfetto e una tazzina, il segretario provinciale del Partito Pietro Pacitti ha rilasciato un’intervista a LeggoCassino che ha suonato come una secchiata d'acqua fredda sull'entusiasmo della vigilia.

Il succo del discorso è stato chiaro: i colleghi di centrodestra, prima di fare i tavoli, dovrebbero quasi fare ripetizioni dal centrosinistra su come si costruisce una leadership, prendendo ad esempio il percorso fatto da Enzo Salera. Si tratta di una presa di distanza netta rispetto all'incontro tra Lega e Fratelli d'Italia, condita da un invito a smetterla di guardare ai soli equilibri interni per concentrarsi su una visione più ampia. Un tackle scivolato che dimostra come, nel centrodestra cassinate, trovare l'accordo sulla miscela del caffè sia ancora un'impresa titanica.

Mentre il centrodestra litiga sulla leadership e su chi debba pagare il conto al bar, dall'opposizione extraconsiliare arriva la spallata di Paola Polidoro di Jammi Cassino, che decide di spostare il mirino direttamente sul sindaco Enzo Salera. Polidoro attacca senza giri di parole, affermando che il primo cittadino è disposto a tutto pur di restare costantemente al centro della scena politica e mediatica, persino a trasformare le proprie vicende giudiziarie in un argomento di propaganda permanente.

Secondo l'esponente dell'opposizione, l'era Salera appartiene già al passato. Polidoro sottolinea che quando un amministratore smette di parlare della città e inizia a parlare solo di sé stesso, significa che il rapporto con la realtà si è ormai incrinato. L'accusa si fa ancora più pesante quando descrive il sindaco come un amministratore "impegnato esclusivamente nella costruzione del proprio futuro politico e nella spasmodica ricerca di una nuova poltrona che possa garantirgli continuità personale", piuttosto che dare risposte ai cittadini.

Di fronte a questa gestione definita arrogante e autoreferenziale, Polidoro lancia un appello chiaro a tutte le forze alternative al governo cittadino, invitandole a dialogare con maturità, a mettere da parte i personalismi e a costruire finalmente un'alternativa seria e credibile basata sulla vivibilità dei quartieri.

"Auspico che tutte le forze alternative all’attuale governo cittadino continuino a dialogare con maturità e responsabilità, mettendo da parte personalismi e divisioni. Cassino -dice Polidoro -  ha bisogno di costruire una nuova idea di città e soprattutto un nuovo modo di pensare la politica: meno autoreferenziale, meno arrogante e finalmente davvero al servizio dei cittadini.

Il tempo delle contrapposizioni urlate e delle battaglie personali - prosegue l'esponente di Jammi Cassino - deve lasciare spazio a una proposta seria, credibile e condivisa per il futuro della nostra comunità. Questo lo chiede la città, lo chiedono le persone. Bisogna ripartire proprio da Cassino, dalla quotidianità e dalla vivibilità dei quartieri, ripartire da un’alternativa e da una visione aperta ed equilibrata, costruita sul rispetto". 





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