Politica - Si complica la partita per l'intesa unitaria, Lorenzo Vita smentisce ogni coinvolgimento: "Non è la mia guerra, non voglio essere un'arma per gli appetiti altrui. Non appartengo a nessuno: né al sindaco né a Cardarelli, con il quale, peraltro, non ho mai avuto rapporti"
L’atmosfera politica nel Pd di Cassino si fa sempre più incandescente con l’avvicinarsi della riunione decisiva prevista per questa sera alle ore 19:30. Quello che doveva essere il passaggio naturale verso l’individuazione del nuovo segretario cittadino, all'indomani del congresso provinciale unitario, si sta trasformando in un vero e proprio rebus politico, con le diverse anime del Partito Democratico che faticano a trovare una sintesi unitaria.
Secondo fonti ben informate, l’area che fa capo al sindaco Enzo Salera avrebbe già tracciato l’identikit del leader ideale. Il profilo ricercato è quello di una figura giovane, simbolo di rinnovamento, capace di traghettare il partito in una fase nuova e di fornire quello slancio necessario per affrontare le sfide future. E, a quanto pare, spetterà all'area di Barbara Di Rollo mettere sul tavolo questo nome.
Tuttavia, il nome di questo potenziale candidato resta avvolto nel mistero, alimentando incertezze e indiscrezioni. Proprio questa segretezza sta spingendo alcuni esponenti di Area Dem verso uno scenario radicalmente diverso da quello auspicato inizialmente. Se a livello provinciale si è riusciti a convergere su una soluzione unitaria, a Cassino sembra farsi sempre più concreta l’ipotesi di un congresso "aperto", caratterizzato da una vera e propria conta tra diverse mozioni.
In questo contesto, non si esclude che la parola passi direttamente agli elettori, permettendo non solo ad Area Dem ma verosimilmente anche a Rete Democratica (che in caso di congresso unitario avrebbe diritto alla presidenza), di scendere in campo con proprie candidature contrapposte.
In questo clima di forte contrapposizione, arriva però una smentita categorica che chiude una delle piste circolate con insistenza nelle ultime ore. Lorenzo Vita, stimato giornalista inizialmente indicato come possibile candidato d’area vicino al sindaco, ha deciso di rompere il silenzio con una nota ufficiale che sgombra il campo da ogni equivoco, rivendicando la propria autonomia e indipendenza professionale.
"Negli ultimi giorni - dice Vita - mi trovo, con sorpresa, coinvolto in dinamiche che sono abituato a raccontare da osservatore esterno. Si è detto che Fernando Cardarelli starebbe facendo il mio nome e che apparterrei alla sua area. Non c’è nulla di più lontano dalla realtà. Così come non c’è alcun “braccio di ferro” con Stefano Tescione, che è un amico e con cui non ho alcunché per cui belligerare. Non ho mai manifestato alcuna ambizione nel circolo del Partito Democratico né ho condiviso o preso parte a una corsa alla segreteria. Non appartengo a nessuno: né al sindaco né a Cardarelli, con il quale, peraltro, non ho mai avuto rapporti, neppure nell’ambito della cronaca politica, non ricoprendo egli alcun ruolo istituzionale o politico".
Prosegue ancora Vita: "Da parte mia non c’è mai stata alcuna disponibilità a partecipare a un percorso congressuale; le ipotesi circolate finora sono quindi prive di ogni fondamento. Questo non solo per mancanza di interesse, ma anche per una ragione formale: oggi sono residente a Roma, la mia vita è qui e ed è qui che sono proiettato. Se mi fosse stato chiesto, lo avrei spiegato con semplicità. Sono un dipendente pubblico e le mie ambizioni sono concentrate sul mio lavoro. Sono anche un giornalista e non ho alcuna intenzione di configurare un apparentamento con una fazione politica che possa compromettere la mia indipendenza e la legittimità morale di svolgere il mio lavoro con il necessario distacco. Non è la mia guerra, questa. Tantomeno non voglio ridurmi a fare da arma per soddisfare gli appetiti di qualcun altro".
L'uscita di scena di Vita, che si smarca definitivamente dalla partita che in qualche modo lo aveva visto finora tra i protagonisti, sposta nuovamente l'attenzione sulla riunione di questa sera. Senza una figura di mediazione e con il tramonto delle ipotesi esterne, il Partito Democratico di Cassino si trova davanti a un bivio: trovare un accordo dell'ultimo minuto su un nome di rinnovamento o accettare lo scontro interno nelle urne, con tutte le incognite che una conta tra correnti può comportare per la tenuta della maggioranza e del partito stesso sul territorio.
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