Politica - Mentre Cardarelli guida la difesa contro i "giustizialisti", il PD cerca faticosamente la via del congresso unitario. Nel centrodestra, dopo il vertice Borrea-Marrone tutto tace e ci si divide tra ottimisti e scettici
Non è solo una difesa d'ufficio, ma una vera e propria prova di forza. All’indomani delle tensioni innescate dall’incontro al "Bar Coppola" tra i coordinatori di circolo di Fdi e Lega e dalle nubi giudiziarie agitate dall’opposizione, il centrosinistra di Cassino serra i ranghi attorno alla figura del sindaco Enzo Salera. Il fronte progressista ha risposto con compattezza, respingendo al mittente quelle che vengono definite le manovre dei "giustizialisti di professione".
In prima linea, a farsi scudo per il primo cittadino, c'è Fernando Cardarelli, coordinatore della lista del sindaco. Le sue parole non lasciano spazio ad ambiguità: "Se c'è una persona di cui mi fido in modo assoluto per onestà, serietà e capacità amministrativa, quello è Enzo Salera". Una presa di posizione ferma che riflette il sentimento di una coalizione pronta a mettere la mano sul fuoco sull’operato del sindaco, rivendicando anni di trasparenza contro quella che Salera stesso ha definito una "strategia di abbattimento per via giudiziaria".
Tuttavia, la compattezza attorno al sindaco fa da contraltare a una situazione interna al Partito Democratico decisamente più complessa. Prima della pausa estiva, infatti, i dem sono chiamati a risolvere l'impasse sul congresso di circolo. Il tentativo di trovare una "quadra" unitaria è finora fallito, portando di fatto alla bruciatura di nomi autorevoli come quelli di Vita, Tescione e Migliaccio. Senza una mediazione sui nomi che finora sono circolati, l'ombra della "conta" si fa sempre più concreta. Uno scenario che rappresenterebbe una sconfitta politica per il circolo locale, incapace finora di produrre una sintesi autonoma.
Nelle ultime ore si lavora febbrilmente "sotto traccia". L'obiettivo è individuare un profilo di alto spessore, capace di fare da garante tra le diverse anime del partito e di far ripartire la macchina politica del circolo senza passare per le forche caudine della conta. La sfida è trovare una figura di segretario che unisca ciò che i veti incrociati hanno finora diviso.
Mentre il centrosinistra cerca dunque di risolvere le proprie beghe interne, la contrapposizione con il centrodestra resta totale. La battaglia politica a Cassino si gioca ormai su due tavoli paralleli: quello della tenuta amministrativa, dove Salera appare blindato dai suoi, e quello organizzativo-partitico, dove il PD deve dimostrare di saper ancora governare se stesso prima di governare la città.
Tra i consiglieri comunali di centridestra e gli attivisti di Lega, Fdi, Forza Italia e Noi Moderati, invece, tutto tace dopo il vertice tra Borrea e Marrone. C'è chi guarda con interesse a quello che potrebbe segnare un nuovo corso per l'opposizione e chi invece resta cauto e mostra non poco scetticismo. Ma per ora, però, nessuno esce allo scoperto. Si attendono le prossime mosse.
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