Caro Babbo Natale, vorrei solo un Regionale. Le letterine (e l'odissea) dei pendolari

Cronaca - La linea Roma-Cassino in ginocchio tra "caduta linea aerea" e la "preparazione treno" che ritarda di 25 minuti. La riflessione della scrittrice sui viaggi in Ciociaria. Dalle soste bucoliche per le campagne di Colleferro e Anagni agli annunci surreali: ecco la vita di tante persone ostaggio di un sistema che scompare dal palinsesto

Caro Babbo Natale, vorrei solo un Regionale. Le letterine (e l'odissea) dei pendolari
di autore LeggoCassino.it - Pubblicato: 10-12-2025 12:51 - Tempo di lettura 3 minuti

di Silvia Griffo

In Italia ogni mattina un pendolare si sveglia e sa che dovrà aprire l’app treni prima di recarsi in stazione. Facciamo viaggiare convogli ferroviari dal 3 ottobre 1839 ma oggi nel 2025, quasi 2026, un pendolare abituale sa che prima di tutto, prima di lavarsi, vestirsi, mettersi in macchina per recarsi in stazione, deve verificare che il treno ci sia, che sia in orario, che non ci siano guasti sulla linea, e a tal proposito parafrasando un noto brano di Edoardo Bennato, reso famoso dai Blue Stuff, vulessem sape’ a Morolo e Ciampino che ce sta? Si perché i guasti sono sempre a Morolo e gli incendi, che a quanto pare Trenitalia considera un evento naturale, come la pioggia e il vento, sono sempre a Ciampino.

Allora cosa vorrebbe trovare un pendolare sotto l’albero? Una cosa semplice semplice: treni che fanno i treni. Partono all’orario di partenza e arrivano all’orario di arrivo. Invece no, è sempre una scommessa, un evento legato alla fortuna, al caso, all’allineamento dei pianeti. “oh oggi è andata di lusso, puntuale all’andata e al ritorno!”

Un evento straordinario, l’aurora boreale di Trenitalia. Ma quanto complica la vita a chi per lavoro o studio si sposta in treno? Treni che all’improvviso scompaiono dal palinsesto, e uso questo termine a ragion veduta; Trenitalia è un cinema e come ogni proiezione che si rispetti c’è l’intervallo, la sosta bucolica. Sì perché non è detto che una volta partito, magari anche in orario, il treno compia il suo tragitto senza intoppi.

La sosta per le campagne di Colleferro, di Anagni, è ormai parte del viaggio. Il treno all’improvviso si ferma, così, senza nessuna comunicazione in proposito, il personale di bordo scompare, si eclissa, gli altoparlanti di bordo, che fino all’attimo prima della sosta campestre, hanno sciorinato annunci su: - come e quando timbrare il biglietto - prestare attenzione alla distanza tra banchina e treno - abbassare la suoneria del cellulare - nr del treno -stazione di partenza e stazione di arrivo il tutto a volume tra i 90 e i 110 db, ecco in quel momento smettono di funzionare, silenzio, nessuna comunicazione circa la sosta. Poi all’improvviso l’attesa viene interrotta da una comunicazione, anzi, da una costatazione. Dopo 20 minuti di arresto della marcia verrà annunciato che il treno è fermo da 20 minuti. Ma dai?!! In genere poi ci sarà una comunicazione successiva.

Questa arriva nel momento in cui finalmente il treno riprende a fare il treno, cioè a muoversi sui binari. In quel momento l’altoparlante di bordo annuncia che il treno ha ripreso a marciare. Stupore! Ci stiamo veramente muovendo, non è una suggestione! Quando le informazioni circa disagi, ritardi, cancellazioni, vengono fornite non è che andiamo molto meglio. 

"Caduta linea aerea a Roccasecca” (in pratica non c’è corrente) “si avvisano i gentili viaggiatori che siamo fermi causa sconosciuti lungo i binari” come a dire che, se fossero amici, parenti o conoscenti il problema alla circolazione non ci sarebbe, ‘na cosa tipo -oh ma quello che passeggia lungo i binari chi è? -tranquillo lo conosco, è Giovanni il carrozziere -ah appost’ allora possiamo proseguire “si avvisano i gentili viaggiatori che il treno delle 18:42 per Cassino partirà con 25 minuti di ritardo per preparazione treno” come se fino al giorno prima Trenitalia si fosse occupata di itti - coltura e all’improvviso gli avessero detto -oh, guarda che tu mo fai parti’ i treni, li devi prepara’!

Poi però ci sono anche annunci struggenti, gli haiku, i componi - menti poetici giapponesi; alcuni giorni, alcuni treni, saranno interessati dall’interruzione della relazione Roma – Cassino Quasi commovente se non fosse che poi ti soffermi sull’inutilità di una comunicazione che inizia con “alcuni giorni, alcuni treni”. Quali treni?!? Quali giorni?!? Sotto l’albero vorremmo trovare un Ministro dei Trasporti che non vada in giro per sagre ad assaggiare polente e prosciutti, che non racconti che un chiodo conficcato in un cavo interrompa l’intera rete ferroviaria in un paese del G7, causando disagi a 5,59 milioni di persone, questa la media dei pendolari giornalieri.

Sotto l’albero vorremmo trovare un Ministro dei Trasporti che non strumentalizzi i pendolari nei giorni in cui vengono indetti scioperi, con il solo scopo di fomentare il me contro te, lavoratori contro pendolari, ripetendo il mantra governativo del “weekend lungo”; chi sciopera, vale la pena ribadirlo, rinuncia alla paga e ai con - tributi per il giorno di assenza e in alcuni casi, le due categorie, chi viaggia quotidianamente e chi scende in piazza a manifestare, coincidono, come nel caso dei lavoratori del trasporto pubblico, che, andrebbe spiegato al Ministro e ai suoi epigoni, lavorano anche di sabato e domenica.

Mentre scrivo sono seduta in treno, in attesa che parta dal binario 20 di Termini e hanno appena annunciato la partenza del treno per Torino Porta Nuova con trecentottanta minuti di ritardo e no, non c’è nessuno sciopero.

Questa settimana il treno che prendo ogni mattina alle 06:50 non ha mai viaggiato in orario, ha avuto dai 26 ai 10 minuti di ritardo ogni maledetta mattina e no, non c’è stato nessuno sciopero e no, no ho mai sentito Salvini parlare di solida - rietà per i lavoratori e studenti pendolari, mai. Per restare in tema “Natale e stazioni ferroviarie”, tra un po’ verranno allestiti gli alberi di Natale all’interno della stazione Termini. Sono enormi e vengono riempiti di “let - terine” dai passanti. Le leggo ogni mattina, lo faccio tutti gli anni da quando viaggio.

Un tempo erano per lo più richieste divertenti, ironiche, negli ultimi anni ho notato un cambiamento, gli argomenti che vanno per la maggiore fanno molto riflettere. Si potrebbe dire che l’agenda governativa dovrebbe ripartire dalle letterine affidate agli alberi della stazione Termini; salute, lavoro, istruzione, pace. “quale altro posto, meglio di una stazione, riflette lo spirito di un paese, lo stato d’animo della gente, i suoi problemi?” diceva Tiziano Terzani.

Il mio desiderio per Natale? Non lasciatevi abbindolare da slogan per menti semplici, torniamo al Noi che il Me contro Te non porta a niente, ci rende immobili, quasi come un treno fermo per le campagne laziali.





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