Cultura - A Cassino lunedì 18 maggio presso Palazzo Badiale la terza edizione del corso di formazione per giornalisti e docenti, il tema scelto per l’edizione 2026 del corso di formazione professionale è “Le sfide antropologiche dell’IA e il peso etico del mondo dell’informazione: tra responsabilità, cooperazione ed educazione”
L’iniziativa, organizzata dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio, dalla Diocesi di SoraCassinoAquinoPontecorvo attraverso l’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali e da Ucsi Lazio, con il patrocinio dell’Istituto Teologico Leoniano di Anagni (aggregato alla Pontificia Facoltà Teologica del Theresianum di Roma), rappresenta ormai un appuntamento stabile per il territorio, capace di offrire una piattaforma di dialogo e aggiornamento professionale per giornalisti, pubblicisti e operatori della comunicazione.
L’incontro si svolgerà lunedì 18 maggio 2026, dalle 10 alle 13, negli spazi del Palazzo Badiale di Cassino, in Piazza Corte 1. Il corso è gratuito, si terrà in presenza e prevede il rilascio di cinque crediti formativi deontologici. Le iscrizioni sono disponibili sulla piattaforma Formazione Giornalisti.
Grazie al patrocinio formativo rilasciato dall’Istituto Teologico Leoniano (Nota Prot. 26/14 del 15/04/2026), l’evento è aperto anche agli insegnanti di religione, per i quali è stato ottenuto dal MIUR l’esonero dal servizio, come previsto dal decreto (R. 0000534.08-05-2026). Il percorso formativo prende le mosse dal Messaggio di papa Leone XIV per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, “Custodire voci e volti umani”.
Il Papa richiama l’attenzione sulle trasformazioni introdotte dall’Intelligenza Artificiale, sottolineando come gli algoritmi, progettati per massimizzare il coinvolgimento, possano indebolire la capacità di ascolto, di pensiero critico e di analisi, generando polarizzazione e una crescente dipendenza da contenuti sintetici. Le sue riflessioni toccano direttamente il mondo del giornalismo, chiamato oggi a confrontarsi con strumenti capaci di manipolare volti, voci e identità, creando “realtà parallele” difficili da distinguere dal vero.
Il nuovo Codice Deontologico chiede ai professionisti dell’informazione un uso trasparente dell’IA, la verifica rigorosa delle fonti, la tracciabilità dei contenuti generati o assistiti da sistemi automatici e la tutela dell’identità personale. La fiducia del pubblico, ricorda il Papa, si conquista con accuratezza e trasparenza, non con la rincorsa a un coinvolgimento qualsiasi.
Dopo i saluti del vescovo Gerardo Antonazzo, del presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio Guido D’Ubaldo, di don Alessandro Paone per la Conferenza Episcopale del Lazio e del presidente Ucsi Lazio Maurizio Di Schino, il corso entrerà nel vivo con quattro momenti di approfondimento, ciascuno dedicato a un aspetto specifico del rapporto tra IA, etica e informazione.
Il primo modulo sarà dedicato al tema della responsabilità del giornalista davanti alla manipolazione digitale. Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano, e Giovanni Rispoli, giornalista Sky, rifletteranno su bias, opacità, deepfake e sulla necessità di custodire la verità pubblica in un contesto in cui l’IA può generare “realtà parallele” e appropriarsi di volti e voci.
Il secondo modulo affronterà la dimensione educativa, con un intervento di Maria Gabriella De Santis, docente dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. La relatrice analizzerà l’impatto dell’IA sulle capacità cognitive, sul linguaggio e sulla creatività, evidenziando l’urgenza di una rinnovata educazione al pensiero critico e alla media literacy.
Il terzo modulo sarà dedicato alla deontologia professionale. Alessio Porcu, direttore del Tg di Teleuniverso e della testata AlessioPorcu.it, approfondirà le sfide poste dall’ecosistema informativo dell’IA: dalla verifica delle fonti alla tracciabilità dei contenuti, dalla tutela dell’identità personale ai limiti etici nell’uso di strumenti automatizzati, fino alla responsabilità del giornalista nel dichiarare l’utilizzo dell’IA e nel difendere la dignità umana come criterio ultimo della comunicazione.
Il quarto e ultimo modulo si concentrerà sul racconto del territorio. Marco Pagano, giornalista e direttore artistico di Radio Cassino e del Teatro Manzoni, esplorerà gli effetti degli algoritmi sulla cronaca locale, tra polarizzazione, bolle informative ed emozioni rapide, mostrando come il giornalismo territoriale possa diventare spazio di ricucitura sociale e di ascolto delle comunità. A moderare l’incontro sarà don Andrea Pantone, direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali. Tra gli sponsor dell’iniziativa figura Teleuniverso.
Articolo precedente
Il centrosinistra fa quadrato attorno a Salera: "Mettiamo la mano sul fuoco per Enzo"Articolo successivo
Galluccio, Biasucci agli avversari: "Confrontiamoci prima del voto"