PD, congresso al palo: fallisce il vertice in Comune, lo spettro della "conta" si fa vicino

Politica - Niente fumata bianca dopo il vertice in Municipio. Il rifiuto del sindaco sull'ipotesi dell'ex consigliere comunale di Sant'Andrea sul Garigliano gela le trattative: lo schema che prevedeva Cardarelli alla presidenza e la vice segreteria ad Area Democratica resta scritto sulla carta. Intanto la base insorge contro le scelte in stanze chiuse: "Si rischia l'irrilevanza politica"

PD, congresso al palo: fallisce il vertice in Comune, lo spettro della "conta" si fa vicino
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 06-05-2026 19:41 - Tempo di lettura 2 minuti

Il congresso del circolo del Partito Democratico di Cassino resta intrappolato in un vicolo cieco, confermando una fase di stallo che neppure l’ultimo vertice notturno in Municipio è riuscito a sbloccare. (LEGGI QUI: Pd Cassino: cresce la tensione verso il congresso, spunta l'ipotesi della "conta" interna).

Nonostante il tentativo di mediazione tra le diverse anime del partito, la fumata bianca non è arrivata, lasciando l'accordo unitario come un’ipotesi sempre più fragile e lontana. La serata di ieri era stata convocata con l'obiettivo preciso di trovare un nome di sintesi capace di superare le rigidità contrapposte: da una parte la proposta di Stefano Tescione, avanzata dall’area che fa capo alla Presidente del Consiglio Barbara Di Rollo, e dall’altra quella di Lorenzo Vita, sostenuto da Fernando Cardarelli e dall’area che fa riferimento al sindaco Enzo Salera. (LEGGI QUI: PD Cassino, l’ultima chiamata: tra il "credito" di Di Rollo e le rivendicazioni di Salera).

Proprio durante il confronto, la Presidente Di Rollo ha tentato una mossa tattica mettendo sul tavolo un nuovo profilo, quello di un ex consigliere comunale di Sant'Andrea del Garigliano che, pur avendo radici territoriali diverse, risulta regolarmente tesserato presso il circolo di Cassino.

Tuttavia, la proposta ha incontrato il netto rifiuto del sindaco Salera e della sua area di riferimento, che hanno alzato un muro lasciando la discussione in alto mare. Lo schema dell'accordo, qualora si trovasse la quadra sul segretario, sarebbe già delineato nei suoi pesi e contrappesi: la presidenza del partito andrebbe a Fernando Cardarelli, espressione del sindaco, mentre la vicesegreteria spetterebbe all’area di Rete Democratica.

Al momento, però, il nodo del segretario resta insolubile. I partecipanti alla riunione si sono aggiornati dopo essersi chiusi in un silenzio riflessivo, con l'intento di valutare alternative al nome proposto dalla Di Rollo. Lo scenario che si profila all'orizzonte è dunque quello di una conta amara, ovvero il ricorso al voto degli iscritti senza un accordo preventivo, ricalcando quanto già avvenuto per la federazione provinciale.

È una prospettiva che i fedelissimi del sindaco vorrebbero evitare per scongiurare una spaccatura definitiva, ma i numeri pesano: la Presidente del Consiglio vanta il pacchetto di tessere più consistente e potrebbe, teoricamente, stringere un asse con Rete Democratica per mettere in minoranza l’area del primo cittadino.

In questo clima di estrema tensione politica, irrompe nel dibattito la voce della base. Un gruppo di simpatizzanti, elettori del "mondo civile" ed ex iscritti ha diffuso una nota durissima che fotografa il rischio di trasformare il PD cittadino in una cittadella assediata dai propri egoismi. Secondo i firmatari, "se il criterio di scelta rimarrà legato alla fedeltà personale anziché a un progetto per Cassino, il partito si condannerà all’irrilevanza". La preoccupazione principale riguarda "la percezione di soluzioni maturate in ambiti ristretti e poco trasparenti, dove la misurazione dei rapporti di forza interni sembra prevalere sulla costruzione di un percorso politico condiviso e aperto".

Per i simpatizzanti, è fondamentale che "la segreteria torni a essere uno strumento di guida e non un terreno di contrapposizione, recuperando un rapporto diretto con gli iscritti per affrontare le priorità reali della città, dal lavoro all'ambiente". L'appello finale è rivolto al "senso di responsabilità di tutte le componenti affinché il congresso non si riduca a una mera conta numerica, ma diventi un momento di rilancio fondato sul merito e sulla qualità delle proposte". Tuttavia, con le posizioni ancora così distanti e la diffidenza reciproca che regna tra i vertici, la strada verso un'intesa unitaria appare oggi più in salita che mai.





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